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Dalla Banca di Merso a Cisgne: itinerario a San Leonardo

Itinerario escursionistico nel comune di San Leonardo, Valli del Natisone. Un'analisi topografica dalla Banca di Merso fino ai ruderi sismici di Cisgne.

Dalla Banca di Merso a Cisgne: itinerario a San Leonardo - Itinerari in Friuli Venezia Giulia

Nel 1441, l'edificazione della chiesa di Sant'Antonio Abate a Merso di Sopra consolidò il baricentro politico dell'alta valle del torrente Cosizza. San Leonardo, situato a 168 metri di altitudine nelle Valli del Natisone, non costituisce solo uno snodo viario di fondovalle, ma rappresenta la quota di partenza per l'analisi storiografica dell'insediamento rurale montano di matrice slava. L'itinerario circolare che risale la dorsale tra i bacini idrografici del Cosizza e dell'Erbezzo richiede una progressione a piedi con un dislivello di circa 300 metri.

L'autonomia politica della Banca di Merso

L'ispezione del tracciato ha inizio dalla località Osgnetto. Attraversando il fiume Cosizza tramite un'infrastruttura pedonale, si raggiunge il primo rilievo collinare che ospita la chiesa di Sant'Antonio Abate. Questo sito rivestiva una funzione giurisdizionale specifica durante l'amministrazione della Repubblica di Venezia: all'esterno dell'edificio religioso, al riparo di una copertura arborea composta da tigli, si tenevano le sedute della Banca di Merso. Questa assemblea, operante in sinergia con la Banca di Antro, formava l'Arengo Grande, un organo di autogoverno territoriale a cui il Senato veneziano riconosceva facoltà di deliberazione in materia civile e penale.

Il collasso demografico e i ruderi di Cisgne

Superato l'edificio chiesastico, il tracciato si innesta su una pista forestale che guadagna quota tagliando un bosco misto di latifoglie. La prima stazione di rilievo è l'insediamento di Cisgne. Il nucleo abitativo, caratterizzato dalle volumetrie in pietra calcarea tipiche dell'architettura spontanea locale, registrò una drastica contrazione demografica negli anni Cinquanta del Novecento a causa dell'assenza di viabilità carrabile di raccordo. Il definitivo collasso strutturale fu sanzionato dalle onde sismiche del 1976. Oggi, le rovine assorbite dall'avanzamento della vegetazione documentano sul campo il fenomeno dello spopolamento dell'arco alpino orientale.

Le volte costolonate di Cravero e gli zlati oltar

Continuando l'ascesa fino alla quota di 450 metri, l'itinerario raggiunge il borgo di Cravero. L'insediamento documenta precise peculiarità architettoniche e iconografiche attraverso due poli religiosi. La chiesa di Santa Lucia, menzionata dai registri a partire dal 1454 e pesantemente lesionata dai cicli sismici cinquecenteschi, espone un soffitto con rete di costoloni decorata ad affresco, dove si individua l'inusuale raffigurazione di un Cristo Pantocratore di derivazione bizantina, ritratto nell'atto della benedizione ortodossa.

Imboccando una mulattiera che ricalca la linea di cresta, si giunge alla chiesa di Sant'Andrea, posizionata in modo da garantire il controllo visivo su entrambe le vallate. L'edificio, rimaneggiato più volte a causa dei cedimenti del campanile, custodisce all'interno uno zlati oltar (altare ligneo dorato) tipico dell'artigianato sacro sloveno, scolpito nel 1695 dall'intagliatore Lukas Scharf. Dal crinale, un sentiero in discesa intercetta i pascoli fino a chiudere l'anello nell'abitato di Merso di Sopra.

Come arrivare e dintorni

San Leonardo è raggiungibile in automobile risalendo la viabilità provinciale da Cividale del Friuli. Lasciata la città ducale, occorre percorrere la Strada Statale 54 (SS54) in direzione del confine di Stato e, all'altezza della frazione di Ponte San Quirino, deviare lungo la Strada Provinciale 45 (SP45) che risale l'alveo della Val Cosizza.

Il contesto orografico limitrofo offre chiavi di lettura speculari. A nord, mantenendo la direttrice del fiume Natisone, si entra nel territorio di Pulfero, rilevante per il sistema speleologico della Grotta d'Antro, storica sede fortificata della speculare Banca di Antro. Spostandosi a est verso i crinali superiori, si intercetta invece il comune di Stregna, fondamentale per lo studio dei terrazzamenti agricoli storici e per l'analisi della toponomastica dialettale di matrice slovena (Nadiško).

Coordinate: 46.1202, 13.5309

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