Trieste è elegante ma non civettuola. Accogliente ma riservata. Ha la grandiosità di una capitale asburgica e la misura di una città di provincia. Umberto Saba la definì città dalla "scontrosa grazia" — due parole che dicono tutto e che i triestini hanno adottato come identità.
È una città di contrasti fisici: il mare davanti, il Carso dietro. La piazza più grande d'Europa affacciata sull'Adriatico e dietro, a pochi minuti a piedi, il colle di San Giusto con i resti romani e la cattedrale medievale. Caffè storici dove Joyce iniziò l'Ulisse e spiagge dove le donne si separano dagli uomini per tradizione secolare. Una città che non assomiglia a nessun'altra in Italia.
Piazza Unità d'Italia e il Molo Audace
Il punto di partenza obbligato è Piazza Unità d'Italia — considerata la più grande piazza sul mare in Europa. Tre lati sono chiusi da palazzi settecenteschi e ottocenteschi che furono sedi degli enti di governo territoriale: il Palazzo del Lloyd Triestino, il Palazzo del Municipio, il Palazzo del Governo. Il quarto lato è aperto sul Golfo di Trieste.
Dal bordo della piazza si scende sul Molo Audace — il lungo molo che si allunga sul mare dove i triestini passeggiano, si siedono a gambe penzoloni sull'acqua, guardano il tramonto. È una delle passeggiate più semplici e più belle della città.
I caffè storici: dove Joyce scrisse l'Ulisse
Fin dall'Ottocento i caffè di Trieste hanno ospitato artisti e poeti da tutta Europa. James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba sono i nomi più citati — i primi due frequentatori assidui, il terzo nato qui. Si racconta che Joyce abbia iniziato l'Ulisse ai tavolini della Pasticceria Pirona in Via Cassa di Risparmio, aperta nel 1900 e ancora in attività.
Il Caffè Tommaseo — il più antico della città, fondato nel 1830 — è il riferimento storico per eccellenza. Il Caffè degli Specchi in Piazza Unità d'Italia è il più scenografico. Entrambi meritano una sosta anche solo per un caffè — ma attenzione al codice linguistico triestino. Per ordinare un espresso si dice "nero". Un cappuccino si chiama "caffelatte". Un latte macchiato è un "capo" (in bicchiere diventa "capo in bi"). Un caffè macchiato con pochissimo latte è una "goccia". Chi ordina semplicemente "un caffè" rischia di ricevere qualcosa di inaspettato.
Il colle di San Giusto: il cuore storico
Sopra la città il colle di San Giusto ospita il centro storico più antico. La Basilica di San Giusto — cattedrale della città, di origine trecentesca in stile romanico-gotico — conserva mosaici bizantini antichi e l'alabarda di San Sergio, simbolo della città. Il rosone centrale e le absidi mosaicate valgono la salita.
Il Castello di San Giusto domina il colle con le sue mura veneziane. Nel cortile si trovano le statue del Micheze e del Jacheze — gli automi originali della torre campanaria del Comune. Il Parco della Rimembranza e il Monumento ai Caduti lungo Via Capitolina completano il percorso sul colle.
Il Pedocìn: l'ultima spiaggia divisa in Europa
Il Pedocìn — o Lanterna — è la spiaggia più triestina che esista. Costruita nel 1903 durante l'Impero austro-ungarico, è l'unica spiaggia rimasta in Europa con la divisione fisica tra uomini e donne: un muro separa i due settori. I triestini la considerano orgoglio e tradizione, non anacronismo. Le babe — le signore di Trieste — ci tengono: qui si sono sempre sentite libere di stare tra loro, di mostrarsi come sono, senza sguardi maschili. È una delle curiosità più fotografate della città, ma prima di fotografare conviene capire.
Barcola e i Topolini
Barcola è il lungomare dove i triestini vanno al mare d'estate. Una pineta sul mare con chioschi, panchine, una pista ciclabile e l'accesso diretto all'acqua tramite scalette. Parcheggio gratuito a lato della strada. Il tramonto dal lungomare di Barcola sul Golfo di Trieste è uno degli spettacoli serali più belli della costiera adriatica.
I Topolini sono dieci terrazze semicircolari sul mare costruite negli anni '30, una di seguito all'altra, con docce, spogliatoi e servizi. Le prime, verso Trieste, si affacciano su spiagge di ciottoli — preferite da famiglie con bambini. Le successive danno direttamente sul mare aperto con scalette per l'accesso e tuffi per i più coraggiosi. Ingresso libero e gratuito, rampe per disabili.
La costiera: da Miramare a Duino
A nord del centro la costiera triestina è una sequenza di paesaggi che cambia ogni pochi chilometri. Il Castello di Miramare — la residenza di Massimiliano d'Asburgo con il parco botanico e la riserva marina — è la prima tappa. Poi Grignano con le sue pinete, Sistiana con la baia e le spiagge, il Sentiero Rilke che percorre le falesie calcaree sopra il mare fino al Castello di Duino, e le risorgive del fiume Timavo che emergono dal Carso pochi metri prima di sfociare in mare.
La costiera si percorre in bici sulla ciclabile, a piedi sul Sentiero Rilke, in auto fermandosi ai piccoli sentieri che scendono verso calette nascoste.
Il Carso: osmize, grotte e vino Terrano
A dieci minuti dal centro, il Carso è un altro mondo. Rocce calcaree, dolce con le sue edicole votive, sentieri rupestri, villaggi dove il tempo scorre lento. La cucina è quella delle osmize — le aziende agricole familiari che per legge possono vendere i propri prodotti direttamente al pubblico per un massimo di sessanta giorni l'anno, segnalate dalla frascheta di rami all'ingresso. Formaggio, salumi, prsut (il prosciutto carsico), pane casereccio e il vino Terrano — rosso aspro e tannico, il vino del Carso per eccellenza.
Le grotte calcaree sono un'altra attrazione: la Grotta Gigante presso Borgo Grotta Gigante è una delle grotte turistiche più grandi del mondo, visitabile tutto l'anno. La Val Rosandra è la riserva naturale più vicina alla città, con pareti di arrampicata, il torrente e una chiesa medievale su sperone di roccia.
I tramonti sul Golfo
Una cosa che i triestini fanno ogni sera e che nessun turista dovrebbe perdere: sedersi sul lungomare al tramonto con un aperitivo e guardare il sole che scende sul Golfo di Trieste. I colori cambiano rapidamente — rosso, arancio, rosa — e la luce sull'acqua è quella che ha ispirato Svevo, Joyce, Saba, Rilke e decine di altri scrittori e pittori che hanno scelto Trieste come casa temporanea o permanente. Non è retorica: è semplicemente molto bello.
Verso la Slovenia: quando il caldo estivo diventa insopportabile, i triestini prendono verso Basovizza e salgono sulle colline slovene — quattro o cinque gradi in meno, trattorie con il maialino allo spiedo, un'altra dimensione a venti minuti dal mare.
Come arrivare a Trieste
Trieste è raggiungibile in auto dall'A4 Venezia-Trieste (due ore e mezza da Venezia). Ha un aeroporto internazionale a Ronchi dei Legionari (40 km). In treno da Venezia circa due ore, da Milano circa quattro. Il centro si gira a piedi; per la costiera si usa l'auto o la bicicletta.
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