Il 1326 segna il passaggio di Forni di Sopra sotto la giurisdizione dei Savorgnan, definendo per secoli l'autonomia amministrativa e fiscale di questo avamposto carnico. Situato a 907 metri di altitudine, il comune si posiziona in un'area di transizione tra la Carnia e il Cadore, dominata dal settore dolomitico che nel 2009 è stato inserito nel Patrimonio Mondiale UNESCO. L'insediamento conserva tracce del sistema difensivo medievale e un'architettura rurale che integra l'uso della pietra calcarea al sistema costruttivo ligneo tipico dell'area prealpina.
L'architettura spontanea e l'eredità dei Savorgnan
Il centro storico di Forni di Sopra è caratterizzato da edifici che riflettono la stratificazione sociale della valle: le case in pietra con ballatoi in legno, spesso costruite con la tecnica del blockbau per le parti superiori, testimoniano la necessità di isolamento termico e stoccaggio del fieno. Sul piano storico, il sito archeologico del Castello di Sacuidic, risalente al XII-XIII secolo e distrutto intenzionalmente a seguito di attività di falsificazione monetaria, rappresenta un esempio di fortificazione deputata al controllo dei traffici verso il Passo della Mauria. Non meno rilevante è la chiesa di San Floriano in località Cella, che custodisce un polittico di Andrea Bellunello del 1480, pezzo fondamentale per l'analisi del Rinascimento nelle valli carniche.
Orografia dolomitica: dai Monfalconi alla Casera Varmost
Il territorio di Forni di Sopra è inserito nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e offre una rete sentieristica che si sviluppa tra le formazioni di dolomia principale. Tra gli itinerari tecnici spicca il Truoi dai Sclops (Sentiero della Genziana), che attraversa pascoli d'alta quota alla base delle guglie frastagliate dei Monfalconi di Forni. Per gli escursionisti che utilizzano la seggiovia Varmost, l'ascesa conduce a quota 2073 metri presso la Cima Crusicalas, punto di osservazione privilegiato per lo studio della stratigrafia alpina che si estende verso le vette del Cadore e le Tre Cime di Lavaredo. L'Anello del Tagliamento, un tracciato di 25 chilometri che segue il corso del fiume tra boschi di abete rosso e larice, è la direttrice principale per la mountain bike a fondo valle.
Botanica edibile e la tradizione dei cjarsons
La gastronomia fornese si distingue per l'impiego sistematico di erbe spontanee quali lo spinacio selvatico (uardit) e il radicchio di montagna, raccolti ai margini dei nevai. Il piatto identitario è rappresentato dai cjarsons, agnolotti di pasta tenera il cui ripieno varia in base alla disponibilità stagionale di erbe, uvetta, cacao e cannella, conditi con ricotta affumicata e burro fuso. Altro pilastro alimentare è il frico, preparato con formaggio di malga a diversa stagionatura e patate, originariamente concepito come pasto ad alto apporto calorico per i boscaioli. Nelle malghe della zona, come Casera Tartoi o Casera Tragonia, la produzione casearia segue ancora i ritmi dell'alpeggio estivo, con una stagionatura naturale che conferisce al prodotto note aromatiche legate alla flora dei pascoli acidofili.
Come arrivare e dintorni
L'accesso a Forni di Sopra avviene esclusivamente in automobile percorrendo la Strada Statale 52 (SS52) Carnica. Per chi proviene dall'autostrada A23 Palmanova-Tarvisio, l'uscita consigliata è quella di Carnia-Tolmezzo. Da qui si prosegue verso ovest attraversando il centro di Tolmezzo e risalendo l'intera valle lungo la SS52, superando gli abitati di Ampezzo e Forni di Sotto.
Nelle immediate vicinanze meritano una sosta tecnica Ampezzo, sede del Museo Geologico della Carnia, e Forni di Sotto, che condivide con la "Sopra" la storia dei comuni "fornesi" e l'accesso alla selvaggia Val di Suola. Procedendo verso ovest oltre Forni di Sopra, si valica il Passo della Mauria per entrare ufficialmente in territorio cadorino.
Coordinate: 46.4216, 12.5852
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