Ci sono comuni in Friuli che contengono più storie di quante se ne possa raccontare in un solo articolo. Pulfero è uno di questi. In soli 48 km² racchiude un canyon fluviale, una chiesa ipogea che ha duemila anni di storia, un riparo preistorico usato da cacciatori del Mesolitico, boschi che ospitano ancora orsi e linci, e una cucina di montagna fatta di funghi, selvaggina e trote del Natisone. Tutto a meno di trenta chilometri da Cividale del Friuli, sul confine con la Slovenia.
Il comune di Pulfero si trova lungo la SS54, la strada che risale le Valli del Natisone verso il valico di Stupizza. È un territorio bilingue — italiano e sloveno — con una storia che intreccia Romani, Longobardi, Bizantini e la comunità della Slavia Veneta che ancora abita queste valli con le proprie tradizioni, la propria lingua e la propria cucina.
La Grotta di San Giovanni d'Antro: il gioiello delle Valli
La Grotta di San Giovanni d'Antro — in sloveno Landarska jama — è il luogo più straordinario del comune di Pulfero e, probabilmente, uno dei siti più insoliti dell'intero Friuli Venezia Giulia. Non è solo una grotta — è una grotta con una chiesa dentro.
Il complesso ipogeo si trova sulla sponda destra del Natisone, incastonato in una parete rocciosa verticale. La grotta si raggiunge dal panoramico borgo di Antro: un sentiero nel bosco conduce in una decina di minuti alla base della scalinata, da cui 86 gradini in pietra portano all'ingresso a 348 metri sul livello del mare.
Già fortezza inaccessibile durante la dominazione romana, la grotta divenne probabilmente sede di culto ariano e poi dei monaci bizantini in epoca pre-longobarda. La cappella della "Sacrata Vergine Antiqua" conserva ancora l'arco con la ghiera in cotto e la volta a crociera; la cappella di San Giovanni Battista, trasformata nel 1477 in stile tardogotico da Andrej di Å kofja Loka, è caratterizzata da mensole figurate da cui partono i costoloni che si intrecciano nella volta — un gotico fiorito d'Oltralpe giunto nelle Valli grazie ad architetti sloveni.
Nell'ampia sala d'ingresso, di grande interesse l'altare ligneo del XVII secolo di Bartolomeo Ortari di Caporetto e alcuni affreschi, tra cui una Veronica e simboli di ordini cavallereschi. Il percorso sotterraneo attrezzato è solo un assaggio delle meraviglie che gli speleologi hanno scoperto nel profondo della montagna per una lunghezza di cinque chilometri.
Dal belvedere all'ingresso della grotta, sotto la parete calcarea, si apre una vista sul fondovalle del Natisone — i paesini circondati dai boschi, il fiume turchese in basso, le colline verso la Slovenia. È una delle viste più inaspettate del Friuli.
La leggenda più famosa legata alla grotta racconta di una regina slovena che, assediata da Attila e dai suoi Unni, gettò fuori dall'ingresso l'ultimo sacco di grano gridando che aveva ancora tante provviste quanti erano i chicchi dispersi. Attila, convinto dell'abbondanza di rifornimenti, tolse l'assedio. Nella grotta fu trovato anche lo scheletro dell'orso delle caverne europeo.
Nel 2024 la grotta è stata visitata da 6.000 persone, e nell'estate dello stesso anno è stato inaugurato un nuovo impianto di illuminazione a LED — costato 400.000 euro, di cui 320.000 finanziati dalla Regione — che rivela per la prima volta le pareti e gli anfratti più nascosti della caverna.
Come visitarla: dal borgo di Antro, raggiungibile dalla SS54 svoltando verso Tarcetta. Parcheggio dietro alla chiesa del borgo. La visita è guidata e richiede prenotazione obbligatoria. Contatti: [email protected] — WhatsApp/SMS +39 353 4251507 (preferibile all'email). Sito: www.grottadantro.it.
Il Riparo di Biarzo: i cacciatori preistorici del Natisone
A cento metri a nord della frazione di Biarzo, ai piedi di una scarpata rocciosa, si apre una piccola caverna che nessuno avrebbe immaginato di trovare in riva a un fiume friulano. Il Riparo di Biarzo venne scoperto da speleologi nel 1976 e nel 1982 fu condotta una campagna di scavi che riportò alla luce reperti risalenti a un periodo compreso tra il Paleolitico superiore e il Mesolitico, circa 13.000-10.000 anni fa. All'epoca la caverna era molto più ampia e veniva utilizzata durante la brutta stagione da cacciatori e raccoglitori preistorici, che poi tornavano a migrare verso i pascoli alpini. All'interno sono stati rinvenuti strumenti in selce, arpioni in osso, monili e i resti delle prede.
Oggi la zona di Biarzo è più nota come una delle spiagge più frequentate del Natisone — il promontorio roccioso sopra il fiume dove ci si tuffa in estate — ma il riparo preistorico, segnalato da un cartello illustrativo, aggiunge uno strato di storia che trasforma la spiaggetta in qualcosa di più complesso.
Il Monte Mia e i sentieri delle Valli
Pulfero è il punto di partenza per numerosi sentieri verso le Prealpi Giulie. Il Monte Matajur, simbolo delle Valli del Natisone, si raggiunge facilmente sia d'estate che d'inverno da più punti di partenza nelle vicinanze, tra cui Brischis e Stupizza. Il panorama già dal Rifugio Guglielmo Pelizzo è straordinario: spazia dalle montagne al mare.
Il Monte Mia è il punto naturalistico per eccellenza del territorio di Pulfero — meno impegnativo del Matajur, con sentieri ben segnalati che attraversano boschi di castagno e faggio. Lungo il percorso si incontra il villaggio rurale di Predrobac, antica zona agricola oggi disabitata ma suggestiva.
Per gli escursionisti, dal Passo Solarie si può percorrere la dorsale del Colovrat al confine con la Slovenia — il "Sentiero della Pace" (Pot miru) — con vista sulle Alpi Giulie, sulla conca di Tolmino e fino al mare. Sono visibili e percorribili le trincee della Prima guerra mondiale sul Monte Klabuk.
Il Villaggio degli Orsi a Stupizza
Poco a valle del valico di Stupizza, dove il Natisone rientra in Italia dalla Slovenia, si trova il Villaggio degli Orsi — una struttura didattica e naturalistica dedicata ai grandi predatori che abitano ancora i boschi delle Valli del Natisone. Orsi, linci, lupi e sciacalli fanno parte della fauna locale, e il Villaggio degli Orsi offre una prima introduzione a questi animali con video, documentari, modelli delle impronte e strutture interattive nel giardino esterno.
Il centro si trova a pochi minuti a piedi da Stupizza, proprio accanto all'area balneabile del Natisone — l'unica zona del fiume con certificazione ufficiale di balneabilità. La combinazione di una mattina al Villaggio degli Orsi e un pomeriggio sul Natisone è una delle proposte più adatte alle famiglie con bambini.
La gastronomia: trote, funghi e selvaggina
La cucina di Pulfero è quella della Slavia Veneta — una tradizione di montagna che mescola influenze italiane e slovene con ingredienti locali. Le trote del Natisone sono il prodotto più identitario: preparate in agrodolce, fritte, o in varianti più elaborate, sono presenti in quasi tutti i menu delle trattorie lungo il fiume.
Funghi, castagne e selvaggina completano il repertorio stagionale. In autunno, i boschi di Pulfero producono quantità di porcini e finferli che finiscono nei risotti, nei tagliolini e nelle polente delle trattorie locali. La polenta con il frico, gli gnocchi di zucca, i canederli con il speck e la gubana come dolce — il filo rosso della cucina friulano-slovena che percorre tutto il corso del Natisone.
Pulfero è anche sede dell'Emporium, bottega storica che unisce prodotti alimentari locali, artigianato e tradizione in uno spazio che sopravvive come memoria commerciale del borgo.
Come arrivare e informazioni pratiche
In auto: dalla SS54, che parte da Cividale del Friuli e risale le Valli del Natisone verso il valico di Stupizza. Pulfero è a circa 30 km da Cividale, 46 km da Udine.
Parcheggio per la Grotta di Antro: nel borgo di Antro, raggiungibile da Tarcetta (indicazioni dalla SS54).
Camping: il Camping Natisone si trova in località Podpolizza, Pulfero — un punto di sosta comodo per chi esplora le Valli.
Nei dintorni: San Pietro al Natisone (gubana, strucchi, spiagge del Natisone), Cividale del Friuli (Patrimonio UNESCO, Ponte del Diavolo), il Santuario di Castelmonte a Prepotto — il santuario più antico del Friuli, raggiungibile dalle Valli del Natisone.
Pulfero non è una destinazione facile da esaurire in una giornata. La Grotta di Antro da sola vale il viaggio — ma quello che rende questo territorio speciale è la stratificazione: preistoria, Roma, Longobardi, Bizantini, Rinascimento sloveno, Grande Guerra, comunità vive ancora oggi con la loro lingua e le loro tradizioni. Tutto compresso in un tratto di valle del Natisone che si attraversa in mezz'ora di macchina ma che richiederebbe giorni per essere davvero capito.
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