Su uno sperone roccioso affacciato sul torrente Slizza, in località Boscoverde appena fuori Tarvisio, c'è una figura che nessuno che percorra la Val Canale dimentica facilmente. Un granatiere in bronzo, a grandezza naturale, che indossa il cappotto lungo e l'elmo con la criniera settecentesca. Regge una baionetta nella mano destra. Guarda verso ovest — verso la direzione da cui, poco più di duecento anni fa, arrivarono le truppe di Napoleone.
Il Monumento al granatiere asburgico di Tarvisio è una delle sculture monumentali più curiose del Friuli Venezia Giulia: un'opera del 1909, dedicata a guerre di un secolo prima, eretta in un luogo che di lì a qualche anno sarebbe diventato un altro teatro bellico. Passato e memoria si sovrappongono su questa roccia sopra lo Slizza in modi che il visitatore attento non smette di trovare interessanti.
La Val Canale e le guerre napoleoniche
Per capire perché questo monumento esiste e cosa commemora, bisogna tornare agli ultimi anni del Settecento. La Val Canale — la vallata che collega Tarvisio all'Austria attraverso il passo di Pontebba — faceva parte del Ducato di Carinzia e dell'Impero asburgico. Era un corridoio strategico fondamentale: chi controllava la Val Canale controllava l'accesso all'Austria interna da ovest.
Quando Napoleone travolse gli eserciti della coalizione nel nord Italia nel 1796-1797, le truppe francesi avanzarono verso est inseguendo gli austriaci in ritirata. I primi scontri tra l'Armée révolutionnaire française e l'esercito del Sacro Romano Impero avvennero nel 1797. Gli austriaci posero una linea difensiva tra Malborghetto, Ugovizza, Camporosso e Tarvisio a protezione di Lubiana e dell'Austria interna. Gli scontri si risolsero a favore dei francesi.
Con il Trattato di Presburgo del 1805, che chiuse la guerra della Terza coalizione, l'intera zona del Friuli — compresa la Val Canale — entrò formalmente a far parte del Regno d'Italia napoleonico.
Ma la storia non si era ancora conclusa. Nei primi mesi del 1809 le truppe austriache contrattaccarono, invadendo nuovamente il Friuli. La Val Canale era di nuovo teatro di guerra. Nel tentativo di difendere Villach, Lubiana e l'Austria interna, gli asburgici disposero le proprie difese presso Malborghetto e il Passo del Predil, zone strategiche. All'epoca dell'attacco francese — nel maggio del 1809 — entrambi i sistemi difensivi risultavano incompleti e poco presidiati. Furono necessari tre giorni di combattimenti perché le fanterie e le artiglierie francesi avessero ragione della resistenza opposta dal Forte di Malborghetto. Con la pace di Schönbrunn del 14 ottobre 1809, il cantone di Tarvisio tornò al Regno d'Italia. Fu soprattutto in ricordo di questa battaglia che il monumento sarebbe poi stato eretto.
La guerra riprese per l'ultima volta nel 1813, stavolta con un'inversione dei ruoli: l'avanzata austriaca incalzò i francesi e l'esercito del Regno d'Italia in ritirata. L'avanzata degli Asburgo in Val Canale si concluse nell'ottobre del 1813, e Tarvisio tornò definitivamente a far parte dell'Impero asburgico — dove sarebbe rimasta fino al 1918.
Il monumento: Josef Kassin e il centenario del 1909
Il monumento fu eretto in occasione del centenario della campagna militare condotta contro le truppe di Napoleone. Nel gennaio del 1909 Josef Kassin vinse quello che oggi definiremmo un "concorso di idee" per la realizzazione dell'opera.
Il monumento venne costruito nel 1909, nel centenario della battaglia di Tarvisio, dallo scultore carinziano Josef Valentin Kassin (Klagenfurt 1856 - Vienna 1931), su uno sperone roccioso in località Boscoverde, a poca distanza dal torrente Slizza. L'intero complesso è rivolto verso ovest, in modo che la statua possa guardare la valle verso la direzione dalla quale giunse l'esercito francese.
Kassin era uno scultore di formazione accademica, attivo tra la Carinzia e Vienna negli anni a cavallo tra Otto e Novecento — esattamente il periodo in cui l'Impero austro-ungarico investiva sistematicamente nella memorialistica militare come strumento di coesione nazionale. Il commissioning di un monumento dedicato alle battaglie napoleoniche, proprio nel centenario del 1809, si inserisce in questa logica: ricordare le glorie dell'esercito imperiale in un momento in cui l'Impero stesso stava attraversando una fase di crescente tensione politica interna.
La struttura: tre sezioni di pietra e bronzo
Il monumento si compone di tre sezioni, due in gradoni lapidei che compongono il basamento più la statua vera e propria, in bronzo. La sezione centrale in pietra presenta, nelle facciate rivolte a est, nord e sud, delle placche in bronzo con indicati i reparti asburgici partecipanti agli scontri. La facciata ad ovest, invece, riporta dei rilievi in pietra che indicano le date delle principali battaglie tra austriaci e francesi nel territorio della Val Canale: 1797, 1809 e 1813.
La scultura bronzea che corona il basamento rappresenta un granatiere a figura intera in divisa d'ordinanza settecentesca — cappotto lungo, elmo con criniera — con la baionetta nella mano destra. Il soldato guarda verso occidente, verso la direzione da cui arrivarono i francesi. È una posa statica, vigile, senza l'enfasi retorica di molti monumenti militari coevi: più sentinella che eroe.
Tutto il complesso è posizionato sullo sperone roccioso soprastante il torrente Slizza, nel punto in cui gli austriaci avevano posto uno dei quattro trinceramenti campali di difesa durante le campagne napoleoniche — una scelta di localizzazione che unisce il valore simbolico a quello topografico-storico.
Boscoverde, l'Orrido dello Slizza e la Ciclovia Alpe-Adria
Il monumento non è il solo motivo per venire a Boscoverde. La posizione è notevole anche per il paesaggio: sulla cima di un piccolo promontorio al margine delle strapiombanti pareti rocciose che delimitano il torrente Slizza, il monumento domina un panorama sul torrente e sulla valle.
A poca distanza si trova l'Orrido dello Slizza — una gola rocciosa percorribile a piedi, uno degli angoli naturali più spettacolari dell'area tarvisiana. Il ponte sull'Orrido, alto 63 metri fino al pelo dell'acqua e lungo altrettanti, è percorribile grazie a una passerella pedonale accanto alla Ciclovia Alpe-Adria: un capolavoro di ingegneria degli anni intorno al 1870.
Il monumento si trova proprio lungo la Ciclovia Alpe-Adria, l'itinerario ciclistico che percorre l'ex tracciato ferroviario da Tarvisio verso Carnia e Venezia. Chi pedala questa ciclovia incontra il monumento come una delle tappe naturali della prima parte del percorso: un cartello segnala la deviazione, breve e facile, che porta allo sperone roccioso.
Come arrivare
Da Tarvisio Basso: percorrere la Ciclovia Alpe-Adria in direzione Austria fino al bivio dell'ex stazione ferroviaria di Tarvisio Centrale. Girare a destra in direzione Slovenia/Fusine, superare il vecchio ponte della ferrovia e prendere il sentiero che porta al monumento. In alternativa, da via Bamberga, nei pressi della stazione ferroviaria di Tarvisio Boscoverde, inizia il sentiero diretto.
Il monumento è a pochi minuti a piedi dal centro di Tarvisio — meno di mezz'ora per chi cammina tranquillamente. L'accesso è libero e gratuito. Un pannello illustrativo sul posto fornisce le informazioni storiche principali.
Una nota sulla categoria storica
Chi conosce la storia militare del Friuli potrebbe chiedersi perché un monumento napoleonico compaia in un itinerario sulla Grande Guerra. La risposta è nella geopolitica della Val Canale: la stessa valle che nel 1797, 1809 e 1813 fu teatro di scontri tra francesi e austriaci, nel 1915-1918 diventò parte del fronte italiano durante la Prima guerra mondiale — e il monumento asburgico, inaugurato nel 1909, attraversò quegli anni come testimonianza silenziosa di un passato imperiale già al tramonto. Quando nel novembre 1918 la Val Canale passò al Regno d'Italia dopo la sconfitta austro-ungarica, il granatiere di bronzo di Kassin rimase al suo posto sullo sperone di Boscoverde, a guardare verso ovest. Lo stesso ovest da cui, cento anni prima, erano arrivati i francesi di Napoleone.
Per chi visita Tarvisio con interesse per la storia militare del territorio, il monumento si abbina naturalmente a una visita al Forte di Malborghetto — dove si svolse la battaglia più significativa del 1809 — e ai siti della Prima guerra mondiale disseminati nella Val Canale, tra cui le trincee e i cimiteri militari dell'area di Raibl/Cave del Predil. La storia di questa valle di confine, percorsa nei secoli da eserciti e migrazioni, si legge meglio spostandosi tra i suoi monumenti che da qualsiasi manuale.
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