L’arte del ritratto a Trieste: Giuseppe Tominz

Giuseppe Tominz
Giuseppe Tominz

“Quasi tutto ciò che c’è di pittura  e scultura prima degli inizi del secolo scorso, eseguito a Trieste o per Trieste, si può dire che stia sul colle di San Giusto”.

È quanto scrive Molesi nell’introduzione al libro ” Artisti triestini contemporanei”, a cura di Claudio Martelli.

I primi artisti, tutti triestini o triestini d’adozione, si mettono in evidenza nel 1800. Giuseppe Tominz, in realtà goriziano, si trasferisce a Trieste nel 1825 godendo di notorietà soprattutto come ritrattista. Il suo periodo di formazione avviene a Roma tra il 1809 e il 1818.

Tominz nella capitale si mette in contatto sia con i maestri del Neoclassicismo, come il grande Antonio Canova, sia con gli artisti della corrente Purista, teorizzata dai Nazareni. Lo stile Purista influenzerà il suo modo di interpretare il ritratto in cui cercherà di riprodurre sia modalità realistiche, sia eleganza stilistica.

Il Tominz è un pittore borghese e la ricca borghesia è la sua principale committente. Proprio per soddisfare una crescente clientela, colta ed esigente, si trasferisce a Trieste dove soggiorna per ben trent’anni.

Nel 1830 fa una personale, esponendo 40 ritratti, che riscuote  un grande successo e lo consacra ritrattista delle facoltose famiglie triestine appartenenti soprattutto al ceto mercantile.

La sua abilità nel cogliere la rassomiglianza, oltre ad aspetti psicologici e piccoli dettagli della vita quotidiana, rendeva la sua pittura molto gradita ai modelli, che si rispecchiavano  in un ritratto capace di svelare anche la loro personalità.

Intorno al 1820 incomincia a realizzare ritratti di famiglia, in cui rappresenta più soggetti con sfondi paesaggistici ma anche interni. Usualmente chiede ai singoli personaggi di posare per lui separatamente, poi completa il dipinto da solo.

Il tempo di posa per ogni ritratto individuale è di circa tre ore, grazie al fatto che l’artista è veloce e possiede una tecnica collaudata.

Tra i ritratti più noti citiamo: la famiglia de Brucher (Trieste, Civico Museo Revoltella), Zuan delle Rose (Trieste, Galleria Nazionale di Arte Antica), Giuseppe Lorenzo Gatteri (pittore Romantico del XIX secolo). Il suo stile diventa più scanzonato quando non è vincolato alla ritrattistica ufficiale e si sbizzarrisce un po’ di più: ecco il Nano Ostricaro (Trieste, Civico Museo Revoltella) o l’Autoritratto (Trieste, Civico Museo Revoltella).

Purtroppo nell’ultima parte della vita comincia a soffrire di un calo della vista e questo penalizza la sua attività artistica. Il figlio Augusto cerca in qualche modo di aiutarlo ma non possiede la stessa raffinatezza pittorica del padre, così il Tominz decide di tornare nella sua terra natale dove muore nel 1866.

Si consiglia di visitare il Museo Civico Rivoltella

ORARI DI APERTURA

Il Museo Revoltella si può visitare nei seguenti giorni:

LUNEDì, MERCOLEDì, GIOVEDì, VENERDì, SABATO E DOMENICA:  orario 10 – 19