Ci sono posti che non si trovano per caso. Le cascate di Kot sono uno di questi — nascoste in una forra stretta e boscosa nel comune di San Leonardo, nelle Valli del Natisone, lontane dalle strade principali e conosciute soprattutto dai locali e dai camminatori che le cercano apposta.
Il nome lo spiega tutto, se si conosce lo sloveno: Kot significa semplicemente angolo — un angolo appartato, un luogo recondito. E la zona ha anche un secondo nome, ancora più suggestivo: Star ÄŒedad, che in sloveno delle Valli significa Vecchia Cividale. La leggenda racconta che la città di Cividale del Friuli fosse anticamente ubicata proprio qui, nei pressi di questa grotta, finché una grande piena scaturita dalla risorgiva la trasportò nell'attuale posizione sul Natisone. La leggenda è probabilmente falsa — ma la grotta esiste davvero, ed è la seconda più grande delle Valli del Natisone per lunghezza esplorata (circa 1.200 metri).
Il percorso: 600 metri nel bosco
Il breve percorso è stato predisposto dal CAI sottosezione Val Natisone nel 2012 e si sviluppa per 600 metri lineari con un dislivello trascurabile. Date le sue caratteristiche di semplice passeggiata, può essere visitato al rientro da escursioni più impegnative oppure può essere la meta di una piacevole uscita familiare.
La difficoltà è classificata E (Escursionistica) — attenzione: possibile percorso scivoloso in caso di piogge nei giorni precedenti. Dislivello: 100 m. Durata: 20-30 minuti fino alla cascata.
Da San Leonardo, accanto al torrente Potravaram, si prosegue inizialmente su larga sede sterrata che presto si trasforma in sentiero ben marcato. A circa metà percorso c'è un punto di sosta con panca e tavolo — e su un masso il contenitore CAI con il libro delle firme. Da qui prestare attenzione: con l'umidità o eventuali piogge recenti il fondo diventa scivoloso. Il sentiero è sempre protetto da corrimano nei punti più impervi.
Dopo alcune ultime salite si apre la vista del sito delle due cascate, raggiungibile con un'ultima scalinata in discesa. Al termine della scala c'è la piccola cascata inferiore. Più avanti, superata qualche roccia, si trova il piccolo antro con la statuetta della Madonna e, sulla sinistra, la maggiore delle cascate di Kot che forma un piccolo specchio d'acqua. Di fronte alla cascata d'acqua è da ammirare anche la stupenda cascata di muschio che ricopre un'antica frana.
La cascata principale non è un salto d'acqua imponente — è una cascata di montagna discreta, incorniciata da pareti di roccia ricoperte di muschio verde intenso, in una conca riparata dal vento dove il silenzio è rotto solo dal suono dell'acqua. L'atmosfera è quella delle forre umide delle Prealpi Giulie — qualcosa di fiabesco, soprattutto in primavera o dopo le piogge quando la portata è abbondante.
Nota pratica: la cascata è molto più bella dopo periodi di pioggia. Nelle estati secche la portata può ridursi notevolmente.
Cosa vedere lungo il sentiero
Lungo il sentiero si possono notare le rovine di vecchi mulini che in passato erano alimentati dalla corrente del torrente. Il bosco è composto principalmente da latifoglie che si alternano lungo il Rio Patok — frassini, aceri, noccioli — con il sottobosco coperto di muschio e felci che danno al luogo un aspetto quasi medievale nelle giornate nuvolose.
Poco prima della cascata, non mancate di osservare il pungitopo maggiore (Ruscus hypoglossum) — un raro endemismo di questa forra, protetto dal microclima umido e riparato dal vento che caratterizza il luogo. È una pianta raramente presente in Friuli, e questa forra è uno dei suoi habitat più significativi nella regione.
La grotta Star ÄŒedad si trova nei pressi della cascata — non è visitabile speleologicamente senza equipaggiamento, ma la sua presenza aggiunge un elemento di mistero alla meta.
Quando andare
Tutte le stagioni donano un fascino unico a questo luogo. La primavera per godere della flora e per la sorprendente portata d'acqua. L'estate per trovare refrigerio dal caldo. L'autunno per ammirare i caldi colori del foliage del bosco. L'inverno per ammirare la cascata ghiacciata — se le temperature lo permettono.
Febbraio è particolarmente noto per le fioriture precoci del bosco — crocus e primule compaiono già in questa stagione nella forra protetta.
Come arrivare
Da Cividale si esce in direzione Sanguarzo e Ponte San Quirino, poi si seguono le indicazioni per San Leonardo. Dal paese si prosegue brevemente in direzione Altana e Castelmonte, prestando attenzione al primo tornante dove si trova il cartello con le indicazioni per il sentiero delle cascate. Il parcheggio è nel piccolo spazio poco prima della svolta.
Il punto di partenza è segnalato da un grande cartello illustrativo che descrive la storia e le particolarità naturalistiche del percorso.
Distanza da Cividale del Friuli: circa 15-20 minuti in auto.
Adatto a: famiglie con bambini, escursionisti di tutti i livelli. Non adatto a passeggini per via dei gradini nella parte finale.
Abbinare la visita
Le cascate di Kot si abbinano perfettamente a una giornata nelle Valli del Natisone. Il Santuario di Castelmonte è a pochi chilometri lungo la stessa strada. Il centro di San Leonardo ha una chiesa storica e alcune trattorie locali. L'anello di Sanguarzo e il sentiero del Monte Cum sono escursioni più impegnative nelle vicinanze per chi vuole una giornata più lunga in montagna.
Le cascate di Kot non sono una destinazione da cartolina — non c'è nulla di grandioso o di spettacolare nel senso turistico del termine. Sono un posto piccolo, umido, silenzioso, con un sentiero di venti minuti e una cascata che si vede bene solo quando piove abbastanza. Eppure chi le conosce ci torna, perché quella forra coperta di muschio e quella conca dove la cascata si riflette nello specchio d'acqua sottostante hanno qualcosa di difficile da descrivere. Uno di quei posti che si trovano solo cercandoli, e che per questo si ricordano di più.
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