C'è un appuntamento che vale da solo un viaggio a Grado. Non è la spiaggia, non è il centro storico, non sono le terme. È salire su una barca bassa, lasciare il porto alle spalle e avanzare in silenzio nel cuore della laguna, dove l'acqua non ha colore definito perché cambia continuamente: azzurra, verdolina, argentata secondo i giochi della brezza e delle correnti.
L'avventura inizia ancora prima di arrivare a Grado. Una delle escursioni più belle parte da Aquileia, piazza del Municipio, dove si imbarca sul canale Natissa, lo stesso fiume che in epoca romana portava le navi mercantili nel porto imperiale. Paolo Diacono scrisse di una terribile alluvione nel VI secolo che deviò i letti dei fiumi e insabbiò il porto di Aquileia. Oggi quei resti archeologi dormono nell'acquitrino mentre tu passi sopra, lentamente, verso la laguna aperta.
La vita che emerge dall'acqua
Man mano che la barca avanza lungo la Natissa, la natura si svela per strati. Prima i salici piangenti sulle sponde, i pontili con i parabordi a penzoloni, i pescatori in piedi immobili con la canna in mano. Poi, all'improvviso, il paesaggio si apre: le piccole isole scure e piatte che emergono dall'acqua, i tapi, le barene coperte in estate da fiori violetti che scompaiono con la marea e riemergono quando l'acqua scende. Il poeta gradese Biagio Marin li chiamava i fiuri del perdono. In dialetto: fiuri de tapo.
La laguna è un ecosistema di confine, quella fascia magica dove l'acqua dolce dei fiumi incontra l'acqua salata del mare. Qui vivono branzini e anguille, granchi e vongole, germani reali e gallinelle d'acqua nere con il becco giallo. Gli aironi grigi restano immobili sulla riva per minuti interi. I cigni si alzano in volo e planano più avanti come se volessero accompagnarti. E poi, nelle stagioni giuste, appaiono loro: i fenicotteri rosa, stormi interi che trasformano le barene in qualcosa di quasi improbabile.
I casoni: case sull'acqua
Disseminati sugli isolotti più grandi della laguna, i casoni sono le capanne tradizionali dei pescatori friulani. Costruiti con canne di palude e legno, con il tetto a doppio spiovente impagliato, erano i rifugi dove i pescatori trascorrevano le settimane di lavoro lontani dalla terraferma.
Qualcuno è stato restaurato con cura, altri cedono lentamente all'abbraccio della vegetazione. Tamerici, olmi, pini marittimi, pioppi, salici piangenti circondano questi isolotti che sembrano usciti da un racconto. Su alcuni affiorano fontane di acqua dolce perennemente zampillante, alimentate da falde acquifere sotterranee: un paradosso bellissimo, acqua dolce in mezzo al sale.
Alta e bassa marea: il respiro della laguna
Il nocchiere te lo spiega subito: tutto in laguna dipende dalla marea. L'alta marea gonfia i canali e mette sott'acqua le barene. La bassa le scopre, cambia i percorsi, rivela fondali che un'ora prima erano invisibili. Le valli da pesca si aprono e si chiudono secondo questo ritmo antico, immutabile.
È una lezione di umiltà che la laguna offre a chiunque ci entri: qui non sei tu a decidere i tempi.
Come organizzare l'escursione
I motoscafisti gradesi organizzano escursioni di diversa durata dal porto di Grado, da un'ora a mezze giornate intere. Alcuni propongono partenze all'alba, altri combinano la navigazione con una sosta su un isolotto per fare il bagno nelle acque trasparenti delle valli da pesca.
Chi vuole il percorso più lungo e suggestivo può optare per l'escursione con partenza da Aquileia lungo la Natissa: si naviga risalendo la storia romana prima ancora di entrare in laguna.
Per chi arriva da Trieste, la linea marittima stagionale permette di raggiungere Grado via mare, con orari aggiornati su aptgorizia.it. Un modo di arrivare sull'isola che è già, di per sé, parte dell'esperienza.
Informazioni pratiche
Dove partire: Porto di Grado per le escursioni standard. Aquileia, piazza del Municipio, per le escursioni con partenza sul canale Natissa.
Quanto dura: Da 1 ora per un giro breve a 4 ore per un'escursione completa con sosta in laguna.
Prenotazione: Consigliata in alta stagione, spesso indispensabile per le partenze all'alba. Rivolgersi direttamente ai motoscafisti al porto di Grado o alla Pro Loco dell'isola.
Cosa portare: Protezione solare, cappello, binocolo per gli uccelli. In laguna non c'è ombra e il riflesso dell'acqua amplifica il sole. Una felpa leggera per la mattina presto: sull'acqua la temperatura percepita è sempre più bassa di quanto si aspetti.
Per chi è adatto: Per tutti, dai bambini agli anziani. Le barche sono stabili e sicure, non richiede preparazione fisica. I bambini tra i 5 e i 12 anni sono spesso quelli che si emozionano di più: i fenicotteri e i cigni fanno il loro lavoro meglio di qualsiasi parco naturalistico attrezzato.
Vuoi sapere di più sulla laguna? Leggi la nostra guida completa alla Laguna di Grado e Marano.
I commenti tornano presto
Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.