Vincenzo Scamozzi e le porte di Palmanova

Vincenzo Scamozzi
Ritratto di Vincenzo Scamozzi

L’intero progetto di Palmanova è stato pensato alla fine del Cinquecento dall’allora Soprintendente alle Fortezze di Venezia, il conte Giulio Savorgnan, tuttavia studi recenti hanno rilevato la presenza di altri attori nell’ideazione della città-fortezza. Tra questi, in particolare, vi è Vincenzo Scamozzi (Vicenza, 1548 o 1552 – Venezia, 1616), il più importante architetto nell’area di Venezia e Vicenza dopo Andrea Palladio e Baldassare Longhena.

A Palmanova, Scamozzi lavora appunto sotto la direzione di Savorgnan, che ormai anziano lamenta di fronte al Senato veneziano che i tecnici inviati non seguono le istruzioni date o non si rivelano all’altezza del progetto. Proprio per questo motivo il generale ed ingegnere si reca almeno una volta in città per verificare lo stato dei lavori; alla sua morte gli succede Bonajute Lorini, che continua a servirsi di Scamozzi.

All’architetto vengono attribuiti unanimemente i disegni delle tre porte monumentali, uniche zone di accesso alla città, e probabilmente anche la facciata del duomo dogale. Purtroppo mancano disegni e documenti che validino l’attribuzione delle porte, a favore di questa teoria rimane comunque la loro posizione inusuale: un ingegnere militare le avrebbe collocate accanto a un bastione in posizione sicura, piuttosto che al centro delle cortine. Inoltre la presenza di Scamozzi a Palmanova è largamente attestata e lo stile delle porte sembra rispecchiare la personale concezione dell’architettura espressa nel suo trattato “Dell’Idea dell’Architettura Universale” (1615).

Le porte monumentali sono tre: Porta Cividale, Porta Aquileia e Porta Udine; le loro facciate esterne, di fattura accurata, sono stilisticamente diverse e contrastano con il rigore e la semplicità delle forme interne, che esprimono invece una funzionalità militare. Questi dongioni presentano delle torri con i piani difendibili separatamente e raggiungibili in modo indipendente. Al piano terra la corte centrale quadrata è attraversata dalla via di accesso alla città e presenta due porticati a triplice arcata dotati di focolare, in questa parte si trovavano i locali per le guardie e i gabellieri. Il piano superiore invece ospita un salone che si affaccia sul cortile interno e che permetteva, in caso di presa della porta da parte nemica, di neutralizzare dall’alto l’intrusione. Le porte erano inoltre difese da dei ponti levatoi azionati da ruote, catene e da una serie di battenti.

Porta Aquileia

Porta Aquileia viene realizzata per prima nel 1598 e la sua facciata esterna è ingentilita da due volute che sormontano la garitta. Al di sotto di quest’ultima era presente un grande leone marciano in pietra che è stato abbattuto dai francesi nel 1797. Un fregio di stemmi nobiliari corre lungo il cornicione, in riferimento ai primi nobili Provveditori e Tesorieri della fortezza. All’interno della porta si distribuiscono diversi ambienti per i soldati e ufficiali di guardia e per il Contestabile di Sanità.

Porta Aquileia
Porta Aquileia

Porta Cividale

Costruita contemporaneamente a Porta Udine dal 1604 e rivestita in bugnato rustico con pietra bianco-grigia, Porta Cividale si impone con forme più robuste e severe, dove l’utilizzo della pietra alla maniera toscana sembra da attribuire a Bonajute Lorini. Le due torrette di guardia sono collegate da una balaustra che permette un controllo dall’alto dell’esterno, da questo lato infatti giungevano gli eserciti nemici. Si tratta dell’unica porta visitabile internamente per via della presenza di una delle tre sedi del Museo della Fortezza e della Grande Guerra.

Porta Cividale
Porta Cividale

Porta Udine

Ultimata nel 1605 e realizzata in pietra arenaria, questa porta ha il pregio di conservare ancora intatte le ruote adibite al sollevamento del ponte levatoio. Sulla facciata esterna sono presenti due obelischi, in mezzo ai quali era appoggiato sul basamento il tipico leone marciano. Porta Udine ospitava al suo interno le stanze degli ufficiali e dei soldati di guardia; qui sono ancora visibili i resti dell’antico acquedotto.

Porta Udine
Porta Udine