Origini del Santuario di Barbana a Grado

Santuario di Barbana
Santuario di Barbana, Grado

Nell’estremità più orientale della laguna di Grado sorge l’isola di Barbana, che nel 582 venne dotata di un grande santuario mariano. L’isola dista circa cinque chilometri da Grado ed è abitata da una comunità di monaci francescani. Il nome con la quale è tutt’ora conosciuta, deriverebbe da Barbano, un eremita che durante il VI secolo si ritirò sull’isola e che col passare del tempo raccolse intorno a sé una piccola comunità di frati. L’isola è coperta per più della sua metà da un bosco di magnolie, cipressi e pini marittimi ed è servita da un traghetto che quotidianamente la collega al porto di Grado. Le origini di quest’isola sono piuttosto recenti, se si pensa che l’intera laguna si formò soltanto nel periodo compreso tra il V ed il VII secolo, occupando luoghi che durante tutto il periodo romano erano uniti alla terraferma.

Origini del Santuario di Barbana

La tradizione vuole che il primo santuario fosse stato costruito per ringraziare la Vergine per la protezione offerta alla città di Grado contro una terribile mareggiata che nell’anno 582 minacciò la costa. Al termine della violenta tempesta, un’immagine della Madonna comparve ai piedi di un albero ed Elia, Patriarca di Grado, scelse di far erigere una chiesa nei pressi del luogo del ritrovamento. I monaci si stanziarono presso il santuario e, col passare del tempo, la laguna aumentò di dimensioni ed isolò completamente il sito sul quale era stata costruita la chiesa. Da una bolla papale del 734, infatti, sappiamo che a quel tempo Barbana era già separata dalla terraferma e raggiungibile soltanto in barca. Nel 1237 una grave pestilenza colpì Grado e da allora gli abitanti della città effettuano un pellegrinaggio annuale presso Barbana al fine di rendere grazie alla Madonna di averne bloccato l’avanzata.

Dal 1400 ai giorni nostri

A partire dal 1450, i frati francescani sostituirono i colleghi benedettini. Dal 1619 l’avvicendamento assunse carattere definitivo e già nel 1738 si attivarono per erigere una nuova chiesa che fosse molto più ampia della precedente, formata da tre navate ed un alto campanile. I frati francescani abitarono il monastero annesso fino all’anno 1769, quando l’avanzata di Venezia sancì il passaggio dell’intera regione sotto il dominio della Serenissima. In quell’anno le funzioni del convento vennero soppresse, sebbene Venezia mantenne sempre uno splendido rapporto con i funzionari del Santuario di Barbana. Questo legame è testimoniato dai numerosi lasciti dei dogi veneziani e dall’esistenza di una confraternita fondata dai gondolieri e dedicata alla Beata Vergine di Barbana. Non è un caso se all’interno della chiesa è presente un bassorilievo sull’altare maggiore nel quale spicca una gondola nel bel mezzo della laguna. In seguito alla cessazione delle funzioni del convento e alla dipartita dei frati francescani, il santuario di Barbana venne affidato dapprima ai sacerdoti della diocesi di Udine e poi a quelli di Gorizia. Durante quest’ultimo periodo fu di grande risalto l’azione di don Leonardo Stagni, che provvide a costruire gli argini, essenziali per tenere a bada le alte maree, nonché la cappella situata nel bosco sul luogo preciso nel quale venne ritrovata l’icona della Vergine. Nel 1901 la chiesa tornò ad essere amministrata dai frati francescani di Dalmazia, che subito si impegnarono nell’edificazione di un nuovo convento, di una nuova chiesa e nella bonifica di alcune aree paludose prospicienti agli edifici sacri. Nel 1924 il santuario passò sotto l’egida dei monaci francescani del Veneto, che fecero edificare la casa del Pellegrino, la cappella detta della Riconciliazione e la casa di preghiera “Domus Mariae”.

L’edificio attuale

La posa della prima pietra della chiesa attuale risale al 1911, mentre il suo completamento è datato al 1924. Lo stile adottato, il neoromanico, è evidente nella facciata semplice e sobria, recante un rosone centrale ed una cupola molto ampia. All’interno del tempio cattolico sono stati conservati moltissimi elementi appartenenti alla costruzione precedente, tra cui la statua lignea quattrocentesca della Vergine a dimensioni naturali, l’altare maggiore risalente al 1706 e i due altari laterali barocchi rispettivamente del 1763 e del 1749. Nella sagrestia è conservata una meravigliosa tela del Tintoretto che ritrae i gondolieri in pellegrinaggio. Gli affreschi realizzati da Tiburzio Donadon risalgono al 1940 e riguardano tutta l’area della cupola. Molto interessanti sono le decorazioni della cappella ottagonale realizzata nel 1854 nel bel mezzo del bosco e dedicata all’Immacolata Concezione.

Come arrivare al Santuario di Barbana

Per raggiungere l’isola di Barbana è necessario imbarcarsi a Grado, dove un servizio di motoscafi