Museo Archeologico Nazionale di Aquileia: storia e collezioni

Museo archeologico di Aquileia
Museo archeologico di Aquileia

Questa, gentile lettore, non è una guida. Nel momento in cui scriviamo, i primi giorni del gelido marzo 2018, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia attraversa una fase di parziale riallestimento delle collezioni. Ai non addetti ai lavori non è dato sapere quali ne saranno gli esiti e come si presenterà il museo una volta riaperto al pubblico. Ci limitiamo pertanto ad esporne la storia, a descriverne le collezioni e ad evidenziare alcuni manufatti, ritenuti, a nostro personale e insindacabile giudizio, particolarmente rappresentativi della società e della cultura aquileiese in epoca romana. Buona lettura.

Nascita di un museo pubblico: dall’Eugeniano al Museo archeologico nazionale di Aquileia

Il museo archeologico vide la luce ufficialmente, e sotto l’egida dell’amministrazione austriaca, il 3 agosto del 1882, ma il nucleo originario della collezione sorse secoli addietro, grazie all’instancabile attività collezionistica di alcuni eruditi locali, in particolare il canonico Giandomenico Bertoli (1676- 1763) e il pittore Leopoldo Zuccolo (1761- 1833). Guidato da una inesauribile passione antiquaria il Bertoli giunse ad allestire un museo privato nelle sale della propria abitazione, costituito prevalentemente da una curatissima raccolta di materiali epigrafici. Con l’apertura dell’Eugeniano lo Zuccolo invece rappresentò, già nel 1807, il primo ispiratore delle future istanze di fruizione pubblica delle raccolte locali.

Le circostanze appena delineate crebbero sullo sfondo di una incessante attività di scavo effettuata sul territorio a partire dal XVIII secolo. Grazie ad una non completa sovrapposizione della città moderna rispetto all’originario sito romano, il sottosuolo di Aquileia restituiva in quegli anni una ingente quantità di reperti di epoca romana legati prevalentemente alle attività domestiche e quotidiane. La nuova cultura positivista, che nutriva l’attenta ricerca archeologica della fine del XIX secolo, poté invece colmare le lacune negli ambiti di maggiore interesse per i collezionisti del periodo più recente, rifornendo le collezioni con gemme, monete e materiali epigrafici.

Un ruolo non secondario e di raccordo nella costituzione della collezione del Museo archeologico di Aquileia venne svolto dal conte e imprenditore Antonio Cassis Faraone che acquisì la collezione epigrafica del Bartoli esponendola in una delle proprie abitazioni. Il palazzo di Antonio Faraone, in località Monastero, venne scelto quale sede per l’istituendo museo pubblico da un altro eminente personaggio che andiamo ad introdurre. Si tratta di Enrico Maionica, studioso di formazione viennese, che a partire dal 1875 riunì le principali raccolte pubbliche e private locali formando di fatto e progressivamente quella che divenne la collezione del Museo archeologico nazionale di Aquileia, di cui fu il primo autorevole direttore.

La collezione: reperti di età romana databili tra il II secolo a. C. e il IV secolo d. C.

Sezione statuaria museo archeologico aquileia
La sezione statuaria del museo archeologico di Aquileia

Aquileia, fondata dai romani nel 181 a. C., fu uno degli scali fluviali più importanti dell’impero, centro di floridi scambi commerciali con le popolazioni greche e orientali. Vi si raccoglievano merci di varia provenienza che eccellenti artigiani, particolarmente abili nella produzione di oggetti in vetro e in pietra dura, provvedevano a lavorare sul posto. Gli abitanti di Aquileia romana ci sono noti: i loro volti rappresentano oggi una delle sezioni più significative e numericamente rilevanti tra quelle che compongono la collezione del Museo archeologico.

Si tratta delle teste ritratto a destinazione funeraria, opere in pietra dagli esiti formali vari che vanno dal realismo espressivo delle popolazioni locali, al naturalismo ellenistico, fino alla stilizzazione tipica del III secolo d. C. Le teste ritratto non sono gli unici monumenti a carattere funerario conservati dal museo. A questo stesso ambito produttivo si collegano rilievi, contenitori lapidei e urne funerarie riccamente decorate. Ne fanno parte anche alcuni esempi di grande statuaria come la Statua di Navarca, di ispirazione ellenistica e di età augustea.

Ampio spazio viene riservato, all’interno della collezione, alla glittica, alla piccola bronzistica e all’industria ceramica e vetraria. Per quanto riguarda la glittica Aquileia è da annoverarsi come il centro di produzione più importante dell’Italia centro-settentrionale. Numerose e molto attive dovettero essere, a giudicare dalla quantità dei materiali rinvenuti, anche le officine per la produzione dei piccoli oggetti vitrei. Concludono l’elencazione delle tipologie di manufatti di artigianato artistico presenti in territorio aquileiese in epoca romana le armi, i gioielli e le monete, queste ultime di conio locale a partire dal 295 d. C.

Le Gallerie lapidarie e gli altri spazi espositivi esterni

gallerie lapidarie e mosaici pavimentali
Le Gallerie lapidarie e un mosaico pavimentale

I due bracci principali che costituiscono le Gallerie lapidarie, all’esterno dell’edificio principale, vennero costruiti tra il 1898 e il 1939; un quadriportico e ulteriori due gallerie vennero aggiunte negli anni cinquanta del secolo scorso. Questi spazi furono creati al fine di ospitare ingenti quantità di materiali lapidei che non avevano potuto trovare spazio all’interno del percorso museale. Vi si espongono ancora oggi monumenti funerari, come le are e le stele, e i mosaici pavimentali.

Tra questi ultimi, particolarmente degni di nota risultano due pavimenti di tradizione ellenistica: il Ratto d’Europa e il “pavimento non spazzato” (asaroton). Tra gli spazi aggiunti negli anni cinquanta vi sono anche i Magazzini museali nei quali a partire dal 2010 è stata allestita una mostra permanente dedicata alla via Annia, la strada che venne costruita nel 141 a. C. per collegare Aquileia e Roma.

Fino a Maggio 2018 Saranno esclusivamente visitabili le parti relative alle Gallerie Lapidarie e i Magazzini.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE AQUILEIA ORARI

Il Museo archeologico si può visitare:

LunedìChiuso
Martedì08:30 - 13:30
Mercoledì08:30 - 13:30
Giovedì08:30 - 13:30
Venerdì08:30 - 13:30
Sabato08:30 - 13:30
Domenica08:30 - 13:30

BIGLIETTI D’INGRESSO

Intero 2,00 €

Gratuito per i cittadini dell’UE che non abbiano compiuto 18 anni

La prima domenica di ogni mese l’ingresso al Museo è gratuito per tutti.

COME RAGGIUNGERE IL MUSEO

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