Consacrazione della Statua della Madonna Missionaria

La Madonna Missionaria a Tricesimo

Ogni anno, l’8 febbraio, gli abitanti di Tricesimo, ricordano la consacrazione della Statua della Madonna Missionaria custodita nello splendido Santuario della Madonna Missionaria.

Un anniversario di grande impatto sociale che rivive, anno dopo anno, nel cuore e nella mente dei fedeli.

La storia della Madonna Missionaria dal primo viaggio alla Consacrazione

Dopo gli orrori e le brutture della seconda guerra mondiale, si sentì immediatamente la necessità di portare un messaggio di pace a tutta la popolazione. Siamo alla fine del 1946, un’epoca segnata dalla guerra, dalla morte e dalla violenza: è in quest’epoca così particolare che, a Udine, si tiene la Settimana Sacerdotale Mariana presso la Basilica della Madonna delle Grazie.

E’ in quest’occasione che Mons. Guglielmo Biasutti esprime ai suoi fedeli un’idea che avrebbe rivoluzionato la diffusione della parola di Dio. Fu proprio Mons. Biasutti, infatti, ad organizzare la “Peregrinatio Mariae” (altrimenti conosciuta con l’appellativo di Crociata Mariana) partendo da un’idea rivoluzionaria: la Statua della Madonna di Castelmonte di Cividale del Friuli avrebbe percorso tutto il Friuli-Venezia Giulia per invitare i suoi figli alla riconciliazione e alla pace.

E Gemona, territorio così profondamente legato e devoto alla Madonna, fu il primo luogo ad essere “visitato” dalla Madonna Missionaria. Ed è proprio qui, a Gemona, che – il 1 dicembre durante la “Missione Mariana” – giunse la statua della Madonna di Castelmonte e vi rimase fino al 9 dicembre. Recenti testimonianze narrano di un piovoso pomeriggio durante il quale il corteo con la statua della Madonna partì dalla Carraria di Cividale (oggi frazione di Cividale del Friuli) percorrendo strade, ignorando il fango e la pioggia.

Ma quello fu soltanto il primo di una lunga serie di viaggi compiuti dalla statua della Madonna.
Dopo la prima visita a Gemona, la Statua portò un messaggio di pace agli abitanti della frazione di Rubignacco, di Torreano, di Togliano, Campegno e Faedis, un territorio così duramente martoriato dalla guerra.

Il corteo con la folta processione che accompagnava la Statua della Madonna di Castelmonte, giunse anche a Ronchis, Povoletto, Salt, Godia, Molin Nuovo, Cavalicco e Adegliacco: in tutte le località toccate dalla statua, furono davvero molte le manifestazioni di grande devozione di uomini e donne così colpiti dall’orrore della guerra.

E la strada percorsa dalla Madonna toccò anche Ribis pre Checo, Reana, Tricesimo, Vegnacco, Cassacco, Collalto, Artegna fino ad arrivare alla Pieve di Gemona il 1° dicembre. Durante gli otto giorni che la Statua della Madonna trascorse nel Duomo di Gemona, una folla di fedeli e di pellegrini accorse al suo cospetto per pregare, chiedere una grazia, ascoltare un messaggio incommensurabile di amore, pace e fede.

Ma il viaggio della Madonna Missionaria era appena cominciato: anche al ritorno, una folla di fedeli festanti accolsero la statua nei paesi di Ospedaletto, Campagnola, Taboga e Campolessi, Osoppo, Buia e Tarcento.

E la Statua della Madonna percorse anche le strade del paese di Nimis, di Attimis, Savorgnano, Ravosa, Magredis e Ziracco dove il popolo la accolse con canti, fiori e il suono delle campane.

Un tripudio i colori e luci accolsero la Statua della Madonna a Remanzacco e poi a Moimacco fino a quanto la Madonna Missionaria non giunse finalmente “a casa”, a Cividale del Friuli: qui la Statua fu poi riportata nel Santuario di Castelmonte, sua consueta dimora.

La Consacrazione della Statua della Madonna Missionaria

Il primo incredibile viaggio della Madonna Missionaria da Cividale a Gemona fu un grande successo: Maria avrebbe portato pace, fede e speranza tra la popolazione del Friuli Venezia Giulia.

In breve tempo, si rese necessario effettuare una copia della Statua della Madonna di Castelmonte che sarebbe stata benedetta, a Roma, dal Santo Padre Pio XII. Alla vigilia della partenza per Roma l’8 febbraio 1947, la Statua venne benedetta  da S. E. Mons. Nogara Arcivescovo di Udine prima di partire per un lungo viaggio alla volta della Capitale.

Ed è proprio la consacrazione della Statua della Madonna Missionaria che viene ricordata, ogni anno, l’8 febbraio come vivida testimonianza dello straordinario progetto di ravvivare la fede nel popolo di Dio e di incoraggiare l’apertura dei cuori all’amore verso il Padre e Maria.