Aquileia Cristiana: crescita del Patriarcato

Patriarca Popone

Ad Aquileia si diffuse liberamente il Cristianesimo dopo l’editto di Costantino del 313 che autorizzava la libertà di culto.

Dal IV secolo in poi la diocesi s’ingrandì. L’azione della Chiesa di promuovere il Cristianesimo si svolse su un vasto territorio che comprendeva la Baviera, l’Austria, la Slovenia, l’Ungheria.

Nel 318 Sant’Ambrogio fu ad Aquileia in occasione del sinodo di vescovi per combattere l’Arianesimo.

Nel VII secolo ci fu una frattura nella Chiesa di Aquileia che portò all’elezione di due vescovi: uno sostenuto dai Longobardi con sede ad Aquileia, l’altro sostenuto dai Bizantini (che mantenevano il controllo delle zone marittime e lagunari) con sede a Grado.

Nell’VIII secolo la pressione delle invasioni barbariche, ed in particolare degli Avari, indusse il patriarca di Aquileia ad abbandonare la diocesi lagunare, per rifugiarsi a Cormons, prima, e nel 737 a Cividale del Friuli, sede del Duca Longobardo.

Dopo il 1000 cominciò la vera rinascita dell’attività religiosa nella Basilica di Aquileia con la nomina a Patriarca del nobile Popone, di origine Bavarese.

Nel 1077 il Patriarca di Aquileia diventerà feudatario con prerogative di Duca sul territorio del Friuli.

Il patriarca Popone

Popone, cioè Volfango di Treffen, governa Aquileia dal 1019 al 1042. Poppo o Poppone viene eletto dall’imperatore Entrico II, interessato a coprire le cariche vescovili dell’Italia settentrionale con personaggi a lui devoti.

Durante il suo mandato, Popone gode dell’appoggio di tre imperatori: il già citato Enrico II, ma anche Corrado II ed Enrico III.

Il Patriarca conia moneta, riscuote imposte e, pur risiedendo a Cividale, dove si trova il suo palazzo e l’amministrazione politica, resta proteso verso la rivalutazione di Aquileia. Fa edificare il campanile e ricostruire la Basilica affidando gli affreschi a pittori della scuola di Reichenau.

Fortifica i valichi, concede mercati, insomma fa molto per il territorio a lui soggetto, ma resta in forte attrito con Grado e con il suo prelato.

Nel 1024 Popone assale Grado, la spoglia di ogni ricchezza, e se ne appropria, finché, grazie alla mediazione di Venezia, non se ne va, ottenendo dal Papa Giovanni XIX la dipendenza di Grado da Aquileia.

Tuttavia per altri attriti politici Popone assale ancora Grado, una seconda volta, e porta via tutto quello che non era riuscito a prendersi la prima volta.

Popone viene ricordato come un grande personaggio, anche se caratterizzato sia da lungimiranza politica, sia da ombre ostili, non degne di un uomo di fede.