Ci sono posti in Friuli che sorprendono non per la grandiosità del paesaggio ma per qualcosa di più specifico — un dettaglio naturale che non ci si aspetta di trovare, e che rende la visita memorabile. L'Oasi dei Quadris di Fagagna è uno di questi. A pochi chilometri da Udine, tra le colline moreniche del Friuli centrale, c'è un'area umida di sette ettari dove vivono alcune tra le specie animali più rare d'Europa: la cicogna bianca, l'ibis eremita — uno degli uccelli più minacciati al mondo — e i cavalli Konik, i soli sei esemplari presenti nell'intera Italia.
Le origini: i Quadris e la storia geologica
Il nome Quadris indica le caratteristiche pozze d'acqua a forma quadrangolare che punteggiano l'area — una trentina di stagni ricavati dall'escavazione dell'argilla a partire dal 1700 e poi della torba, attività che si è protratta fino alla metà del Novecento.
La geologia di questo paesaggio ha origini molto più antiche. L'azione del ghiacciaio del fiume Tagliamento, nelle varie fasi di avanzamento e ritiro, ha disseminato detriti e scavato avvallamenti che nel corso dei millenni si sono trasformati in stagni. Il risultato è il caratteristico paesaggio di colline e depressioni che caratterizza tutto il territorio intorno a Fagagna e San Daniele del Friuli — un paesaggio dolce, verde, punteggiato di specchi d'acqua.
L'Oasi dei Quadris è nata alla fine degli anni '80 con il progetto per la reintroduzione in Italia della cicogna bianca — specie che non nidificava più nel paese da decenni, preferendo le rotte migratorie spagnole o del Medio Oriente. Da allora si è sviluppata in un centro di conservazione di rilievo europeo.
La cicogna bianca: il progetto di reintroduzione
Oltre 60 cicogne bianche volano libere nell'Oasi e nelle aree circostanti. Il progetto di reintroduzione utilizza un metodo preciso: le giovani cicogne vengono tenute in voliera per tre anni, perdendo così l'istinto migratorio, e poi rilasciate. I loro piccoli, nati in libertà, possono invece migrare liberamente — e spesso tornano da adulti per nidificare, contribuendo al ciclo migratorio naturale.
Nel 2025 sono nati in totale 69 pulli di cicogna bianca — un numero decisamente superiore alla media stagionale. Considerando i genitori, la comunità di cicogne ospitate all'Oasi ha raggiunto il numero di 170 esemplari.
La cicogna bianca è alta più di un metro, con becco e zampe rosse e il contorno delle ali nero. Si nutre di piccoli animali — topi, rettili, rane, pesci — e costruisce nidi di grandi dimensioni su alberi, tetti e pali del telegrafo. I nidi vengono spesso riutilizzati per generazioni, con record documentati di utilizzo continuo per più di cento anni consecutivi.
Il momento migliore per vederla è la primavera, quando le cicogne sono impegnate nella costruzione del nido e nella cova. Le prime schiuse avvengono tipicamente in maggio. L'evento più emozionante è la liberazione delle cicogne a marzo — un appuntamento annuale che attira famiglie e appassionati da tutta la regione.
L'ibis eremita: uno degli uccelli più rari al mondo
Il vero protagonista dell'Oasi dei Quadris, per chi ama la rarità, è l'ibis eremita (Geronticus eremita) — conosciuto anche come Waldrapp in tedesco. In tutto il mondo non si contano più di 500 esemplari liberi.
Nel 2025 all'Oasi dei Quadris sono stati avvistati e fotografati 155 ibis liberi nel periodo luglio-agosto, oltre ai 66 individui ospitati in voliera che costituiscono la colonia originaria. Il numero totale di ibis eremita ospitati o nati dall'Oasi è di 221 esemplari.
La colonia di ibis liberi dell'Oasi dei Quadris è unica a livello nazionale. Grazie alle scorribande di alcuni esemplari in giro per l'Italia e l'Europa, ha fatto conoscere l'Oasi e il lavoro dei suoi volontari in tutto il mondo. Uno degli ibis ha addirittura deciso di stabilirsi all'aeroporto di Alghero in Sardegna.
L'ibis eremita è un uccello facilmente addomesticabile, come dimostrano i casi di imprinting documentati all'Oasi. L'imprinting è il meccanismo descritto da Konrad Lorenz — uno dei padri dell'etologia — per cui un animale appena uscito dall'uovo riconosce come "genitore" il primo oggetto in movimento che vede. L'articolo del Messaggero Veneto del 9 luglio 2016 (ancora esposto su una bacheca in loco) raccontava di un ibis che, rimasto legato a una studentessa di Agraria che si era occupata di lui per tre mesi durante un progetto didattico, era stato trovato stremato nel parcheggio dell'Università di Udine — evidentemente partito alla ricerca della sua madre adottiva.
I cavalli Konik: i soli sei esemplari in Italia
All'Oasi si trovano sei cavalli Konik — esemplari rari presenti ora solo in Olanda e in Polonia, frutto dell'incrocio avvenuto in Polonia nei primi anni del Novecento tra il Tarpan e il pony da lavoro dei contadini polacchi. Il Tarpan si è estinto nel 1906 ed era l'anello di congiunzione tra il cavallo preistorico e il cavallo domestico attuale.
I cavalli Konik sono stati introdotti all'Oasi nel 2013 come parte del progetto di gestione naturale della vegetazione. Sono animali robusti, di piccola taglia, con un mantello grigio-beige e una criniera scura — l'aspetto ricorda quello dei cavalli preistorici raffigurati nelle pitture rupestri paleolitiche.
La collezione di anatidi e la fauna dell'Oasi
L'Oasi ospita una ricca collezione di anatidi tra cui l'alzavola, l'anatra marmorizzata, la casarca, il codone, il fischione, il fistione turco, il germano reale, la moretta tabaccata, il mestolone, il moriglione, la volpoca e molte altre specie. In totale circa 24 tipi di anatidi.
Nei canneti e lungo le rive degli stagni vivono anche l'anatra mandarina, il cigno nero e numerose specie di uccelli acquatici. Nei boschi circostanti: lepri, volpi, faine, donnole e tartarughe d'acqua. Per i birdwatcher, l'Oasi è uno dei siti più ricchi del Friuli centrale.
Come visitare l'Oasi dei Quadris
Orari di apertura: dal 29 marzo al 1° novembre, la domenica e i giorni festivi. In primavera e autunno: 10:00-12:30 e 14:00-18:30. In estate: 9:30-12:30 e 14:30-19:00. Visite guidate su prenotazione per scolaresche o gruppi di almeno 10 persone.
Contatti: tel. 331 9788574 — email: [email protected] — sito: oasidellecicogne.it
Indirizz: Via Caporiacco, 33034 Fagagna (UD).
Una visita di circa un'ora è ideale, ma ci si può fermare di più. Si raccomanda di parlare a bassa voce per non disturbare gli animali. I sentieri sono accessibili alle famiglie con passeggini. Il periodo migliore è la primavera — in marzo c'è la liberazione delle cicogne, in maggio le prime schiuse.
Ingresso: l'Oasi è gestita da volontari dell'Associazione Oasi delle Cicogne ODV — verificare eventuali quote di ingresso aggiornate sul sito ufficiale o contattando direttamente l'associazione.
Come arrivare
Fagagna si trova a circa 15 km a nord-ovest di Udine. In auto: dall'autostrada A23, uscita Udine Nord, poi verso Fagagna seguendo la SP 37. Parcheggio disponibile in paese. Nei dintorni: Fagagna conserva anche un castello medievale del XIII secolo con panorama sulle colline moreniche, San Daniele del Friuli (10 km) con la Biblioteca Guarneriana e la tradizione del prosciutto, Spilimbergo (25 km) con la sua scuola di mosaico.
L'Oasi dei Quadris è uno di quei luoghi che cambiano la percezione di un territorio. Si arriva pensando di vedere qualche anatra, e ci si trova davanti a uno degli ultimi 500 ibis eremita esistenti al mondo — un uccello che ha quasi perso la sfida con l'estinzione, e che grazie al lavoro di quindici volontari a Fagagna sta ricominciando a volare libero per l'Italia. È una storia di conservazione che vale il viaggio.
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