Teatro Adelaide Ristori

teatro adelaide ristori Cividale del Friuli

All’angolo fra Via Adelaide Ristori e Piazza Diaz si trova il piccolo edificio del Teatro Ristori, dedicato alla grandiosa attrice emersa da Cividale del Friuli nella prima metà dell’Ottocento, che riuscì ad ottenere una fama quasi mondiale.

La costruzione del Teatro Adelaide Ristori

Nasce nel 1815 lo stabile, per volere di Francesco Nussi, su una proprietà dello stesso Nussi: un rudimentale teatro con tre ordini di palchetti (quelle che oggi chiameremmo gallerie) che circondano a ferro di cavallo la platea, inaugurato nel 1816 con “Il Turco in Italia” di Rossini.

Dopo aver cambiato più volte proprietario, il teatro divenne “Teatro Sociale” grazie ad un gruppo di soci cividalesi, e subì la prima ristrutturazione dell’interno da parte del falegname Giusto Burba. Nel 1844 sarà G. B. Bassi, architetto di Udine, a dirigere la radicale ristrutturazione, che interessa in particolare la platea, i palchi, il palcoscenico, i camerini e la casa del custode; lo scenografo veneziano Bertoia realizza la decorazione dei nuovi scenari, mentre Brisighelli, udinese, si occupa della decorazione degli interni.

La trasformazione successiva avviene nel 1878, quando il terzo ordine di palchetti (ossia la terza galleria) venne adibito a loggione; ancora nel 1911 subisce l’ennesimo cambiamento, quando si acquista del terreno dietro allo stabile per poter ingrandire il palcoscenico. L’aspetto attuale lo riceve nel 1958, quando l’architetto Ermes Midena ne ristruttura sia l’interno che l’esterno.

La storia del Teatro Adelaide Ristori

Dopo l’inaugurazione del 1816, il teatro verrà usato, per un certo periodo, solo durante i festeggiamenti di Carnevale: in occasione del Carnevale del 1822 giunge la compagnia Cavicchi, della quale facevano parte anche i genitori della stessa Adelaide Ristori – nata il 19 gennaio di quell’anno.

In seguito alla ristrutturazione del 1844, quando vennero decorati l’interno e i nuovi scenari, il teatro ottenne un prestigio molto maggiore, tanto da ospitare, durante la seconda metà del XIX secolo, compagnie di fama nazionale: ad esempio, nel 1858 Ernesto Rossi diresse “Francesca da Rimini” di Silvio Pellico; nel 1865, vi recitò la compagnia Duse, guidata da Ferrante.

L’attività fu interrotta fino al 1870 a causa della terza guerra d’Indipendenza, ma riprese subito dopo; nel 1912 vi si instaurò un cinematografo, ma subito dopo, durante la prima Guerra Mondiale, usarono l’edificio come sinagoga. Venne riportato, dopo il 1920, alla sua funzione iniziale di teatro e cinema.

Rimase per un periodo in disuso, ma dopo la ristrutturazione di Giovanni Avon tornò ad essere utilizzato per spettacoli, non solo di gruppi artistici cividalesi (come ad esempio la scuola di danza, che vi tiene i saggi), ma anche di compagnie italiane ed estere.

Adelaide Ristori

Attrice tragica, nata a Cividale il 29 gennaio 1822 e morta a Roma nel 1806, a 84 anni. Fu senz’altro la migliore e più influente attrice italiana dell’Ottocento, ma venne applaudita e lodata anche all’estero: lo stesso Camillo Benso di Cavour la considera “la prima artista d’Europa”.

Era anche conosciuta perché spesso, durante i suoi spettacoli, soleva inserire propaganda, generalmente sotto la forma di slogan a favore dell’Italia e di Vittorio Emanuele II (se per esempio recitava in suolo italiano ma sotto il dominio asburgico o borbonico), motivo per cui capitò qualche volta che venisse interrotta dalla polizia.

Pur essendo considerata ai margini della società in quanto attrice, sposò il marchese Giuliano Capranica del Grillo, e diventò sufficientemente benestante da potersi permettere di possedere un vagone ferroviario personale: lo usava per spostarsi tra Parigi, Londra e gli Stati Uniti.

Si ritirò dal teatro nel 1885.

monumento adelaide ristori
Monumento ad Adelaide Ristori