Il Museo storico Antiquarium di Camporosso: preziose testimonianze dal passato romano

Museo storico Antiquarium di Camporosso
Museo storico Antiquarium di Camporosso (Tarvisio)

Posto nella sede della ex Latteria, il Museo storico Antiquarium di Camporosso è lo spazio espositivo che raccoglie le preziose testimonianze di epoca romana rinvenute nella zona. Sede di un’antica stazione doganale sulla strada che da Aquileia portava a Virunum (Zollfeld, in Carinzia), Camporosso era infatti un centro romano importante le cui tracce sopravvissute sino ad oggi, esposte nel museo cittadino, attendono solo di essere scoperte.

Gli scavi archeologici e le collezioni dell’Antiquarium di Camporosso

Come si è accennato, in antico Camporosso era una rilevante stazione doganale. Questa faceva parte della circoscrizione dell’Illirico e venne costruita sullo spartiacque tra il mare Adriatico e il Mar Nero. Il suo nome, per la precisione, era quello di Statio Bilachiniensis, come testimonia un sarcofago trovato nel centro del paese nel 1910. Con il tempo attorno alla stazione si sviluppò un centro abitato, che ricoprì un ruolo di primo piano almeno sino alla tarda età imperiale.

Gli scavi condotti sino ad ora hanno portato alla luce due aree archeologiche distinte per arredi e funzioni: una zona funeraria e un’altra collegabile all’abitato, di lettura più incerta. In quest’ultima, verso ovest (via del Molino), alla fine degli anni Settanta sono stati ritrovati dei frammenti di iscrizioni e di sculture relativi al dio Mitra, divinità misterica della luce di origine indoiranica il cui culto ebbe una nuova vita in epoca romana, diffondendosi in età imperiale soprattutto tra i servitori dello Stato quali soldati, doganieri e altri funzionari. In tale contesto, la circoscrizione doganale dell’Illirico giocò un ruolo di primo piano nella sua diffusione, come attestano le molteplici testimonianze di adepti tra gli schiavi e i liberti impiegati nelle sue varie stazioni.

I fortunosi rinvenimenti degli anni Settanta spinsero ad approfondire le ricerche con gli scavi archeologici dell’estate del 1982 condotti sotto la direzione di Marisa Rigoni, della Soprintendenza Archeologica per il Veneto e per il Friuli Venezia Giulia. Questi misero in luce parte di due ambienti di un Mitreo (luogo di culto dedicato, appunto, al dio Mitra) e al recupero di altri oggetti di vario materiale.

I reperti furono in buona parte restaurati e schedati all’inizio del 2000 grazie a un progetto della Soprintendenza, e in seguito a tale intervento iniziò a profilarsi in modo concreto l’idea e l’opportunità di trovare un’idonea collocazione alle opere, col fine di permetterne anche l’apertura al pubblico. Il museo fu quindi inaugurato nel 2013 su progetto scientifico dell’archeologo Paolo Casari e sotto la direzione scientifica di Serena Vitri, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia.

L’Antiquarium di Camporosso, attualmente sviluppato su due sale ma per il quale si prevede in futuro un ampliamento, è organizzato secondo un criterio divulgativo e didattico, ed approfondisce due temi principali: la storia e l’organizzazione della stazione doganale di Camporosso, e quello della diffusione del culto di Mitra nel territorio, chiarendone le caratteristiche iconografiche e cultuali. La narrazione si snoda armonicamente tra i pannelli esplicativi ed i reperti originali, costituiti prevalentemente da testimonianze scultoree ed epigrafiche.

Il percorso di visita

Il percorso espositivo dell’Antiquarium di Camporosso inizia dalla sala d’ingresso al piano terra dove è esposta l’ara funeraria di Iulia Calliope, fatta realizzare dalla sua figlia nel II secolo d.C. Il manufatto, di forma parallelepipeda, presenta sulla faccia anteriore un’iscrizione dedicata ai Mani (le anime dei defunti) mentre su quelle laterali sono raffigurati a destra un personaggio maschile stante, e a sinistra una figura femminile con uno specchio nella mano sinistra e una brocca nella destra.

La seconda sala, sempre ubicata al pianterreno, è invece interamente dedicata ai reperti relativi al mitreo Tra questi, numerose sono le iscrizioni, una fonte importantissima per comprendere appieno, oltre alla presenza del culto mitraico nel territorio, l’organizzazione e la gestione dell’antica stazione doganale, prima curata da appaltatori privati e poi passata all’esenzione diretta da parte dello stato negli ultimi decenni del II d.C.

Particolarmente interessanti sono inoltre le testimonianze scultoree provenienti dallo stesso edificio di culto, tra cui spiccano un monumento iscritto con rappresentata la petra genetrix (la nascita di Mitra dalla pietra, un’iconografia sempre presente nei complessi mitraici) dedicato da uno schiavo imperiale di nome Eutyches, la statuetta parzialmente ricomposta di Cautopates (compagno del dio, simbolo del Sole morente e dell’equinozio d’autunno) che sorregge con la mano sinistra uno scorpione rappresentante l’omonima costellazione, e un pregevole busto in bronzo della dea Selene.

I manufatti di piccole dimensioni sono raccolti all’interno di una vetrina, e comprendono una fibula, un frammento di lucerna, recipienti in ceramica e vetro e altra oggettistica attinente al culto. Un espositore a parte è infine dedicato a un corpus di monete, interpretabili come le antiche offerte dei devoti e databili tra la fine del III e la fine del IV secolo d.C., periodo nel quale l’attività del Mitreo sembra concludersi.

Il piccolo ma significativo Museo Storico Antiquarium di Camporosso offre dunque al visitatore l’opportunità unica di avere un assaggio di quel che era la Statio Bilachiniensis, il suo funzionamento e i riti che vi erano praticati. Attraverso un’esposizione didattica e puntuale, i reperti della romanità assumono un contesto e un significato, permettendo un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca delle origini di Camporosso.

Informazioni utili

Museo Storico Antiquarium

Viottolo Florianca 1, Camporosso – Tarvisio (UD)

Telefono +39 0428 2980

Cellulare +39 345 1285266

Orari di apertura

Mercoledì, sabato e domenica dalle 10 alle 12

Ingresso gratuito