L’impresa di Rommel nella battaglia di Caporetto

battaglia di caporetto
Rommel e la battaglia di caporetto

Il 24 Ottobre 1917 vicino alle acque dell’Isonzo si trovavano schierati l’Esercito Italiano e quello Austro-Ungarico.

I cannoneggiamenti si odono ai due lati di Tolmino, nella valle tra il Kolovrat ed il Monte Nero. È notte, c’è una pioggia torrenziale ed i soldati nemici attraversano il fiume per attaccare i nostri sulla riva destra, protetti da una fitta nebbia.

“Fanteria all’attacco” è il libro scritto sull’impresa di Caporetto da Erwin Rommel, allora primo tenente del battaglione fucilieri da montagna del Wurttemberg.

Questo straordinario personaggio riesce con notevole autonomia decisionale, in 52 ore, a conquistare una serie di posizioni vantaggiose, a catturare novemila soldati e centocinquanta ufficiali, spostandosi da Tolmino fino alla cima del Matajur.

Rommel, secondo il suo racconto, è infreddolito come i suoi uomini. Tutti sono in attesa dell’attacco ma devono aspettare le 8. Un turbine di proiettili viene scagliato sugli Italiani ma questi, per azionare i cannoni, aspettano l’ordine di Badoglio che non arriva, perchè le lineee telefoniche sono state tagliate.

Le truppe d’assalto piombano sulla prima linea italiana e molti soldati corrono incontro ai nemici con le mani in alto ad i volti terrorizzati.

I fucilieri di Rommel iniziano la salita per arrivare sul Kolovrat. Verso la fine della salita gli Italiani fanno fuoco dalla seconda linea di difesa. Il tenente ordina a una pattuglia di prendere la postazione di sorpresa, tramite un aggiramento. Di li a poco decine di prigionieri sono catturati non aspettandosi un attacco da dietro.

La pioggia cessa, in una schiarita i Tedeschi vedono il Kolovrat, salgono ancora e a quota 1066 si incontrarono intanto con le truppe alpine bavaresi. Il nuovo obbiettivo è la postazione del Klabuk ma gli Italiani sono allertati, lanciando bombe a mano e scatenano le mitragliatrici.

Rommel deve tenersi al coperto. Il tempo vola ed arriva l’imbrunire, i Tedeschi si preparano per la notte e utilizzano le postazioni italiane. Intanto la divisione Slesiana è risalita lungo l’Isonzo ed ha preso Caporetto.

È il 25 Ottobre, alle cinque arriva il maggiore Sproesser con il resto del battaglione da montagna, capisce che Rommel ha bisogno di rinforzi e gli concede quattro compagnie in più. Da quel momento i fucilieri avanzano verso le alture di cresta. Gli Italiani si aspettano il nemico davanti e vengono aggrediti di sorpresa da dietro, a anche la terza linea cade in mano ai tedeschi.

Dal monte Kuk gli italiani sparano con mitragliatrici pesanti, si trinceranno su 3 linee, Rommel aspetta che arrivino i suoi fucilieri, intanto chiede via telefono anche l’appoggio dell’artiglieria pesante. E naturalmente dopo una lotta furibonda vince e vincerà ancora…

Nel giro di soli 3 giorni gran parte delle postazioni italiane sono costrette ad abbandonare il territorio.

La mattina del 27 Ottobre 1917 Cadorna ordina il ripiegamento sul Tagliamento ma ormai si è giocato il ruolo di comandante dell’Esercito Italiano e viene sostituito da Armando Diaz.

Il regio esercito si ritira sul Piave e qui, a un anno di distanza da Caporetto, le sorti della guerra si rovesciano e gli Italiani riportano la vittoria finale a Vittorio Veneto. È il 4 Novembre 1918.

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