San Nicolò e San Giorgio in Vado: chiese e conventi

Chiesa di San Nicolo
Chiesa di San Nicolo - Cividale

Oltre alle chiese cividalesi ancora in uso – sia per ospitare manifestazioni artistiche, sia per usi liturgici – la città è piena di piccole chiese in disuso, molte delle quali sono ormai (purtroppo) destinate alla rovina.

Molto particolare è però il motivo che portò alla chiusura dei conventi di San Nicolò e San Giorgio in Vado, e delle rispettive chiese; ospitavano il primo delle suore benedettine, il secondo dei monaci francescani, che divennero, per così dire, troppo amichevoli tra di loro.

Chiesa e convento di San Nicolò

La chiesa si trova al lato est di Piazza del Pozzo, sorta nel 1653 insieme all’omonimo monastero, la chiesa di San Nicolò, la costruzione barocca più bella di tutta Cividale del Friuli. Appartiene da sempre alle monache Terziarie di San Francesco, dette “Pinzocchere”, e quasi un secolo dopo, nel 1743, la chiesa fu abbattuta per essere riedificata secondo uno stile barocco. Non si conosce il nome dell’architetto che la eresse, ma solo la data (1750, riportata nell’architrave del portale d’ingresso); sappiamo però che questo architetto seguiva i canoni del piemontese Juvara, come si può notare dalle strutture ondulate.

La chiesa, a pianta ottagonale, ha la facciata principale tripartita, in quanto comprende tre degli otto lati: quello centrale è rivolto ad ovest, ed è delineato da due semicolonne che reggono un timpano concavo, il cui cornicione prosegue sugli altri due lati della facciata. Il portale d’ingresso è sovrastato da un arco e una finestra quadrata, e come le finestre della chiesa, ha una cornice realizzata in pietra piasentina.

Il monastero fu abbattuto nel 1810 – ma già da trent’anni non veniva più utilizzato, per volere del Patriarca Daniele Delfino – e l’edificio, come in seguito accadde alla chiesa, fu venduto a privati.

Il motivo per cui si decise di chiudere il convento fu “il disordinato contegno” che ebbero le Pinzocchere con gli Osservanti: ossia i frati Minori Osservanti di San Francesco, che dal 1450 fino al 1769 avevano occupato il vicino convento di San Giorgio in Vado.

Chiesa e convento di San Giorgio in Vado

Prima dei frati Minori Osservanti, la prima notizia del convento risale al 1247, e attesta che era occupato dalle Monache Agostiniane; vent’anni dopo, la donazione di un mulino sul Natisone fa capire che la proprietà era già passata alle Monache di San Giorgio. Queste furono però cacciate nel 1432, anche loro per gravi mancanze disciplinari.

Annessa al convento si trova la chiesa di San Giorgio: conserva importanti opere popolari del XVI-XVII secolo, e sotto l’intonaco nasconde forse il più bel ciclo pittorico di affreschi del Trecento in tutta Cividale del Friuli.

L’altare maggiore della chiesa è chiaramente dedicato a San Giorgio; gli altri altari sono invece dedicati uno all’Addolorata, uno alla Beata Vergine del Carmelo, e l’ultimo a San Giovanni di Capistrano, primo padre custode del convento.

Via San Giorgio, insieme alla chiesa e a ciò che resta del convento si trova a Rualis, una frazione di Cividale del Friuli, ma un tempo si chiamava “Strada Viola”, secondo la testimonianza della Mappa Austriaca del 1831, e faceva parte del “Borgo Viola”

Il nome “Giorgio” deriva dal greco Gheòrghios, ossia “agricoltore”, mentre “Vado” dal friulano vât, ossia guado.