Generata da un imponente distacco calcareo dal versante meridionale del Monte Prat in epoca post-glaciale, la depressione del Lago di Cornino si colloca a 140 metri di altitudine sulla destra orografica del fiume Tagliamento. Il bacino idrico è privo di immissari ed emissari superficiali: l'apporto idrico è garantito esclusivamente dalla circolazione freatica sotterranea. Questo continuo ricambio ipogeo stabilizza la temperatura dell'acqua intorno ai 9°C per l'intero anno solare, inibendo il congelamento invernale e la proliferazione di macrofite, fattore che determina l'assoluta trasparenza del fondale ghiaioso.
Il sito, situato nel territorio di Forgaria nel Friuli, si innesta su una complessa stratigrafia geologica. Lungo la faglia periadriatica, i depositi carbonatici franati si alternano ad affioramenti di Flysch (successioni di arenarie e marne di origine marina). A sud, l'ecosistema è delimitato dall'ampio letto del Tagliamento, strutturato a canali intrecciati (braided river), un sistema idrodinamico a deflusso libero che trasporta i detriti alpini verso la pianura senza arginature in cemento.
Il Progetto Grifone e il carnaio artificiale
Nel 1985, per compensare il drastico calo delle popolazioni necrofaghe europee causato dall'abbandono della pastorizia estensiva, il biologo Fulvio Genero individuò le Prealpi Carniche come sito operativo per la reintroduzione del grifone eurasiatico (Gyps fulvus). Undici anni dopo, nel 1996, la Regione Friuli-Venezia Giulia istituì ufficialmente la Riserva Naturale Regionale del Lago di Cornino su un'area di 500 ettari.
Il grifone è un rapace ingegnerizzato per il volo veleggiato, con un'apertura alare che sfiora i 280 centimetri. Per minimizzare il dispendio energetico, sfrutta le correnti termiche ascensionali prodotte dall'irraggiamento solare sulle falesie calcaree del Monte Ledrania. Essendo assenti le carcasse naturali necessarie al sostentamento della specie, l'ente gestore ha allestito un carnaio: un punto di alimentazione artificiale recintato e rifornito con scarti di macellazione e ungulati sottoposti a controllo sanitario. Questo presidio ha permesso di consolidare una colonia stanziale di oltre 150 individui.
Etologia e gerarchie di foraggiamento
La ricerca del cibo avviene tramite uno schema cooperativo. I grifoni decollano in stormi e perlustrano ampi quadranti territoriali mantenendo il contatto visivo reciproco. La brusca rottura della planata da parte di un singolo esemplare segnala all'intera colonia l'individuazione di una carcassa. A terra, l'alimentazione segue rigide gerarchie di dominanza fisica. Gli adulti non trasportano i brandelli di carne con gli artigli, ma li immagazzinano nel gozzo avviando una pre-digestione, per poi rigurgitarli direttamente nel nido a beneficio dei pulli.
La conservazione del grifone in quest'area deve tuttavia affrontare precise minacce indotte dalle attività umane. Il saturnismo (intossicazione da piombo derivante dall'ingestione di frammenti di munizioni venatorie presenti nelle carcasse abbandonate dai cacciatori) e l'avvelenamento diretto tramite esche illecite rappresentano i principali vettori di mortalità. A questo si somma il disturbo meccanico arrecato dai sorvoli a bassa quota di elicotteri e droni in prossimità delle cenge rocciose, dove tra gennaio e febbraio le femmine depongono un singolo uovo.
Rotte balcaniche e logistica della riserva
Il monitoraggio satellitare condotto dal Centro Visite ha mappato l'estrema mobilità dei grifoni di Cornino. La colonia funge da cerniera biologica tra l'Europa orientale e centrale: gli individui tracciati compiono frequenti traversate verso le falesie dell'isola croata di Cherso (Cres) e utilizzano i mesi estivi per raggiungere il massiccio degli Alti Tauri in Austria.
Oltre alle voliere riabilitative destinate agli esemplari infortunati, il Centro Visite di Sompcornino ospita la "Casa della Manualità Rurale Geis e Rischjei". L'esposizione documenta la lavorazione storica del vimine per la cesteria e la manifattura degli scarpets, calzature tradizionali friulane realizzate in velluto e assemblate utilizzando copertoni di bicicletta per la suola.
La rete escursionistica: dal lago a Monte Prat
Il sistema sentieristico della riserva offre due alternative di ricognizione topografica:
- Il periplo del bacino idrico: Un tracciato pianeggiante ad anello che asseconda le sponde del lago. Il percorso evidenzia l'anomalia botanica del microclima locale, dove specie rupestri e termofile come il leccio attecchiscono a pochi metri di distanza da essenze mesofile come l'acero di monte e il frassino.
- L'ascesa a Monte Prat: Un tracciato di derivazione CAI, fisicamente impegnativo, che supera i 500 metri di dislivello positivo in circa due ore e mezza di marcia. Il sentiero si arrampica sull'altopiano carsico fino al belvedere di Somp al Cjuc, un punto di osservazione zenitale che permette di intercettare le traiettorie di volo dei grifoni dall'alto e di dominare visivamente l'anfiteatro morenico del Tagliamento.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere il Lago di Cornino in automobile occorre percorrere l'Autostrada A23 Palmanova-Tarvisio fino al casello di Gemona-Osoppo. Abbandonata l'infrastruttura autostradale, ci si immette sulla Strada Regionale 463 (SR463) procedendo in direzione di Osoppo. Utilizzando la Strada Provinciale 63 (SP63) o la SP84 in base al ponte prescelto per l'attraversamento del fiume Tagliamento (ponte di Braulins o ponte di Trasaghis), si entra nel comune di Forgaria nel Friuli seguendo la viabilità locale fino alla frazione di Cornino.
Il contesto territoriale offre immediati sbocchi di approfondimento storiografico e naturalistico. Dieci chilometri a est, sulla riva sinistra del Tagliamento, si erge Venzone, insediamento urbano di impianto trecentesco circondato da mura difensive, ricostruito per anastilosi blocco su blocco dopo le scosse del 1976. Risalendo verso nord ai piedi del Monte San Simeone, l'abitato di Bordano ospita il principale polo entomologico regionale dedicato allo studio dei lepidotteri. Spostandosi a sud-est sulla viabilità collinare, si raggiunge San Daniele del Friuli, fulcro mondiale per la stagionatura del crudo DOP e sede della Biblioteca Guarneriana, la più antica istituzione bibliotecaria del Friuli.
Coordinate: 46.2238, 13.0183
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