Il Museo di storia naturale di Trieste: alla scoperta del pianeta Terra e dei suoi abitanti

Museo di storia naturale
Museo di storia naturale di Trieste - dinosauro Antonio

Il Museo di storia naturale di Trieste è uno dei musei scientifici del capoluogo friulano, sede di conservazione di preziose raccolte di botanica, zoologia, mineralogia, geologia e paleontologia. Dalla forte impronta didattica, il museo è particolarmente adatto ai bambini, che attraverso i reperti in mostra, le schede esplicative dedicate e l’audioguida scaricabile gratuitamente dal sito internet del museo, hanno la possibilità di intraprendere un percorso di approfondimento non solo relativo alla storia del pianeta Terra fin dalle epoche più remote, ma anche del percorso di evoluzione degli esseri viventi che l’hanno abitata e continuano a viverci.

La storia del Museo di storia naturale di Trieste

Il Museo di storia naturale di Trieste nasce nel 1846 grazie all’iniziativa spontanea di privati cittadini che, uniti dall’interesse per la zoologia ed in particolare per la fauna del mare Adriatico, si uniscono in una società per lo studio della storia naturale e il 17 agosto, in occasione della prima adunanza dei soci fondatori, costituisconoil vero e proprio museo zoologico con il nome di Gabinetto Zoologico Zootomico.

A partire dal 1852 l’istituto e le sue collezioni passano al Comune di Trieste che, dopo diverse sedi poco idonee, lo sistema in piazza Lipsia 1015, l’odierna piazza Hortis 4. In questa sede trovano adeguata collocazione le sempre più ricche collezioni del museo, che si stavano ampliando grazie a donazioni di privati, frutti di spedizioni quali quella della fregata Novara attorno al mondo, e collaborazioni con enti quali il Gabinetto dell’Accademia di commercio e nautica.

Nel 1855 il comune di Trieste chiede all’arciduca Massimiliano d’Asburgo di accogliere sotto il suo alto protettorato il museo zoologico cittadino, che dal novembre dello stesso anno assume il nome di Civico Museo Ferdinando Massimiliano.

Nel maggio del 2008 la storica sede del Museo di storia naturale viene chiusa, e l’istituto riapre al pubblico nel 2010 nella nuova sede di via dei Tominz 4.

Le collezioni

Agli inizi, le collezioni del Museo di storia naturale di Trieste erano principalmente di tipo zoologico, ma con i successivi apporti provenienti da donazioni e spedizioni, le tipologie di reperti si ampliarono ad ospitare materiale faunistico, geologico, paleontologico, botanico e mineralogico.

A tale patrimonio si affiancò sin da subito anche la biblioteca scientifica, nata per volontà degli stessi fondatori, che acquistarono in prima persona i primi libri. Successivamente ad acquisizioni, donazioni e scambi, oggi costituisce una delle più importanti biblioteche scientifiche d’Italia per ricchezza: conta infatti più di 2.000.000 periodici raccolti in 1600 titoli e 29500 monografie. L’ente svolge anche un importante ruolo promotore nei confronti della ricerca scientifica attraverso la pubblicazione degli Atti del Museo Civico di Storia Naturale e di opere monografiche.

Il percorso museale

Il percorso di visita del Museo di storia naturale di Trieste è articolato su due piani e ha inizio con delle sale che ripropongono l’ambiente museale ottocentesco, con arredi e oggetti originali. In primo luogo vi è la Wunderkammer, la “sala delle meraviglie”, che ricostruisce, sia nell’allestimento che nei reperti, le collezioni di curiosità naturali tipiche dei Sei e Settecento e permette al visitatore di osservare l’aspetto dei primi musei. Vi sono esposti vari tipi di animali – mammiferi, insetti, uccelli, specie acquatiche – e flora, sia acquatica che terrestre, prevalentemente di provenienza esotica. Particolarmente curiosa e tipica dell’epoca è la chimera conosciuta come Sirena, composta artificialmente unendo parti di animali diversi: essa infatti presenta pinne e coda di pesce, unghie d’uccello, e ossa appartenenti a varie specie di pesci.

In collegamento con la Wunderkammer si trova il Gabinetto scientifico, ambiente di studio ottocentesco che si può considerare a tutti gli effetti un antenato dei moderni laboratori. È realizzato con materiali e arredi dell’epoca presenti nel museo, e comprende collezioni, libri e strumentazioni originali.

Seguono le sale della fossilizzazione, dedicate alle collezioni paleontologiche della provincia di Trieste: si possono ammirare diversi esempi di rudiste – molluschi bivalvi comuni nelle rocce calcaree del Carso triestino -, i fossili di Comeno – pesci e rettili fossili datati al Cretaceo superiore, tra 100 e 83 milioni di anni fa – e numerosi reperti provenienti dal sito paleontologico del Villaggio del Pescatore. Tra questi spicca per completezza e importanza il dinosauro Antonio, esemplare di Tethyshadros insularis vissuto nel Cretacico superiore, circa 70 milioni di anni fa.

Nella sezione dedicata alla preistoria si possono ammirare reperti archeologici dell’orso delle caverne (ursus spelaeus) e una sua ricostruzione, affiancata da quella del leone delle caverne. Ampio spazio è quindi dedicato all’evoluzione della specie umana, seguendo il percorso storico a partire da primati e protoscimmie sino all’Homo sapiens. Il più importante ritrovamento relativo a quest’ultimo è costituito dalla mandibola di Lonche, appartenente a un individuo maschio tra 24 e 30 anni e datata a 6500 anni fa, che costituisce la più antica evidenza archeologica di otturazione dentale, eseguita usando la cera d’api.

L’ultima parte del museo è dedicata agli animali viventi: cetacei, mammiferi terrestri e fauna marina. In particolare il Museo di storia naturale di Trieste detiene lo squalo bianco più grande conservato in Europa e nell’intero emisfero settentrionale del mondo, lo squalo Carlotta, dalla lunghezza di 5,4 metri. Tre stanze sono infine dedicata alla catena alimentare: gli animali sono qui disposti su un grande anello secondo la logica alimentare, dove c’è sempre uno che si ciba dell’altro e la materia organica non viene sprecata in un ciclo che parte dai produttori e decompositori ai consumatori.

La visita del Museo di storia naturale di Trieste permette dunque di svolgere un percorso nella storia e nello spazio, approfondendo la conoscenza degli esseri viventi che popolano e hanno popolato la Terra attraverso una spiegazione adatta a tutte le età e a diversi livelli di formazione. Non manca, infine, di sensibilizzare il visitatore su temi di attualità quali i rischi di estinzione di alcune specie animali e come la presenza dell’uomo possa cambiarne le abitudini – come esplicita l’ultima sala della catena alimentare dedicata al contesto urbano.

INFORMAZIONI UTILI

Museo Civico di Storia naturale
Via dei Tominz 4, Trieste
tel +39 040 6754603 oppure +39 040 6758662
www.museostorianaturaletrieste.it

ORARIO DI APERTURA DEL MUSEO

lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17
sabato e domenica 10-19
martedì chiuso

COSTO DEL BIGLIETTO D’INGRESSO

intero € 3,00
ridotto € 2,00
gratuito per bambini di età inferiore a 6 anni.

BIBLIOTECA

lunedì e mercoledì: 10:00-12:30 14:30-16:30
martedì-giovedì-venerdì: 10:00-13:00

[email protected]
telefono: 040 6758662

Museo di Storia Naturale di Trieste