Il Duomo di Pordenone

Duomo di Podenone
Duomo di Pordenone

Il Duomo è la chiesa più importante di Pordenone sia per le dimensioni sia per le opere d’arte che contiene.

Viene eretto verso la metà del 1200 e nel 1278 è completato. Il vescovo Fulchlerio lo vuole come chiesa matrice al posto della chiesa di Torre. Naturalmente il Duomo subisce nel tempo danni e trasformazioni.

Nel XV secolo si arricchisce delle cappelle laterali, nel XVI secolo viene inserito il bel portale che domina la facciata, nel XVII a Domenico Rossi viene dato l’incarico di rimuoverlo. Ancora nel XIX secolo si aggiungono le colonne laterali di gusto neoclassico.

L’interno del Duomo di Pordenone è abbellito da pregevoli opere, per lo più di epoca rinascimentale. Si vedano gli affreschi della Cappella di San Nicolò e ancora la Resurrezione ben conservata in sagrestia.

Le opere di Antonio de Sacchis, detto “il Pordenone”

Sempre di epoca rinascimentale l’acquasantiera e il fonte battesimale con decorazioni di Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone. Questo importante artista nato nel 1483 lascia molte opere nella sua città natale che testimoniano la sua evoluzione artistica. Al momento attuale in Duomo possiamo ammirare solo delle riproduzioni de il Pordenone perché gli originali sono conservati nel Museo civico.

Ottimi esempi della sua abilità nel creare atmosfere luminose sono San Rocco e Sant’Erasmo oltre alla pala dell’altare maggiore. Qui il tema ci riporta alla leggenda di San Marco, propria della Chiesa Aquileiese. Essa attribuiva la sua origine all’opera evangelizzatrice di San Marco, figura vicina a San Pietro, e quindi santo molto prestigioso per la Cristianità.

Nella pala del Pordenone viene riprodotto San Marco che consacra il primo Vescovo di Aquileia, Sant’Ermacora. Sono presenti San Fortunato e i Santi Giorgio, Girolamo, Sebastiano e Giovanni Battista.

Anche la scuola del Pordenone ha lasciato testimonianze dei suoi allievi: si veda la Cappella Mantica con il Calderari autore delle Storie di Maria e di Cristo, e con Pomponio  Amalteo, genero del Pordenone, autore della Fuga in Egitto.
Accanto al Duomo svetta un campanile alto 72 metri ultimato nel 1347.

Lo stile gotico e la sua influenza in Friuli

Il Duomo di Pordenone appartiene all’arte gotica entrata in Friuli soprattutto grazie ai Francescani.

I caratteri sono una certa monumentalità pur nel rispetto dei canoni di semplicità e povertà imposti dalla regola. Rispondenti a tali principi troviamo la Chiesa di S. Francesco a Udine (1260 circa) e quella di Cividale (fine del ‘200).

Il Duomo di Spilimbergo (1284) e quello di Pordenone, di cui si è appena parlato, invece, presentano oltre ad aspetti gotici anche una sovrapposizione di altri stili.

Gli esempi più rappresentativi del Gotico Friulano sono: il Duomo di Gemona (1290) e il Duomo di Venzone (1308). Entrambi sono opera del maestro Giovanni, che arricchisce le facciate delle chiese di bassorilievi e sculture, dovute all’abilità delle maestranze che lavorano con lui.