La Sinagoga di Trieste, cuore pulsante della comunità ebraica locale

Sinagoga di Trieste
La Sinagoga di Trieste

Con la sua mole imponente, seconda solo al tempio di Budapest, la Sinagoga di Trieste costituisce il secondo più grande edificio di culto ebraico d’Europa, segno tangibile dell’importanza economica e culturale che la comunità aveva raggiunto agli inizi del XX secolo, e della sua integrazione nel tessuto sociale della città.

La storia della Sinagoga di Trieste

Attorno al 1870 la comunità ebraica di Trieste, in quel periodo in crescita demografica e che nel 1891 si arricchì anche di nuovi abitanti scappati dal pogrom di Corfù, si rese conto che le quattro piccole ‘schole’ del ghetto non erano più sufficienti ad ospitare i fedeli, ed era giunto il momento di pensare alla costruzione di un nuovo tempio, più consono alle esigenze della comunità e corrispondente all’ideale di decoro caro alla borghesia ebraica cittadina.

Nel 1903, contestualmente all’acquisto del terreno in via san Francesco d’Assisi, venne dunque bandito un concorso internazionale per l’edificazione della nuova Sinagoga di Trieste. Il bando, però, non diede a breve termine i risultati sperati: dei numerosi progetti presentati, infatti, inizialmente nessuno fu accettato. L’adiacenza a costruzioni pregresse, il particolare allineamento stradale – che non permetteva l’apertura dell’entrata principale su una piazza ma solo su una via -, e le grandi dimensioni richieste costituivano infatti dei problemi sul piano progettuale che vennero superati solo con l’affidamento del lavoro agli architetti Ruggero Berlam e suo figlio Arduino.

Approvato il progetto presentato da questi ultimi, il cantiere poté finalmente iniziare con la posa della prima pietra nel giugno del 1908. Quattro anni più tardi, il 12 giugno del 1912, il tempio venne solennemente inaugurato con l’accompagnamento di un concerto di musica sacra suonato dall’organo tutt’ora presente nell’edificio.

Inevitabilmente, nei successivi decenni la Sinagoga di Trieste si ritrovò testimone e vittima delle vicende legate alla promulgazione delle leggi razziali (1938) e degli eventi intercorsi durante la seconda guerra mondiale. Negli anni Quaranta, infatti, il tempio fu oggetto di attacchi da parte degli squadristi fascisti, e in seguito gli occupanti nazisti lo adibirono a deposito di libri e opere d’arte. Grazie ad un nascondiglio all’interno dell’edificio stesso , fortunatamente, gli argenti rituali della comunità si salvarono dalla razzia.

Dopo la chiusura durante la guerra, la Sinagoga di Trieste riaprì nel giugno del 1945, sancendo il ritorno alla vita quotidiana per i sopravvissuti della comunità ebraica locale.

Nel giugno del 2012 è stato festeggiato, con la partecipazione di tutta la cittadinanza, il primo centenario del tempio triestino.

Struttura architettonica

Per dimensioni e struttura, la Sinagoga di Trieste è un tipico tempio dell’epoca dell’emancipazione, intendendo con questo termine il periodo storico tra il XVIII e il XX secolo che vide un ampliamento dei diritti della popolazione ebraica d’Europa, e che dal punto di vista artistico e architettonico segnò il passaggio dagli edifici di culto precedenti – caratterizzati da esterni dimessi a causa delle leggi restrittive che regolavano i templi ebraici nei paesi cristiani -, a quelli di dimensioni maggiori e con esterni decorati.

L’accesso avviene attraverso due entrate. L’ingresso principale, enfatizzato da una torre a base quadrangolare che lo sovrasta, è quello rivolto su via Donizetti, ed è utilizzato solo in occasione delle festività più importanti. L’accesso secondario, invece, si ha dal loggiato di via san Francesco.

L’edificio ha una pianta rettangolare ed è sormontato da una cupola centrale retta da quattro possenti pilastri, affiancata da semicupole e cupolette minori. La sala di preghiera è scandita in tre navate culminanti in un’abside. Sui tre lati rimanenti si trova la balconata del matroneo – ora non più in uso – e, addossato alla controfacciata, l’organo, dalle canne ornate con stelle di David.

La struttura nel suo complesso non comprende solo il grande tempio ma anche un oratorio – un ambiente raccolto usato durante la settimana, nei digiuni, e nelle festività minori -, gli uffici della comunità, la biblioteca, l’archivio storico e il mikveh, la vasca per le abluzioni rituali.

L’apparato decorativo

Dal punto di vista stilistico, l’aspetto esteriore della Sinagoga di Trieste si contraddistingue per i richiami al mondo orientale, in particolare siriaco.

Dall’esterno sono visibili tre facce dell’edificio, architettonicamente diverse ma dai motivi decorativi ricorrenti: nodi di Salomone, motivi fitomorfi, bifore e colonnette, e soprattutto i rosoni con al centro la stella di David.

Per quanto riguarda invece l’interno, dall’ingresso di via Donizetti si giunge in un atrio, separato dalla sala centrale da una serie di archi a tutto sesto poggianti su colonne marmoree. Il soffitto dell’atrio è decorato a stucco, e presenta al centro un grande lampadario in rame.

Avanzando lungo la navata, lungo la quale si possono ammirare i parapetti dei matronei con i loro rivestimenti in stucco e le ringhiere in ferro battuto, si giunge sotto la cupola centrale, poggiante su quattro pilastri sormontati da altrettanti archi a tutto sesto, sui quali sono riportati dei versetti dei salmi. Nei pennacchi, sono rappresentati degli alberi della vita, mentre la cupola vera e propria è ornata con un motivo a stelle.

Il luogo più riccamente decorato, vero e proprio punto focale del tempio, è costituito dall’abside, caratterizzata da lastre di marmo nero venato, un fregio a motivi vegetali dai vivaci colori e, nel catino absidale, da un mosaico dorato.

Al centro dell’abside si trova il monumentale aròn al-kodesh, l’armadio sacro dove sono custoditi i rotoli della Torah, la Legge. Esso presenta delle porte di rame e bronzo lavorate a sbalzo, ed è sormontato da un’edicola in granito rosa che sorregge le tavole della legge. Ai lati dell’aròn, a incorniciarlo, sono posti i menorah, i candelabri in bronzo a sette braccia. Questi, a loro volta, poggiano su una balaustra marmorea con decorazioni geometriche e vegetali, che nel pannello centrale presenta il simbolo della comunità di Trieste: il covone di spighe.

La visita alla Sinagoga di Trieste permette di entrare nel vivo della comunità ebraica della città, e di apprezzare un edificio di culto tuttora in uso che, insieme ad altri, testimonia la realtà multiculturale della Trieste asburgica e di oggi.

INFORMAZIONI UTILI

COME ARRIVARE

Sinagoga di Trieste
via San Francesco d’Assisi 19, Trieste

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Per informazioni e prenotazioni:

Patrizia o Susanna di Key Tre Viaggi

Telefono  +39 040 6726736 oppure +39 040 6726734

ORARI VISITE GUIDATE (escluse festività ebraiche e civili)

Visitatori individuali (Non è necessaria la prenotazione)

DOMENICA 10:00, 11:00, 12:00
LUNEDÌ 16:00, 17:30
MARTEDÌ 10:00, 11:30
MERCOLEDÌ 16:00, 17:30

Gruppi

DA DOMENICA A GIOVEDÌ

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telefono +39 040 6726736

BIGLIETTI D’INGRESSO

Ingressi Individuali

Fino a 10 anni e disabili:ingresso gratuito

ragazzi/e da 10 a 18 anni € 2,50

adulti: € 3,50