Palazzo Elti

Palazzo Elti, Gemona
Palazzo Elti

Il Palazzo Elti ha sede in via Bini, la bella strada del centro storico che porta al Duomo di Gemona e al Palazzo Municipale. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1976 è stato ricostruito in modo fedele alla struttura preesistente.

Nella facciata prospiciente via Bini è stato mantenuto il grande arco che immette al Museo di Gemona ed è stato riprodotto l’ordine di finestre con mensole e cornici. Ora ospita l’Archivio, la Biblioteca Comunale, a cui si accede da via dei Conti, ed il Museo Civico. A piano terra è a disposizione dei visitatori l’Ufficio Turistico che va elogiato per la sua disponibilità.

Anticamente il Palazzo Elti, era di proprietà della famiglia de Cramis, il cui stemma è visibile nel portico antistante alla corte. Nel 1519 è stato acquistato da Lorenzo Helth, detto Anderli, che era un mercante di origine salisburghese. Egli voleva far parte della comunità cittadina di Gemona e pertanto, come prevedeva la legge, doveva possedere un immobile e risiedere nella medesima Gemona.

Il ricchissimo Anderli riuscì nel suo intento, sposò Donna Leonarda Pichissimo, di antico lignaggio locale, e divenne padre di 10 figli. È probabile che le due figlie, Caterina e Lucrezia, fossero ritratte nel 1533 da Pomponio Amalteo negli scomparti della chiesa di San Giovanni Battista.

Riccardo Elti, museo Civico di Gemona
Ritratto di Riccardo Elti – Museo Civico di Gemona

Uno dei discendenti, Riccardo Elti (1621-1693), ottenne dalla Repubblica Veneta il titolo di Conte della Villa di Rodeano. Riccardo, nel 1667, regalò un nuovo altare alla Cappella del Duomo di Gemona, la cui pala fu eseguita da Melchior Widmar.

Il Widmar era di origine elvetica, si trasferì a Gemona nella seconda metà del ‘600 e divenne pittore di fiducia del Conte, eseguendo per lui alcuni ritratti di familiari.

Nel 1896 Valentino Baldissera, che fece delle ricerche storiche su palazzo Elti, numerò 16 ritratti presenti nella dimora gemonese. Il più antico era quello di Riccardo, il più recente era quello i Filippo, Arciprete di San Daniele. Secondo lo studioso altri cinque ritratti di famiglia erano conservati nel palazzo Elti Zignoni in Piazza Del Ferro che raffiguravano esponenti di un altro ramo della famiglia.