Dante Alighieri a Cividale del Friuli

dante alighieri in friuli
dante alighieri in friuli

Il Friuli ebbe l’onore di ospitare Dante Alighieri, il sommo poeta?

Tra le prove a favore ci fu chi sostenne che Dante Alighieri venne in Friuli e che per questo, in suo onore, il patriarca Bertrando, nel vecchio Duomo di Udine, commissionò sia il ritratto di Dante che quello del Petrarca.

Inoltre il Boccaccio scrisse una lettera al Petrarca in cui si faceva cenno alla visita di Dante alle Antra Julia, e cioè alle grotte delle Alpi Giulie e di Tolmino.

Tra le argomentazioni a sfavore c’era il parere dell’abate Bianchi che sosteneva che il ritratto del Duomo fosse stato eseguito dopo la morte di Dante Alighieri grazie alla sua fama di poeta. Secondo lo stesso abate le Antra Julia erano le scuole di Parigi, menzionate anche da Dante, e non le grotte delle Alpi Giulie.

Altre argomentazioni a favore sono le relazioni intense che intercorrevano tra Gerardo da Camino e Udine, cioè tra la curia padovana e la curia patriarcale del Friuli, all’inizio del 1300.

Il Grion ipotizzò che Dante Alighieri dopo essere stato ospitato a Padova, fosse stato ospitato dai conti de Puppi, che fin dal 1260 si erano trasferiti a  Cividale. Questi erano feudatari del Patriarca Ottobono, già vescovo di Padova.

Inoltre è probabile che Dante avesse una qualche dimestichezza con il friulano, per averlo sentito parlare nella nostra zona , piuttosto che averlo sentito solo a Padova o a Venezia, dalla bocca di qualche friulano in trasferta. Infatti nel De Vulgari Eloquentia fa riferimento al duro dialetto che dice ce s’fastu (che fai) come ad una lingua non meritevole di assurgere a lingua letteraria, per le sue asperità intrinseche.

Precisazioni sul De Vulgari Eloquentia

Il De Vulgari Eloquentia è un’opera che tratta della legittimità della nuova lingua, il fiorentino, a sostenere qualunque argomentazioni culturale.

È scritto in latino perché è rivolto ai dotti del tempo che, soli, potevano interessarsi al sofisticato dibattito sulla lingua.

L’opera costituisce una novità assoluta e affronta, per la prima volta in mondo organico, il problema del volgare che da tempo aveva cessato di essere solo parlato. Come in latino era stato per secoli un modello invariabile di espressione, così si sarebbe dovuta fissare una grammatica anche per il volgare, in modo da regolarizzarlo e renderlo punto di riferimento fisso rispetto alla mobilità delle parlate.

Curiosità sulle possibili peregrinazioni di Dante Alighieri in Friuli

Dal 1301 Dante, per ragioni politiche, venne condannato prima ad una multa, poi all’esilio, dal partito fiorentino dei Neri. Per un ventennio il poeta peregrinò da una corte ad un’altra, sempre invitato come ospite per l’altezza del suo ingegno.

Fu senz’altro a Treviso, presso Gherardo da Camino, poi a Padova e a Venezia. Nel 1306 era in Lunigiana, ospite dei Malaspina, e si stabilì per qualche anno a Lucca. Nel 1312 si ritirò a Verona presso Cangrande della Scala. Fu a Ravenna e ancora a Venezia.

Qualche studioso sostiene che fu anche in Friuli e questa tesi, per chi è di Cividale, resta un’affasciante punto interrogativo.