L’Amministrazione Frazionale di Pesariis e l’esemplare gestione della res publica

Amministrazione Frazionale di Pesariis
Amministrazione Frazionale di Pesariis

Pesariis, il Paese degli orologi, può essere considerato come un grande esempio di civiltà e di gestione efficiente ed ottimizzata dei beni pubblici. Forse non tutti sanno la gestione del territorio di Pesariis è affidata all’Amministrazione Frazionale che è, a tutti gli effetti, una Proprietà Collettiva di Diritto Pubblico. Stiamo parlando di un “modus” di amministrare la res publica che non ha pari, non ha eguali in Italia.

Nella prassi, “Amministrazione Frazionale” vuol dire che la comunità residente a Pesariis gestisce – in maniera del tutto autonoma – il proprio territorio ed i benefici che da esso derivano reinvestendo i risultati di questa gestione all’interno della comunità stessa.

Un esempio di grande civiltà e di amore per la “res publica” che merita rispetto ed ammirazione, specialmente in questi tempi contrassegnati da una politica che mai agisce in nome del popolo.
Nel nostro articolo, esamineremo tutti gli aspetti connessi a questo straordinario modo di amministrare i beni pubblici e, in particolare, gli effetti che esso produce sul territorio.

Amministrazione Frazionale di Pesariis: l’inquadramento giuridico

L’amministrazione frazionale è un fenomeno di godimento di diritti comuni da parte di un’intera collettività. I beni civici di Pesariis sono una forma di proprietà collettiva riconosciuta dalla legge statale 1776/1927, dal Regolamento del 1928 e da successive norme giuridiche emanate per disciplinare peculiari aspetti del fenomeno.

L’amministrazione frazionale di Pesariis è una proprietà collettiva aperta, un soggetto giuridico di diritto pubblico al quale tutti i residenti della Frazione possono partecipare in maniera attività. L’Amministrazione Frazionale è considerata un soggetto giuridico “di diritto pubblico” perché opera con modalità e secondo le norme applicabili a quelle dei Comuni, ove siano compatibili.

Questo vuol dire che, ad esempio, le elezioni del Comitato di amministrazione (che è l’organo di autogoverno) seguono lo stesso sistema delle elezioni politiche ed amministrative.

Gli Organi dell’Amministrazione Frazionale

Il fulcro attorno a cui ruotano le attività dell’Amministrazione Frazionale è il comitato di amministrazione che si occupa di gestire le attività patrimoniali, commerciali ed istituzionali. Accanto al comitato, opera attivamente l’Assemblea della popolazione che decide – rigorosamente in maniera collettiva – su specifici problemi oppure su particolari aspetti che riguardano l’acquisizione oppure la dismissione del patrimonio comune.

Le conseguenze pratiche dell’Amministrazione Frazionale

Incredibili sono le conseguenze pratiche e i vantaggi connessi alla gestione della “res publica” secondo il sistema dell’Amministrazione Frazionale di Pesariis.

Innanzitutto, nella gestione dei beni civici della comunità, l’Amministrazione è anche imprenditore collettivo perché non solo affida la gestione del proprio patrimonio immobiliare al mercato ma ne trae anche una rendita che, poi, può reinvestire nell’ambito della stessa collettività.

Questo meccanismo si traduce in una più efficiente allocazione delle risorse di proprietà della comunità ed in un eccellente utilizzo ed investimento dei ricavi conseguiti.

Del tutto peculiare è la contabilità pubblica adottata dall’Amministrazione che prevede specifiche poste separate per le attività commerciali. Ma non solo: anche il regime fiscale è profondamente diverso da quello di un normale Comune italiano.

L’Amministrazione ha ottenuto l’esenzione dall’Ici sul patrimonio istituzionale e l’esenzione dalle imposte sul reddito derivante dalla proprietà collettiva come, ad esempio, quello conseguito in seguito alla vendita del legname oppure dell’affitto di immobili. L’esenzione non opera sul reddito derivante dalla vendita o affitto di immobili ed attività commerciali.

Infine, ai cittadini della comunità di Pesariis sono stati riconosciuti particolari diritti collettivi come ad esempio, la libera raccolta di piccoli frutti o di funghi sui boschi o prati comuni: il tutto, senza bisogno di acquisire preventivi permessi comunali.