Chiesa di San Giovanni Battista a Cividale

Chiesa di San Giovanni Battista
Chiesa di San Giovanni Battista a Cividale

Lungo via Monastero Maggiore si trova l’ingresso del Monastero Maggiore delle Benedettine; ora ospita il Collegio Convitto e Scuole Inferiori e Superiori delle Madri Orsoline. I fratelli Benedetto, Giovanni e Gerolamo di Asturi (che si occuparono anche della modernizzazione della facciata della chiesa di Santa Maria dei Battuti) costruirono il portale di accesso in stile rinascimentale.

Una volta giunti al portico, a sinistra si troverà la cosiddetta “Chiesa esterna di Santa Maria in Valle”, ossia la chiesa di San Giovanni Battista, proprio nel luogo della più antica costruzione cristiana di Cividale. Questo, almeno, secondo la tradizione; recentissimi scavi hanno confermato che si trova il perimetro di una costruzione paleocristiana (di V-VI secolo); probabilmente era qui che si trovava la “Chiesa madre” dei Longobardi fra VII e VIII secolo, quindi di culto ariano, ma poi passò al culto ariano. Allora fu aggiunto anche un martyrion: un luogo dove conservare ed onorare le reliquie di martiri. Sotto il porticato, invece, sono state scoperte nicchie tombali del Medioevo; addirittura quattro tombe longobarde dai ricchissimi corredi funebri.

I restauri della chiesa di San Giovanni Battista

I primi restauri di cui si ha traccia dono del 1371 per volere della Badessa Margarita della Torre; poi nel poi nel 1521, con la Badessa Rijlinte Formentini Cusano (la stessa che commissionò il portale di accesso); nel 1640, e alla fine del 1700, sotto Maria Eleonora e Maria Teresa della Torre.

Dell’antica facciata trecentesca di possono ancora notare alcuni frammenti di affreschi, all’interno di nicchie sopra il tetto dell’atrio.

Gli altari della chiesa di San Giovanni Battista

All’interno della chiesa troviamo alcuni altari di ferro battuto, opera dello stuccatore Giacinto Vassalli da Lugano, ciascuno con la propria pala d’altare, nelle cornici originali.

In particolare, a sinistra si trova un altare con una meravigliosa grata in ferro battuto (opera di un qualche artigiano locale, specializzato in quelle che si consideravano comunemente “arti minori”), la cui pala, con Sant’Orsola fra le sue compagne, fu realizzata nel 1608 da Palma il Giovane; la pala dell’altare di destra, invece, con San Michele Arcangelo e San Benedetto, la dipinse il veneziano Pietro Novelli nel 1700.

L’altare maggiore portava un tempo una pala di Gerolamo da Udine e Martino da Udine (quest’ultimo un pittore del VI-VII secolo, conosciuto come “Pellegrino da San Daniele” per alcuni affreschi stupendi che aveva realizzato nella chiesa di Sant’Antonio abate, situata appunto a San Daniele): ora questa si trova nel Museo, ed è stata sostituita da una pala di Ercole Graziani da Bologna, del 1750, con “Assunta fra i due SS. Giovanni”.

La Santissima Trinità della cimase è attribuita a Palma il Giovane.

La sacrestia della chiesa di San Giovanni Battista

Molto interessanti si rivelano anche le opere all’interno della sacrestia: sul lavabo si trova una scultura tardo-gotica della Madonna, e alle pareti ci sono stampe settecentesche tratte da originali di Piazzetta, di Longhi, di G.B. Tiepolo – stupenda la riproduzione della sua “Santa Caterina in estasi”, realizzata ad incisione da Marco Alvise Pitteri.

Il convento

Suonando alla porta si può visitare il convento, del quale sono curiose le stanze di clausura, ma anche il chiostro. Nelle prime sono conservati alcuni quadri: tra i tanti, meravigliosi il “Cristo Ristoratore” attribuito a Paolo Veronese, e la pala con Santa Benedetta e Santa Scolastica di Giuseppe de Gobbis.

Il chiostro, a due piani e dall’architettura piuttosto semplice, ospita un pluteo con un “cantharus” accompagnato da due agnelli.