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Parco Faunistico di Pianpinedo: fauna alpina in Valcellina

Tra i comuni di Cimolais e Claut, il Parco di Pianpinedo tutela in trentacinque ettari gli ungulati, la botanica e l'ecosistema della Valcellina.

Parco Faunistico di Pianpinedo: fauna alpina in Valcellina - Natura & Wildlife in Friuli Venezia Giulia

L'area di Pianpinedo, estesa su una superficie recintata di trentacinque ettari tra i comuni di Cimolais e Claut, funge da perimetro di transizione tra il fondovalle della Valcellina e le quote superiori del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. La struttura non si configura come uno zoo tradizionale, bensì come un'enclave di osservazione scientifica progettata per limitare l'imprinting antropico e tutelare l'etologia delle specie locali.

La gestione faunistica degli ungulati e della microfauna

La morfologia del parco riproduce su scala ridotta le dinamiche ambientali d'alta quota. L'ampiezza dell'area di confino garantisce alle popolazioni di ungulati stanziali — cervi, caprioli, camosci e stambecchi — il mantenimento delle naturali gerarchie di branco e l'autonomia alimentare, riducendo al minimo il condizionamento da parte del personale di custodia. Attraverso postazioni mimetiche, il sito permette lo studio dei ritmi di foraggiamento e delle fasi riproduttive degli erbivori, incrociando occasionalmente l'attività dei piccoli mammiferi terricoli come volpi e marmotte alpestri.

La Cialthinera e l'archeologia forestale

Il percorso di visita si divide tra sentieri faunistici e botanici. L'itinerario botanico isola e classifica la fitocenosi tipica dell'orizzonte montano, dalle conifere ai sottoboschi erbacei endemici dei suoli dolomitici.

Il parco ingloba anche elementi di archeologia industriale rurale, essenziali per comprendere il secolare sfruttamento economico della Valcellina. A margine dei tracciati è conservata la Cialthinera, una fedele ricostruzione di un'antica fornace a legna. Queste strutture circolari in pietra venivano caricate con blocchi di roccia calcarea e portate a temperature estreme per giorni interi, innescando il processo chimico di calcinazione necessario a produrre la calce viva utilizzata in edilizia.

Il Centro Visite e l'isolamento sensoriale

L'edificio che funge da baricentro gestionale ospita un'installazione museale focalizzata sulla decodifica dei segnali boschivi. Il Centro Visite del Parco sostituisce la classica esposizione tassidermica con simulazioni acustiche e olfattive: corridoi oscurati replicano le condizioni di luce e riverbero di forre e grotte, amplificando le frequenze dei richiami animali e i rumori dell'acqua sotterranea per addestrare i visitatori al riconoscimento uditivo delle specie notturne. I laboratori della struttura includono attrezzature dedicate alla lavorazione dei derivati lattiero-caseari, all'intreccio del vimini e alla panificazione, tecniche sopravvissute all'esodo montano del Novecento.

Come arrivare e dintorni

Per raggiungere il Parco Faunistico di Pianpinedo in automobile occorre risalire la Valcellina. Dalla pianura pordenonese, superato l'abitato di Montereale Valcellina, ci si immette sulla Strada Statale 251 (SS251). Si costeggia il Lago di Barcis e si prosegue in direzione nord-ovest superando la galleria del Monte Fara, per poi trovare l'accesso al sito posizionato esattamente a ridosso del confine comunale tra Cimolais e Claut.

Discendendo la valle lungo la stessa statale verso Barcis, è possibile osservare l'impressionante faglia calcarea della Riserva Naturale Forra del Cellina, un canyon scavato dalle acque torrenziali un tempo attraversato dalla vecchia e pericolosa viabilità locale. Piegando invece a ovest verso il confine bellunese, in meno di venti minuti si raggiunge la Diga del Vajont e l'abitato di Erto e Casso, luoghi simbolo del catastrofico cedimento del monte Toc del 1963 che ridisegnò tragicamente l'orografia e la demografia del bacino idroelettrico.

Coordinate: 46.2828, 12.4651

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