La chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Paolo a Tarvisio

chiesa dei santi Pietro e Paolo
La Chiesa dei santi Pietro e Paolo a Tarvisio

In piazza dell’Unità a Tarvisio si trova uno degli edifici religiosi più interessanti dell’intera Val Canale: è la chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Paolo, un vero e proprio gioiello per struttura architettonica e ricchezza degli arredi.

Storia e architettura

La chiesa dei santi Pietro e Paolo di Tarvisio fu fondata nel 1399, forse su un edificio preesistente. Tuttavia il suo assetto attuale, attribuito a Osvaldo Rav, risale al pieno XV secolo, quando Tarvisio divenne un importante baluardo nei confronti della minaccia turca. Nel corso della storia è stata più volte modificata, ampliata, aggiornata al gusto corrente, fino alla riconsacrazione nel 1960, successiva all’ultimo importante ampliamento.

Le torri
Le due torri rispettivamente a fianco e dietro la chiesa.

L’edificio è in stile carinziano, e costituisce uno dei più rilevanti esempi di chiesa fortificata dell’intero arco alpino. Essa era infatti circondata da un muro di cinta con anche un fossato sui lati nord e ovest e munita di torri, di cui ne sono sopravvissute due: quella a sinistra della chiesa, a pianta ottagonale (oggi utilizzata per mostre, attività culturali e matrimoni) e un’altra dietro, a pianta circolare, che attualmente ospita un piccolo Tempio Ossario dei caduti. La prima, in particolare, è dotata di un piano interrato dal quale, attraverso una nicchia nascosta al nemico, era possibile accedere ad un tunnel che serviva da collegamento con l’esterno per persone, viveri e munizioni in caso d’attacco.

La funzione della cinta difensiva era quella di assicurare un rifugio per gli abitanti nell’epoca delle invasioni turche: la chiesa infatti riuscì a resistere all’attacco del 25 giugno 1478, ma dovette invece cedere in occasione di quello del 26 luglio 1492, a seguito del quale venne incendiata e gli abitanti furono uccisi o imprigionati.

facciata della chiesa
La trifora gotica della chiesa

La facciata, ricostruita alla fine degli anni Cinquanta, è caratterizzata da una trifora gotica al centro e, al piano del calpestio, da un porticato a tre arcate ogivali rette da pilastri.

L’interno è a navata unica in stile gotico, con due cappelle laterali realizzate circa due secoli dopo, in stile barocco. Nella zona absidale si trova inoltre il campanile, caratterizzato da una cuspide a cipolla.

La decorazione

Nel 1959, in occasione degli ultimi lavori che prevedevano l’abbattimento della facciata per allungare la chiesa verso la piazza, furono scoperti sotto l’intonaco importanti affreschi cinquecenteschi rappresentanti san Cristoforo e due scene della Passione. Asportati dalla facciata, i lacerti conservati vennero restaurati e poi ricollocati: il san Cristoforo fu posto sulla nuova facciata nel 1994, mentre le scene della Passione, l’Orazione nell’orto del Getsemani e Gesù cade sotto la croce (quest’ultima con l’interessante particolare di uno scorcio della Tarvisio del XVI secolo, e la rappresentazione di un turco), vennero collocate nella navata centrale.

All’interno si trovano numerosi altri brani dipinti di interesse storico ed artistico, in generale ascrivibili al Cinquecento. Quelli di maggiore rilevanza si trovano nell’abside. La parete di destra è quasi interamente occupata dalla rappresentazione dell’imperatore Carlo V a cavallo, testimonianza del passaggio del celebre personaggio in relazione alle invasioni turche nel 1532. La parete di sinistra, invece, è divisa in due parti: in una è dipinto un Giudizio Universale (attualmente leggibile solo nella parte superiore), nell’altra invece vi sono scene della vita della Madonna, alcune delle quali sono state attribuite alla scuola di Thomas von Villach, tra i più importanti maestri attivi in Carinzia tra il Quattrocento e il Cinquecento. Infine, sull’arco trionfale dell’abside è dipinto il sacrificio di Abramo.

altare policromo
L’altare policromo

Sempre nell’abside si trova un imponente altare policromo del Settecento e un raffinato coro ligneo dei primi del XVII secolo. Un’attenzione particolare merita inoltre l’altare di sinistra dell’arco trionfale: qui si trova infatti una preziosa opera lignea del Cinquecento rappresentante l’Incoronazione della Vergine, che quasi sicuramente costituiva la parte centrale di un antico altare a sportelli (Fluegelaltar), privato degli elementi laterali.

Le vetrate, in stile neogotico, sono state rifatte nel XIX secolo e rappresentano vari personaggi legati all’intitolazione della chiesa e alla storia locale: san Leopoldo re e gli apostoli Pietro e Paolo, sant’Ottone vescovo di Bamberga (riorganizzatore civile e religioso della Val Canale), l’imperatore Enrico II (con il quale le terre carinziane vennero legate al vescovado di Bamberga), i santi Ermacora e Fortunato (patroni e martiri della chiesa di Aquileia), Cirillo e Metodio, Carlo Magno e Paolino II patriarca di Aquileia, amico e consigliere dell’imperatore.

Se vi trovate in vacanza a Tarvisio, o siete di passaggio anche per una sola giornata, non potete dunque perdervi la chiesa dei santi Pietro e Paolo, un’autentica perla dell’architettura sacra del Tarvisiano.

Dove si trova la chiesa dei SS.Petro e Paolo Apostoli di Tarvisio

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