Storia di Cividale del Friuli: i Franchi

I Franchi: storia di Cividale del Friuli

Dopo il lungo dominio dei Longobardi, furono i Franchi a guadagnarsi il controllo del Nord, dunque anche del ducato friulano.

La Contea di Confine

Il ducato friulano diventò una Contea di confine, o Marca, con a capo un marchese che manteneva comunque anche il titolo di due. È in questo periodo che territori e città iniziano ad assumere nomi simili a quelli attuali: ad esempio, Cividale, da Civitas Foroiuliana, diventa Civitas Austriae, nel senso di “orientale” (era infatti la Marca che segnava il confine orientale del regno franco); da questo nome sarebbe poi stata comunemente chiamata Civitas, trasformandosi in “Cividale” a causa della successiva influenza veneziana. Il nome Forumiulii passò ad indicare tutta la regione, e in seguito venne volgarizzato in “Friuli”: i suoi abitanti, che  durante il dominio longobardo erano stati esclusi da qualsiasi partecipazione al governo, ebbero il permesso di prendere parte alla vita militare: trovandosi sul confine, c’era bisogno di un esercito molto potente.

Il Sacro Romano Impero

Nel 769 il duca Erich sconfisse gli Avari e il territorio della Marca si estese fini alla Drava, comprendendo dunque anche l’Istria.

Quattro anni dopo, la notte di Natale dell’800, Carlo Magno veniva incoronato dal papa imperatore del Sacro Romano Impero: sognava di poter riportare l’Europa allo splendore dei tempi dell’Impero Romano, stavolta però contando anche sul fondamentale appoggio del pontefice. Degna di menzione la figura di Berengario, marchese friulano dal’874 all’888, poi nominato Re d’Italia e infine imperatore del Sacro Romano Impero: nessun alto friulano sarebbe più arrivato ad una carica di tale prestigio ad importanza.

La invasioni ungariche

Nel’899, per poi ripetersi nel 904,921,923 e 942, ci furono le invasioni degli spietati Ungari: nonostante si creda che Cividale non abbia subito attacchi diretti da questa popolazione, grazie alla posizione farevolmente nascosta e alle strutture difensive ancora molto funzionali, fu certamente  coinvolta nel generale impoverimento che attraversò la regione friulana.

Solo nel 952 le invasioni si conclusero, grazie a Enrico duca di Baviera e Carinzia che sconfisse gli Ungari definitivamente; ma il prezzo che dovette pagare il Friuli fu la perdita dell’indipendenza e dell’autonomia governativa, in quanto venne assoggettato alla Marca di Verona in qualità di semplice contea. Quando la marca veronese lo scorporò, il Friuli fu governato da Enrico il Rissoso, duca della Carinzia fino al 995, e in seguito da Ottone di Weiblingen.

La nascita del patriarcato

Il patriarcato, nel frattempo, si era andato arricchendo grazie a frequenti donazioni che riceveva da parte di imperatori e altri signori.

In un clima tanto disperato, pieno di tensioni, l’unico barlume di speranza alla società lo forniva proprio la figura del patriarca, che promuoveva e ispirava ad una ricostruzione non solo fisica, ma anche morale della regione.

Lo stato patriarcale friulano nacque nel 1077: l’imperatore Enrico IV concesse alla Chiesa di Aquileia il completo possesso e giurisdizione delle Contea del Friuli, comprese le prerogative ducali. Questo stato sarebbe durato, più o meno stabile, per altri 350 anni.