Il fogolar furlan, friulano nel mondo

fogolar furlan
Il fogolar furlan (I friulani nel mondo)

Fiorenti e indefessi, sinceri e tradizionali, integerrimi e cordiali sono i Fogolârs furlans (al singolare: “Fogolâr Furlan”, Focolare Friulano), ossia le associazioni di friulani nel mondo che rispecchiano completamente le caratteristiche peculiari del “sentire friulano”. Sono associazioni diffuse in ogni parte del pianeta, dalle più grandi nazioni ai più piccoli paesi, che vengono costituite da emigrati originari del Friuli Storico e dai loro discendenti. A fare da comun denominatore, la lingua friulana in tutte le sue declinazioni: affiancata dal dialetto veneto (conosciuto dai nativi dell’area venetofona in provincia di Pordenone e Venezia, e della Biasicaria), dal Resiano, dallo sloveno beneciano e dai dialetti germanici del Friuli.

Il fogolâr furlan richiama archetipicamente e praticamente l’antico focolare della famiglia friulana, attorno al quale si radunavano visi ed espressioni, nonni e nipoti, culture ed esperienze del vivere, del passato talvolta molto recente. Riunirsi, riconoscersi, rivivere quei momenti è un modo per mantenere viva la tradizione e accesa la storia, per ricucire lo “strappo” culturale dell’emigrazione in un nuovo mondo. E’ il portare accesa dentro sé stessi la fiamma ardente dei ciocchi di legno scoppiettanti del focolare più caro, quello nel quale si è nati.

Il Friuli Storico

La vera essenza e consistenza del Friuli va ben oltre gli attuali confini tracciati sulla cartina geografica. Si parla, infatti, di Friuli Storico per decodificare una macro-regione culturale che travalica i confini imposti per estendersi a tutto il territorio geografico che appartiene allo stesso ceppo culturale.

Il Friuli Storico propriamente detto (Friûl in friulano, Furlanija in sloveno, Furlania in bisiaco, Friaul o Vriaul in tedesco, Friul in veneto e ladino) è una regione storico-geografica composita e comunque culturalmente omogenea che comprende la parte della pianura veneto-friulana situata ad est dello storico fiume Livenza caro ai friulani, insieme a una parte delle Alpi Carniche e delle Alpi Giulie. Deriva il suo nome dal latino, quando i Romani chiamarono Forum Iulii l’attuale città di Cividale del Friuli, centro nevralgico e sede del Ducato del Friuli istituito dai Longobardi nel 569 d.C. Talvolta, viene incluso nel Friuli Storico un territorio più esteso che comprende anche l’Istria e il Cadore, storicamente parte del Patriarcato di Aquileia, anche se tale inclusione non trova un comune accordo.

Fogolâr Furlan

Nate e sviluppate nei luoghi che hanno accolto la più forte immigrazione, le associazioni di friulani nel mondo sono oggi una realtà viva e attiva diffusa capillarmente e senza distinzioni di paese, città o nazione. Questo genere di associazioni hanno la missione di raccogliere l’eredità culturale e sociale dei friulani nel mondo, di promuovere il mantenimento e lo sviluppo della lingua e della cultura tra i friulani “delle successive generazioni, e di curare e vivificare i rapporti tra le comunità e la madrepatria.

In Italia, si contano fogolâr furlan praticamente in ogni regione, così come ne sono sorti in ogni stato europeo e ogni nazione lontana dal Vecchio Continente. Dal Giappone agli Stati Uniti, dall’America Latina alla Russia, si contano associazioni di friulani anche in Africa (Congo, Madagascar, Mozambico e Sud Africa) così come in Australia.

E’ doveroso ricordare come ben due Fogolârs Furlans sono presenti in aree storiche della macro-regione friulana, come quello di Portogruaro e quello di Monfalcone. Nel primo caso, pur essendo stata aggregata alla provincia di Venezia nell’Ottocento, la città di Portogruaro è sempre stata un “mandamento” storicamente appartenuto al Friuli, in cui si conserva ancora la tradizione e la cultura di un tempo. Nel caso di Monfalcone, l’area fa storicamente parte del Friuli (per lingua praticata e/o per semplice affermazione di identità) anche se attualmente i friulani sono una minoranza se confrontati alla componente di abitanti di radice veneto-giuliana.

Famee Furlane

Non solo focolare, ma vera e propria famiglia per intero! Oltre alle associazioni cosiddette Fogolârs Furlans ne esistono altre dette “Fameeis Furlanis” (Famiglie Friulane, Famee Furlane al singolare. France-Frioul in Francia) che, ugualmente sparse per il mondo, portano avanti gli stessi obiettivi e la stessa missione dei focolari friulani. Entrambi i raggruppamenti culturali di associazioni fanno parte della rete e partecipano alle attività promosse dall’Ente Friuli Nel Mondo, un ente privato della regione Friuli Venezia Giulia storico (fondato nel 1952) e particolarmente attivo che, mensilmente, manda in pubblicazione una rivista bilingue italiano/friulano in conforto e supporto culturale alle associazioni dei Fogolârs Furlans e delle Fameeis Furlanis.

La lingua friulana

Il dialetto friulano (furlan, lenghe furlane; marilenghe, “lingua madre”), è una lingua romanza appartenente al gruppo delle lingue gallo-romanze. E’ una vera e propria lingua originatasi intorno all’Anno Mille, ha origine neolatina e possiede analogie con altre lingue retroromanze e ladine. Una delle più accreditate ipotesi vuole che, dopo la conquista da parte dell’Impero Romano sulle popolazioni della zona carnica, avvenuta nel 115 a.C., i Carni abbiano comunque mantenuto il lessico indigeno e continuato ad utilizzare molte parole della loro lingua madre. A questa personalizzazione della lingua, si sarebbero inoltre aggiunti numerosi elementi germanici e slavi dovuti alla dominazione da parte di popoli di stirpe germanica (longobardi, goti, franchi e tedeschi). In questo modo, si sarebbe sviluppato un latino proprio e fortemente contaminato dalla lingua locale, con inflessione e accenti propri e contaminazioni limitrofe. Alcuni storici sostengono come la formazione della lingua friulana e del suo carattere estremamente distinguibile dalle altre lingue del nord Italia sia stato dovuto proprio alla conservazione e all’inclusione di numerosi vocaboli di origine Carno-Celtica e germanica.

Tra le attuali varianti della lingua friulana, si contano quattro dialetti friulani che differiscono leggermente tra loro:

  • friulano centrale: parlato nel medio Friuli, ha la terminazione in –e per i vocaboli di genere femminile
  • il friulano goriziano: parlato nell’hinterland di Gorizia, ha la terminazione in -a per i vocaboli di genere femminile
  • il friulano concordiese: viene parlato nel già citato “mandamento” di Portogruaro e nel pordenonese, ha la terminazione in -a delle parole femminili
  • il friulano carnico: parlato in Carnia

Le prime testimonianze della lingua friulana scritta risalgono al 1150 con il Rotolo censuale del Capitolo di Aquileia, mentre circa 150 anni dopo si assiste a scritti in friulano di uso comune. Risale al 13 aprile 1380 un atto rogato trascritto a Cividale del Friuli in cui viene documentata uno tra i primissimi esempi di villotta friulana dal titolo “Piruc myo doc inculurit” .

Sul finire dello scorso millennio, la legge 482/99 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” che ha dato applicazione all’art. 6 della Costituzione Italiana, ha riconosciuto e tutelato il dialetto friulano come lingua parlata a pieno titolo. Provvedimento completato successivamente con la Legge Regionale 29/2007 “Norme per la tutela e la valorizzazione e promozione della lingua friulana”. Il friulano è oggi parlato nelle province di Udine, Pordenone e Gorizia e in alcuni comuni del Veneto ed è il vero cardine culturale che unisce ed esalta l’anima dei Fogolârs furlans!