Rievocazione storica Cordovado Medievale

Cordovado Medievale
Cordovado Medievale

L’amena Cordovado, eletta tra i Borghi più Belli d’Italia, incanta di magia il suo pubblico con la rievocazione storica “Cordovado Medievale” e il Palio dei Rioni. Uno spettacolo che dura un intero fine settimana tra il favore del pubblico, la magistralità dell’evento, la passione dei protagonisti e la memoria storica di un tempo passato che respira a nuova vita carica di significato.

La rievocazione Medievale di Cordovado

Lo storico passato di Cordovât, oggi Cordovado, bellissimo e vibrante borgo friulano incastonato tra le fluenti acque del fiume Tagliamento come una pietra di rara bellezza, prende forma nel medioevo. Era il 1186 quando papa Urbano III concesse al Vescovo di Concordia Sagittaria il territorio di “Curtis de Vado”, nome latino per indicare un ampio complesso agricolo (curtis) posto accanto ad un guardo (vadum) che era anticamente collocato su un ramo ora scomparso del fiume Tagliamento.

Oggi borgo friulano carico di magia, a fine agosto di ogni anno mette in scena una rievocazione storica dei tempi antichi che ripercorre le mappe del luogo, gli umori della sua gente, le antiche usanze e tradizioni indigene e la vitalità di un insediamento umano carico di vita.

Così, quando arriva la fine di agosto, le sue strade e le sue piazze, i suoi prati e le sue case, si caricano di festa, di antiche battaglie e nuove frecce, di vecchi enigmi da svelare e nuove storie da scoprire in un presente tutto da scrivere.

Spettacoli dall’aura medievale invadono ogni angolo di strada, musiche antiche dalle reminiscenze celtiche, giochi di fuoco, banchetti luculliani alla maniera dell’epoca, taverne aperte con specialità enogastronomiche del luogo. E poi, antichi mestieri e mercati rionali che si trasformano per magia in “piazze delle erbe”, amanuensi e forgiatori di spade, mastri vasari e mugnai di grani antichi, laboratori e cantastorie per bambini, atmosfere senza tempo di una storia che ha disegnato vene, sangue, cultura e aspetto di uno dei borghi più belli dello Stivale.

E’ la magia di un borgo antico che si dispiega nel rivivere storie di antichi mercati, spettacoli di fuoco, artigiani, falconieri, dame dalla pelle rosea e cavalieri baldi e coraggiosi, bandiere e stendardi, tamburi e balestre pronte a scoccare, arcieri e fuochi fatui, musiche e danze, viandanti e pellegrini, profumi di brace e aromi floreali si intrecciano in un gioco segreto che trova la sua soluzione nel comprendere, attraverso il vivere ancora una volta, la sua essenza magica e preziosa.

Si inizia con il banchetto con il “porco Conzo” in un’atmosfera conviviale e allegra, innaffiata di buon vito, pietanze gioviali e sincerità nel cuore. Il giorno successivo si assiste alla “Notte dei Bifolchi” e la “Festa del Cicolino”.

La Notte dei Bifolchi si vive dal pomeriggio fino a notte fonda presso il Parco di Palazzo Cecchini: osterie aperte con fiumi di sidro, calde taverne con zuppa di bifolco e spiedi di carne con polenta, mercato medievale, spettacoli di fuoco tra arte e fiamme mistiche e scoppiettanti, melodie della memoria con musicisti di strada: sono questi gli ingredienti perfetti di una serata magica per godersi la vita nella sua pragmatica sfumatura.

La festa del Cicolino, invece, va in scena a Borgo Suzzolins, con festeggiamenti, spettacoli, tamburi, sbandieratori, antico mercato e gustosi momenti conviviali con cena a base di antiche ricette collaudate dal tempo e dalla tradizione enogastronomica del luogo.

Il palio dei Rioni a Cordovado Medievale

Organizzata dalla Pro Loco Cordovado in collaborazione con il Comune e diverse associazioni locali, la manifestazione vede il suo culmine nell’ultima giornata di rievocazione storica, solitamente la domenica. E’ il Palio dei Rioni che vede l’antica sfida tra i quattro borghi del paese friulano: Villa Belvedere, Suzzolins, Saccudello e Borgo. Le sfide avvincenti si articolano in quattro “specialità”: prove di caccia al simbolo, furto delle botti, giostra delle bandiere e tiro con l’arco.

A precedere l’evento, una sfilata storica in costumi d’epoca introdotta dal Gastaldo e la consueta benedizione in Duomo vecchio dei gonfaloni dei rioni.

Il capitano Ridolfo da Cordovado

E’ il 1381 e il sodalizio tra il potere religioso e quello secolare scricchiola. Il Papa decide di nominare il patriarca di Aquileia (in commenda, ossia senza obbligo di residenza) e la scelta ricade su Filippo D’Alencon. Non uno qualsiasi, ma il nipote del Re di Francia.

La sua giurisdizione spazia su tutto il Friuli. Ma non tutti sono in accordo con la scelta papale: Udine, Maniago, Marano, Sacile, Spilimbergo, i Conti di Colloredo appoggiati da Venezia, Duino, Verona sono contrari. Decidono, dunque, di allearsi dando vita alla “Felice Unione”.

Dalla sua parte, invece, il nuovo Patriarca può contare Cividale, Padova e il Re d’Ungheria. Un accordo tra le due fazioni non si trova e, senza troppi pensieri, scoppia la Guerra di successione del Patriarcato che dura ben 7 lunghi anni, dal 1381 al 1388.

Per sei lunghi anni le due fazioni combattono aspramente fino ad arrivare al 1387: un giovane capitano al servizio della nobile famiglia padovana Da Carrara, tale Andrea Trotto, sferra un attacco al castello di Cordovado, investendolo con il suo esercito in cinque violenti assalti. Il senso di precarietà della guerra sale, ma nella “Felice Unione” c’è un valido capitano, Ridolfo da Cordovado, eroico e dallo spirito condottiero, che riesce a respingere gli attacchi costringendo il capitano nemico alla resa.

La rievocazione medievale della odierna Cordovado rievoca proprio quel giorno, quando viene firmata la resa del capitano Trotto e la liberazione delle terre friulane.

L’incantevole Cordovado è, così, liberata dall’oppressore e libera di festeggiare e rievocare quel giorno così importante per la storia di questo paese così celebre all’interno del Friuli Venezia Giulia.