Udine durante il governo di Venezia

Loggia del lionello
Loggia del lionello

Venezia entra a Udine nel 1420 ed il primo Luogotenente Veneto, Roberto Morosini, prende di fatto il posto del Gastaldo che fino a quel momento aveva retto la città per conto del Patriarca.

La Serenissima occuperà le terre friulane fino al 1797, anno in cui giungerà dalla Francia Napoleone.

I Luogotenenti Veneti fissano la loro residenza nel Castello e Udine cambia volto.

Nel 1441 Venezia decide di costruire un palazzo degno della raffinatezza della Serenissima e si dà il via alla Loggia del Lionello, iniziata da Bartolomeo delle Cisterne e completata poi secondo il progetto dell’orafo udinese Nicolò Lionello. Bartolomeo delle Cisterne viene incaricato anche di abbellire l’interno del Duomo di Udine mentre il campanile viene eretto da Cristoforo da Milano.

La Loggia del Lionello subisce negli anni vari rimaneggiamenti fino alla sua distruzione nel 1876 a causa di un incendio. Viene ricostruita fedelmente da Andrea Scala. Purtroppo non resta molto delle opere d’arte che nel passato l’anno abbellita. La Madonna con Bambino di Giovanni da Pordenone, rovinata dall’incendio, è stata strappata dal muro e ora si trova in museo. Invece restano agli angoli della facciata due sculture e cioè una Madonna con Bambino posta sopra una mensola e sormontata da un raffinato tetto attribuita a Bartolomeo Bon (1450 circa) e una allegoria simboleggiante la Patria del Friuli eseguita da Andrea Flaibani (1877). Al piano superiore, nella ricostruita sala del Consiglio Comunale, restano solo due dei grandi dipinti che celebravano la potenza della Repubblica Veneta. Gli altri quadri sono stati spostati nel Museo del Castello di Udine.

Di fronte alla Loggia del Lionello, sul terrapieno, si possono ammirare la Loggia e la Chiesa di San Giovanni (oggi Tempietto dei Caduti) costruite su un progetto di Bernardo da Marcote (1533), lapicida e architetto lombardo. Sempre sul terrapieno troneggia la torre dell’orologio costruita da Giovanni da Udine nel 1527, sormontata dai due Mori che battono le ore, il cui scultore è Vincenzo Luccardi (1850). Vi sono anche le due statue particolarmente amate dagli udinesi di Ercole e Caco, scolpite da Angelo De Puti (XVII secolo) ed una colonna con l’elegante statua di Giovan Battista Comolli (1819) eretta in memoria del Trattato di Campoformido, che ci porta avanti negli anni fino all’Epoca Napoleonica.

Tonando al ‘500 è apprezzabile una raffinata fontana attribuita erroneamente a Giovanni Da Udine, il cui autore è invece il lapicida Cipriano su progetto di Giovanni Carrara di Bergamo (1542).

Piazza Libertà resta una delle più belle piazze di gusto veneziano. Da questa piazza, per salire al Castello di Udine, si attraversa un arco progettato nel 1556 da Andrea Palladio in onore del Luogotenente Veneto Domenico Bolliani. Si prosegue in direzione del Castello percorrendo la Loggia del Lippomano: un lungo viadotto, suddiviso in quattro corpi, reso prezioso da una serie di archi trilobi. Lippomano era il Luogotenente Veneto che ha voluto questa costruzione nel 1487.

Come si può constatare il Dominio Veneziano muta il volto di Udine ed il ‘500 può essere ricordato anche per un certo progresso tecnico e culturale: nel 1592 Gian Battista Natolini apre una tipografia e fa di Udine una città all’avanguardia nella stampa di opere letterarie significative. Proprio questa attività richiama ad Udine un insigne uomo di lettere come Gerardo di Fiandra.

Tuttavia il ‘500 porta con sé anche catastrofi: il 1511 viene citato come uno degli anni già infausti del Friuli a causa di un susseguirsi di tragedie: il famoso Giovedì Grasso o “crudel zobia grassa”, inizio della rivolta contadina contro nobiltà e castelli guidata da Antonio Savorgnan, il terremoto che fa crollare persino il Castello di Udine, la peste con diecimila vittime e la carestia che produce altri decessi. Tra il 1400 e la fine del 1500 c’è a Udine un notevole calo demografico che porta la popolazione a ridursi di qualche centinaio di anime.

Il 1600 si apre con alcune novità: nel 1601 il Patriarca Francesco Barbaro fonda a Udine il primo seminario; nel 1606 Antonio Antonini ( membro di una facoltosa famiglia di carnici la quale lascerà a Udine bellissimi palazzi) dà vita all’Accademia degli Sventati, un circolo di benpensanti che nel 1756 si trasforma nell’Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Udine.

Tra i palazzi Antonini vanno visti il palazzo di Via Gemona, costruito dal Palladio e diventato sede bancaria, il Palazzo Antonini Cernazai, attualmente sede universitaria, il Palazzo Antonini Belgrado sede della Provincia ed il Palazzo Antonini del Torso sede del CISM (Istituzione Scientifica Internazionale che opera in Friuli Venezia-Giulia).

Nel 1700 Udine si abbellisce ancora grazie al mecenatismo di ricche famiglie: i Manin portano lo stile Barocco Veneziano nel Duomo, a Palazzo Torriani, e nella vicina Cappella Manin. A sua volta il Patriarca Dolfin chiama ad Udine i Tiepolo, padre e figlio, per affrescare il proprio Palazzo Patriarcale e regalare agli udinesi un capolavoro d’arte, noto per originalità e fama anche oltre i confini del Friuli.

Altre famiglie ricche, nobili e borghesi, costruiscono importante case di rappresentanza che tuttavia svelano la loro bellezza non tanto a chi guarda la facciata esterna ma piuttosto a chi s’inoltra nei cortili e nei giardini interni.

Nel ‘700 in Piazza XX Settembre viene demolito dalla Serenissima il Palazzo della Torre a causa del malvagio comportamento di Lucio della Torre (1695 – 1728). Purtroppo nulla resta di questo palazzo se non le statue di Ercole e Caco che vengono trasferite in Piazza Libertà diventando uno dei simboli di Udine, amate dai cittadini che simpaticamente le ribattezzano con i nomi di “Florean e Venturin”. Nel 1751 il Patriarcato di Aquileia si estingue e viene sostituito dalle due Arcidiocesi di Udine e Gorizia, accontentando così sia Venezia che l’Austria. Nel 1753 vengono costruiti il Teatro Sociale e il Teatro Mantica, ora non più esistenti.

Siamo ormai vicini anche alla fine del dominio della Serenissima che termina alla fine del’700 con l’arrivo dei francesi e di Napoleone.