Benito Mussolini e Tito Zaniboni a Tolmezzo

Il primo futuro Duce, il secondo suo attentatore

Benito Mussolini tolmezzo
Mussolini e Zaniboni

Tolmezzo, città decentrata dai grandi centri di potere, ospita più volte un personaggio come Mussolini. Nel 1906 il futuro Duce, diplomatosi maestro nel 1901, arriva a Tolmezzo come insegnante. Ben presto si accorge che con questa attività non raggiunge buoni risultati, nonostante lo zelo, e sembra iniziare a condurre una vita di eccessi.

Anni dopo un Tolmezzino racconterà di averlo trovato in questo periodo nell’attuale via Paschini, a fianco della roggia, addormentato, ronfante e ubriaco.

Dopo l’incarico d’insegnante, Mussolini inizia un’intensa vita politica e diventa direttore del giornale Avanti. Nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, ritorna in Carnia, in Val Degano, come bersagliere.

Di questo periodo restano una lapide murata a Malga Bordaglia e le sue annotazioni nel diario di guerra dove si legge “..nuova ricognizione su Bordaglia Alta”.

Un altro personaggio, Tito Zaniboni, diventa un eroe della Prima Guerra Mondiale e viene considerato dai Tolmezzina una specie di cittadino onorario. Anche lui, come Mussolini, dà un contributo personale alla storia nazionale, ma nell’ambito militare, per la strenua resistenza sul fronte carnico.

In breve i fatti possono essere così riassunti: mentre gli Austriaci stanno avanzando grazie alla conquista dell’importante postazione Italiana chiamata il Trincerone, il Capitano Zaniboni, comandante di una fortificazione costruita nei pressi di Pal Piccolo, rimane isolato, ma non cede al nemico e con i suoi uomini continua a sparare. Per queste gesta viene decorato con medaglia d’oro.

Ma la storia ci prepara qualche sorpresa.

Nel 1921 il Zaniboni, di origine mantovana, viene eletto deputato alla Camera, soprattutto con i voti del collegio elettorale di Tolmezzo. Socialista convinto, divenuto particolarmente ostile alla politica di Mussolini, si prepara ad ucciderlo il 4 Novembre 1925 sparandogli nei pressi di Piazza Colonna a Roma. Scoperto, non riesce a portare a compimento l’attentato e viene condannato a molti anni di carcere.

E se Tito Zaniboni fosse riuscito nel suo intento il destino dell’Italia sarebbe forse stato completamente diverso?