Situato a 1789 metri di altitudine nel bacino della Valcanale, il Monte Lussari costituisce un nodo geografico e culturale all'estremo nord-est della provincia di Udine. Il massiccio funge da punto di convergenza per le tre grandi matrici etno-linguistiche europee: il ceppo slavo, quello germanico e quello romanzo. L'altopiano sommitale è storicamente occupato da un insediamento compatto, sviluppatosi a ridosso delle strutture religiose per fornire supporto logistico ai pellegrini, oggi convertito a polo ricettivo per l'escursionismo alpino e per gli sport invernali.
Il Santuario dei Tre Popoli e la fondazione patriarcale
La storiografia locale fissa al 1360 l'origine del pellegrinaggio sul Lussari. Le fonti archivistiche riportano il ritrovamento di una statua lignea della Madonna con Bambino da parte di un pastore di Camporosso. L'insistenza del fenomeno devozionale spinse l'allora Patriarca di Aquileia a ordinare l'edificazione di una cappella votiva. L'architettura odierna del Santuario non conserva traccia della struttura primaria: l'edificio è il risultato di un massiccio rimaneggiamento avvenuto nel XVI secolo e di successive ricostruzioni strutturali, rese indispensabili per riparare i gravi danni balistici subiti durante la Prima Guerra Mondiale.
L'ascesa logistica: il Sentiero CAI 613 e l'impianto a fune
L'accesso alla vetta si sviluppa lungo due direttrici orografiche. L'approccio pedonale è storicamente garantito dal Sentiero del Pellegrino (segnavia CAI 613). Contrariamente ad alcune inesattezze cartografiche che ne situano la partenza a Valbruna, il tracciato d'attacco ha inizio dall'abitato di Camporosso, a quota 805 metri. L'ascesa richiede il superamento di un dislivello positivo di quasi 980 metri, misurato lungo un tracciato scandito da dodici stazioni della Via Crucis, il che classifica l'itinerario come mediamente impegnativo.
L'infrastruttura di risalita meccanica sfrutta invece una telecabina ad agganciamento automatico, con stazione di fondovalle sempre a Camporosso. L'impianto serve parallelamente la pista da sci "Di Prampero", un tracciato tecnico agonistico che precipita dalla vetta a valle per circa quattro chilometri, regolarmente omologato per le competizioni di Coppa del Mondo di discesa libera.
L'architettura sommitale e le contaminazioni culinarie
Il nucleo edilizio che cinge il santuario è costituito da rifugi d'alta quota e strutture di ristorazione. La costruzione in spessa muratura e legno segue le geometrie ingegneristiche prealpine per sopportare i pesanti carichi nevosi invernali tipici dello spartiacque. L'offerta gastronomica di questi presidi rispecchia la triplice frontiera, affiancando la selvaggina e le polente di matrice friulana alle preparazioni austriache (canederli e gulasch) e alle spezie degli influssi sloveni.
Come arrivare e dintorni
Il polo di partenza per il Monte Lussari si raggiunge in automobile tramite l'Autostrada A23 (Palmanova-Tarvisio), impegnando l'uscita al casello di Tarvisio Sud. Da qui è necessario innestarsi sulla Strada Statale 13 (SS13) Pontebbana e procedere verso ovest in direzione della frazione di Camporosso in Valcanale, dove sono situati i grandi piazzali di interscambio dell'impianto di risalita e l'imbocco del sentiero CAI.
Nel contesto territoriale limitrofo, procedendo lungo la vicina Val Romana, si raggiungono i Laghi di Fusine, bacini di chiara origine glaciale sbarrati da depositi morenici e dominati dall'anfiteatro calcareo del Monte Mangart (2677 m). Sulla direttrice meridionale, risalendo la Val del Rio del Lago, il bacino dismesso di Cave del Predil offre invece l'opportunità di ispezionare sul campo l'archeologia industriale legata all'estrazione di zinco e piombo, con il suo reticolo di gallerie ipogee.
Coordinate: 46.5085, 13.5283
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