Cividale del Friuli non è solo patrimonio longobardo, ponti medievali e musei. È anche, inaspettatamente, un percorso ornitologico di grande interesse — specialmente in giugno, quando la città è animata da decine di specie che nidificano nelle fessure dei vecchi palazzi, sotto i ponti, sulle torri campanarie e lungo il Natisone.
Il percorso si fa a piedi in meno di un'ora, senza uscire dal centro storico. Bastano buoni occhi e, per alcune specie, un binocolo.
Il punto di partenza: Piazza della Resistenza
Si parcheggia nei pressi di Piazza della Resistenza, fuori dal centro storico, e si parte a piedi per via Borgo di Ponte verso il centro. Dopo qualche centinaio di metri si arriva al Ponte del Diavolo.
Al Ponte del Diavolo: taccole, balestrucci e martin pescatore
Le terrazze panoramiche del Ponte del Diavolo sono il posto migliore per il primo osservatorio. Da qui, guardando verso le case a strapiombo sul Natisone e verso il fiume sottostante, si può osservare:
Taccole (Corvus monedula) — escono dai buchi delle vecchie case medievali arroccate sul fiume. Sono corvidi sociali e rumorosi, riconoscibili per l'occhio grigio chiaro. Le pareti carsiche e le facciate delle case medievali di Cividale sono l'habitat ideale.
Balestrucci (Delichon urbicum) — cacciano insetti volando sotto il ponte, con le loro tipiche traiettorie rapide e irregolari. Costruiscono nidi di fango sotto i cornicioni.
Germani reali (Anas platyrhynchos) — nuotano placidi sotto il ponte sul Natisone. Facili da osservare, spesso con nidiate di pulcini in primavera.
Aironi — diverse specie si posano sulle sponde del Natisone. L'airone cenerino (Ardea cinerea) è il più comune; con fortuna si può vedere anche il nitticora.
Martin pescatore (Alcedo atthis) — la specie più ambita del percorso. Sfreccia sul pelo dell'acqua con il suo volo rapido e rettilineo, riconoscibile per il lampo di blu e arancione. Non è garantito ma è frequente. Serve pazienza e occhio veloce.
Corso Paolino d'Aquileia: la rondine montana sul Duomo
Proseguendo dritto per Corso Paolino d'Aquileia si arriva davanti al Duomo. Qui conviene fermarsi con il naso all'insù e il binocolo pronto.
Da diversi anni alcune coppie di rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) si riproducono in zona e cacciano insetti volando a buona altezza sopra il centro storico, oppure si posano sui cornicioni del Duomo e della torre campanaria. La rondine montana si distingue dalla comune rondine per le ali più arrotondate, il colore marrone-grigio uniforme e la coda meno forcuta.
Per distinguerla con certezza dalla rondine comune e dal balestruccio è consigliabile il binocolo — le differenze sono visibili ma sottili in volo.
Corso Giuseppe Mazzini verso Piazza Paolo Diacono: le rondini in volo
L'ultimo tratto del percorso, da Corso Mazzini verso Piazza Paolo Diacono, è quello più spettacolare in piena stagione riproduttiva.
Decine e decine di rondini (Hirundo rustica) si inseguono rumorosamente sfiorando i tetti — si infilano nei buchi dei vecchi palazzi dove hanno i nidi, ne escono lasciandosi cadere dall'alto, si rincorrono nelle viuzze laterali in scenari aerei vorticosi. È uno degli spettacoli più dinamici che si possano vedere in un centro storico italiano.
Di prima mattina, lungo la stessa strada, si può udire il canto del codirosso (Phoenicurus phoenicurus) provenire dall'alto dei tetti. Una delle voci più melodiche della fauna urbana del Friuli.
Consigli pratici
Periodo migliore: giugno, quando tutte le specie sono in piena attività riproduttiva e i comportamenti sono più visibili e rumorosi.
Attrezzatura: per la maggior parte delle specie bastano gli occhi. Il binocolo è utile per la rondine montana sul Duomo e per gli aironi sulle sponde del Natisone.
Durata: circa 45-60 minuti a passo tranquillo, osservazioni incluse.
Fonte: il percorso è tratto da Uccelli del Friuli Venezia Giulia di Bruno Dentesani, Editrice CO.EL (2011).
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