🏘 Borghi & Città · 5 min di lettura

Visitare Gemona del Friuli: Duomo, castello e la città ricostruita

Cosa vedere a Gemona del Friuli: il Duomo con il San Cristoforo di 7 metri, il primo Santuario di Sant'Antonio al mondo e il borgo ricostruito dopo il 1976.

Visitare Gemona del Friuli: Duomo, castello e la città ricostruita - Borghi & Città in Friuli Venezia Giulia

Il 6 maggio 1976 il terremoto distrusse Gemona in 60 secondi. Novecento persone morirono. Il centro storico medievale — il Duomo, i palazzi, le vie porticali, il castello — crollò o fu gravemente danneggiato. Quello che successe nei decenni successivi è uno dei capitoli più significativi della storia recente del Friuli: Gemona fu ricostruita. Non ricostruita nel senso di "rimessa in piedi alla meglio", ma ricostruita nel senso letterale del termine — i frammenti della facciata del Duomo furono numerati, catalogati e rimontati esattamente dove stavano. Ogni pietra al suo posto.

Oggi Gemona del Friuli è un centro storico medievale di grande integrità, a 272 m s.l.m. ai piedi delle Prealpi Giulie, 11 chilometri a nord di Venzone. Visitarla significa camminare in una città che ha scelto deliberatamente di essere se stessa invece di trasformarsi in qualcos'altro dopo la catastrofe. Quella scelta si sente ad ogni angolo.

Il Duomo di Santa Maria Assunta

Il Duomo è il punto di partenza obbligato e il monumento più importante della città. Costruito tra il 1290 e il 1337 sulle fondamenta di una chiesa precedente, è uno dei grandi esempi di architettura gotica del Friuli, con elementi scultorei che non hanno paragoni nella regione.

La facciata colpisce prima di entrare: tre rosoni sovrapposti e il portale rinascimentale opera di Bernardino da Bissone — lo stesso scultore che lavorò al Portale del Bissone di Tricesimo. La facciata che si vede oggi è quella originale del Trecento, rimontata frammento per frammento dopo il terremoto.

All'interno il pezzo più straordinario è la statua di San Cristoforo: alta 7 metri, intagliata in 6 blocchi di pietra, è la più grande statua gotica su pietra del Friuli. San Cristoforo è il patrono dei viandanti e dei pellegrini — e Gemona era città di passaggio per eccellenza, sul percorso che collegava l'Adriatico ai valichi alpini. La statua è lì dal Trecento e dice esattamente quello che Gemona era.

Nella Galleria dell'Epifania si trovano 9 statue che rappresentano il corteo dei Magi, l'adorazione e il sogno dei Magi. La pala d'altare lignea con 33 episodi dell'Antico e Nuovo Testamento è danneggiata da un incendio antico ma ancora leggibile. Il campanile con cuspide in cotto, visibile da ogni parte del centro, è stato ricostruito dopo il 1976 esattamente com'era.

La storia: da crocevia medievale alla conquista veneziana

Gemona non è sempre stata una città tranquilla. Nell'epoca del Patriarcato di Aquileia — XIII e XIV secolo — era uno dei centri commerciali più importanti del Friuli nordorientale. Qui fu istituito il Niederlech ("scarico"): i mercanti di passaggio che volevano fermarsi per la notte depositavano le merci previo pagamento di un dazio. Era di fatto un porto secco medievale, un punto di controllo e smistamento dei commerci tra il Mediterraneo e l'Europa centrale.

Nel 1420 la conquista della Repubblica di Venezia segnò l'inizio del declino: i traffici commerciali si spostarono, il peso strategico di Gemona diminuì. Il Leone Marciano sulla Porta Udine — lo stemma veneziano che si vede ancora sull'arco a tutto sesto — è il segno visibile di quella transizione.

Via Bini e il centro storico

Via Bini è la via più caratteristica del centro storico, insieme alle parallele vie Basilio Brollo, Altaneto e Portuzza. Gli edifici conservano le facciate medievali originali con gli elementi architettonici del Trecento e del Quattrocento. Attraverso un ampio portale si accede al Palazzo degli Elti, che ospita il Museo Civico e la Pinacoteca con una collezione di dipinti della scuola tedesca.

Porta Udine chiude il centro storico verso sud: sotto l'arco il Leone Marciano seicentesco sovrapposto allo stemma comunale medievale.

Il Castello e i giardini pubblici

Il colle del Castello domina il centro storico da nord. L'edificio ha perso gran parte della struttura medievale originale — demolita progressivamente per ragioni di sicurezza dopo i danni del terremoto — ma il colle conserva la sua funzione di belvedere: la vista spazia dalla Sella di Sant'Agnese fino oltre il Tagliamento, con le Prealpi Giulie sullo sfondo.

Gli scavi archeologici nel circondario del castello hanno rilevato strutture romane e longobarde sotto i livelli medievali: Gemona era insediata in questo punto già in epoche molto precedenti alla sua storia documentata.

I giardini pubblici intorno al castello ospitano in estate la rassegna Castel Animato, con eventi teatrali, culturali e musicali organizzati dalla Pro Loco.

Il primo Santuario di Sant'Antonio al mondo

È un primato che Gemona rivendica con discrezione ma con fermezza. Il Santuario di Sant'Antonio da Padova sarebbe stato fondato dallo stesso Antonio nel 1227, al ritorno dalla Francia, prima ancora che diventasse il grande taumaturgo venerato in tutto il mondo cattolico. Se è così — e la tradizione locale è solida — Gemona ha il primo santuario antoniano della storia.

Accanto al santuario si trova ancora il convento dei Frati Minori, attivo. La chiesa votiva di San Rocco in Piazza del Ponte, eretta tra il 1499 e il 1521, e la Chiesa di Sant'Agnese sulla sella omonima — ricostruita dopo il 1976 sui resti di un probabile tempio pagano — completano il catalogo delle chiese del centro.

Gemona e il terremoto: un modello di ricostruzione

La ricostruzione di Gemona dopo il 1976 è diventata un riferimento internazionale per il restauro post-sismico. Il principio applicato fu radicale: conservare tutto il conservabile, ricostruire l'identità invece di sostituirla con qualcosa di nuovo e più pratico. I frammenti della facciata del Duomo furono numerati sul campo, trasportati, catalogati e rimontati. Il risultato è una città medievale che è ancora medievale — non una città medievale che si ricorda di esserlo stata.

Questo approccio ha fatto scuola. Quando altri borghi friulani colpiti dallo stesso terremoto affrontarono le scelte di ricostruzione, il modello Gemona era già lì come punto di riferimento.

Come arrivare e cosa fare nei dintorni

Gemona del Friuli è sulla A23 Udine-Tarvisio, uscita Gemona, a circa 30 km da Udine. Ha una stazione ferroviaria sulla linea Udine-Tarvisio: da Udine circa 25 minuti di treno.

Nei dintorni: a 11 km a sud si trova Venzone, l'altro borgo friulano ricostruito dopo il 1976, con le sue mummie medievali. Insieme formano un itinerario sulla memoria della ricostruzione friulana che non ha equivalenti in Italia. A nord, 30 km, si apre la Carnia.

Periodo migliore: tutto l'anno. Agosto per il festival Tempus est Jocundum (rievocazione medievale) e novembre per la Festa del Formaggio. In inverno il centro storico è quasi privo di turisti e ha un'atmosfera raccolta che d'estate non c'è.

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.