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Doppia Visione

1 Dicembre 2018 dalle 20:30 alle 22:00

DOPPIA VISIONE teatro e musica
Di Federica Sansevero
Con Agata Garbuio, Elias Faccio, AnnaMaria Viciguerra
e con Mario Bodini, Monica Degano, Lorena Bassi

Primo evento del progetto regionale di cittadinanza attiva “Cura,ae. Destinazioni di cura” promosso dal Teatro del Silenzio, con Aspicoop, Accademia Musicale Città di Palmanova, BRAT,Comuni di Udine, Cividale e Santa Maria la Longa, Centro Studium, Eduché, Circo all’incirca, Azienda Sanitaria Di Udine.

Lo spettacolo prende il titolo da un romanzo incompiuto di Sylvia Plath e andato perduto dopo la morte: un vero e proprio giallo editoriale.
Chi vede doppio? Soprattutto i poeti, la cui visione deformata spesso dice la verità e catalizza la violenza e la stupidità intrinseche alle società di tutti i tempi.

C’è chi dice che si possa conoscere lo svolgimento di una vita solo individuandone il mito di riferimento.
Ted Hughes, Sylvia Plath e Assia Wevill: la storia pop di un triangolo, ma anche il destino di chi segue il Mito della Grande Dea, i cui cultori sono amanti della completezza, della pluridimensionalità, della verità e animati da un’incessante sete di giustizia e crescita.

Ma racconteremo soprattutto la storia di due donne che hanno cercato di definire la propria identità con la maggior precisione possibile, apparentemente prive di buon senso in una società come la nostra che ha sostituito la cultura del Viaggio tipica degli anni Sessanta con quella della Sicurezza.

Vedremo inoltre come le milioni di morti anonime, frutto dell’irrazionalità delle guerre, dei genocidi, delle armi chimiche e atomiche… abbia scatenato negli animi più sensibili un forte desiderio di distinzione e di autodeterminazione.

Si cercherà poi di ricordare che la cura dei figli, l’educazione dei giovani, l’arte e le attività culturali, le relazioni interpersonali positive, l’associazionismo, l’alimentazione, e tutti gli spazi che l’essere umano si prende per migliorarsi e star bene devono entrare a far parte a pieno titolo dell’economia.

Sono temi molto seri che noi affronteremo in modo giocoso come sarebbe tanto piaciuto a Sylvia!

Ted Hughes e Sylvia Plath, la coppia di poeti più famosa degli anni Sessanta, è tristemente nota per la catena di suicidi che la relazione illecita di Ted con la copy writer Assia Wevill ha scatenato. Invece di fare del gossip, parleremo della natura profonda dell’essere umano.

BIBLIOGRAFIA
Poesie di Sylvia Plath estrapolate da varie raccolte
Sylvia Plath, La campana di vetro.
Sylvia Plath, Diari.
Sylvia Plath, Lettere alla madre.
Sylvia Plath, Fiabe.
Ted Hughes ,Lettere di compleanno e altre poesie
Ted Hughes, Shakespeare and the Goddess of complete being.
Otto Rank, Il doppio.
Giorgio Van Straten, Storie di libri perduti.
Robert Graves, La Dea bianca.
A. Alvarez, Il Dio selvaggio. Saggio sul suicidio.
Y. Koren and Eilat Negev Lover of unreason, una biografia di Assia Wevill.
Riane Eisler, Il calice e la spada. La civiltà della Grande Dea dal Neolitico ad Oggi, Udine, Forum, 2012.
Riane Eisler, La vera ricchezza delle nazioni. Creare un’economia di cura, Udine, Forum, 2015.

IL PROGETTO
CURA, CURAE. DESTINAZIONI DI CURA.
Si vuole sviluppare un concetto, quello della CURA, attraverso buone pratiche come laboratori teatrali e musicali e di fotografia, la realizzazione di spettacoli legati a momenti di riflessione, coinvolgendo scuole, centri di aggregazione giovanile, l’università di Udine, rivolti prevalentemente a giovani udinesi, cividalesi e della bassa friulana.
Che cos’è la cura? Qualcuno associa la parola alla malattia, qualcun altro può pensare all’abbigliamento, al modo in cui ci presenta ,per altri la cura è un concetto foucaultiano ed è quindi il lavoro sul corpo, l’immaginario, il respiro, le idee che l’essere umano fa per dire la verità e individuare sé stesso, per molti la cura è la dedizione alla famiglia o cura del pianeta, ecologia …
Noi faremo riferimento soprattutto ai testi di Riane Esisler, veri bestsellers internazionali, in Italia tradotti e distribuiti dall’Università di Udine. In “La vera ricchezza della nazioni” l’autrice afferma che tutte le azioni di cura (crescita dei giovani, accudimento degli ammalati, costruzione di sé, cultura, ecologia, alimentazione …) e tutto ciò che promuove salute pubblica viene identificato con il femminile stereotipato e la debolezza e che per questo problema culturale sono escluse dai giochi dell’economia. Risalendo all’etimo, economia significa “gestione della casa”, anche se paradossalmente la casa (noi stessi e il pianeta) sembrano non farvi parte. Ecco perché si spendono più soldi in armamenti che per i bambini poveri.
Tutto questo permetterà di affrontare anche problematiche di genere e mostrare come il femminile fin dalla preistoria venga rappresentato come compresenza di opposti, di aspetti volitivi e materni, senza che uno escluda l’altro. Si tratta proprio di un modo di pensare basato sull’includere e non sul dividere. Ci sono molte donne incapaci di portare “il femminile” nel sociale anche perché la trasmissione di cosa possa essere “Il femminile” da madre a figlia non è una faccenda semplice (fino a poco tempo fa alle donne non era concesso sperimentare sé stesse).
Si tratta di imparare a non separare amore per la vita e lavoro. Un discorso affascinante che permetterà di collegare mitologia, identità di genere ed economia che verrà sviluppato attraverso conferenze, spettacoli, ma soprattutto attraverso attività pratiche rivolte ai giovani.

https://www.facebook.com/events/2194589250560099/

Dettagli

Data:
1 Dicembre 2018
Ora:
20:30 alle 22:00
Sito web:
https://www.facebook.com/events/2194589250560099/

Organizzatore

Federica Sansevero
Email:
federicasansevero@gmail.com