Palio di San Donato – Rievocazione storica

Palio di San Donato
palio di san donato

Ogni anno, a Cividale del Friuli, il fine settimana successivo a ferragosto è dedicato al Palio di San Donato, patrono della città, che viene festeggiato precisamente a fine Agosto.( Quest’anno il 24,25 e 26 Agosto 2018 )

Fin da tempi immemorabili, infatti, in occasione della festa del patrono, i borghi cividalesi si scontravano in corse a cavallo e a piedi, cui poi si aggiunsero le gare di tiro con l’arco, con la balestra e con le armi da fuoco.

Si tratta dunque di una festa prettamente medievale: nonostante il primo documento vero e proprio risalga al 1361, si ritiene che abbia avuto origine già agli inizi del XII secolo. Il primo regolamento è datato al 1365 (quando si stabiliva che il cavallo o il corridore che avessero vinto una corsa non vi avrebbero potuto partecipare una seconda volta), e nel 1368 – cosa che venne riconfermata quarant’anni più tardi – si stabilì che il Palio si sarebbe dovuto ripetere “in perpetuo”. Purtroppo la tradizione fu rotta nel 1797 a causa dell’invasione napoleonica, e riprese nel 2000 per volere dell’Associazione per lo sviluppo degli Studi Storici ed Artistici di Cividale. L’ambientazione scelta è stata la seconda metà del Trecento, all’incirca durante il patriarcato di Marquardo von Randeck (1368-1382): lo stesso che viene ricordato per aver avuto il nome inciso sull’elsa della spada usata ogni 6 gennaio in occasione della Messa dello Spadone.

Al giorno d’oggi il Palio consiste in gare pedestri e di tiro con l’arco e con la balestra, svolte obbligatoriamente all’interno delle mura di Cividale; i borghi sono caratterizzati ciascuno dai colori e dallo stemma di una famiglia nobile di Cividale – Borgo Duomo della famiglia de’ Portis, Borgo Brossana dei Formentini, Borgo San Domenico dei Canussio, Borgo San Pietro dei Boiani e Borgo di Ponte della famiglia Conti. Vince il borgo che riesce a fare più punti tra le gare di arco e balestra e la corsa; il premio consiste in un gonfalone con la figura di San Donato, che il Borgo vincente conserva nella chiesa del proprio santo.

Ma oltre alle gare per l’assegnazione del Palio vero e proprio, ci sono anche alcune gare “di contorno”: il Torneo Comandante Mark (una gara internazionale di tiro con l’arco itinerante), il Torneo Città di Cividale (ossia di giostra a cavallo) e il Torneo con la Scure – che momentaneamente è stato sospeso.

È obbligatorio vestirsi in abiti medievali – le strade sono gremite di contadine, dame, cavalieri e garzoni – e vengono allestiti chioschi in legno, dove si servono, con posate e boccali dall’aspetto medievale, cibi e bevande che potevano “andare di moda” all’epoca: carni e pesci alla griglia, formaggi, polenta, pane, sidro di mele, vinconcio, frittelle di mele… Non si possono vendere invece pomodori, patate, caffè: tutti i cibi che vennero importati nel Cinquecento, dopo la scoperta dell’America. Non si possono nemmeno portare cellulari, gioielli, orologi, sigarette o occhiali da sole!

Il tutto è incorniciato da un clima di festa in cui ci sono spettacoli di danza e di musica di rievocazione storica, il pavimento è coperto di fieno e l’atmosfera è illuminata con candele.

Il Palio di San Donato ha conquistato da subito la popolazione non solo friulana, ma anche di altre regioni italiane e addirittura, per l’occasione, Cividale si riempie di tedeschi, sloveni, croati, francesi…

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