Trieste ha un tram che sale sul Carso. Non in metafora — sale davvero, con una pendenza massima del 26%, spinto da un sistema funicolare che aggancia le carrozze sui 800 metri più ripidi del percorso e le trascina su fino all'altopiano. Da Piazza Dalmazia, a 3 metri sul livello del mare, fino a Villa Opicina a 329 metri, in poco più di 5 km di binari che attraversano il bosco carsico con vedute sul Golfo di Trieste che si aprono e si chiudono tra gli alberi.
Il Tram di Opicina — la Tranvia di Opicina, il Tran de Opcina in dialetto triestino — è in funzione dal 9 settembre 1902. È uno dei mezzi di trasporto pubblico più antichi d'Italia ancora in servizio, e uno dei più particolari d'Europa: l'unica tranvia urbana del continente con un tratto funicolare integrato nel percorso ordinario.
Non è solo un'attrazione turistica. È la linea 2 di Trieste Trasporti, usata ogni giorno dagli abitanti di Opicina per scendere in città e risalire a casa. Questo doppio carattere — mezzo di trasporto reale e esperienza storica irripetibile — è parte di quello che lo rende speciale.
La storia: da gioiello della tecnica ad icona della città
All'inizio del Novecento il collegamento tra Trieste e Opicina era un problema. Il forte dislivello costringeva il servizio esistente a percorsi alternativi che dilatavano i tempi in modo eccessivo. Il Comune di Trieste commissionò all'ingegnere Geirlinger un progetto per una linea diretta. Il via libera arrivò il 28 ottobre 1901, i lavori finirono in meno di un anno e la linea fu inaugurata il 9 settembre 1902.
Fu subito considerata un gioiello della tecnica: il sistema che spingeva le carrozze sul tratto in forte pendenza non aveva equivalenti facilmente replicabili. Sette anni dopo, nel 1907, uno dei locomotori costruiti per Opicina fu impiegato nella linea gemella di Bolzano — segno del livello di innovazione raggiunto.
Nel 1906 la linea fu prolungata fino alla stazione di Opicina. Nel 1928 la cremagliera originale fu sostituita da un impianto funicolare più efficiente. Nel 1935 arrivarono carrozze più capienti, ancora oggi in servizio nelle versioni aggiornate.
Il tram sopravvisse alle guerre, ai cambi di gestione, al declino degli anni Cinquanta causato dall'auto privata. Sopravvisse anche all'incidente del 16 agosto 2016, che causò uno stop di oltre otto anni — il più lungo della sua storia. Il 1° febbraio 2025 è tornato in servizio, accolto dai triestini come un pezzo di città che tornava al suo posto.
Il percorso: come funziona il tratto funicolare
Il tram parte da Piazza Dalmazia e percorre i primi chilometri in piano attraverso il quartiere di Roiano, con le normali fermate tranviarie. Quando arriva in prossimità di Piazza Casali inizia il tratto più spettacolare: gli 800 metri della salita funicolare con pendenza fino al 26%.
Qui il funzionamento cambia completamente. I carri-scudo — elementi meccanici separati dalle carrozze — si agganciano al tram e lo spingono in salita o lo trattengono in discesa, vincolati ai cavi dell'impianto funicolare. La velocità massima su questo tratto è di circa 11 km/h per ragioni di sicurezza. L'argano che muove il sistema è situato in località Vetta Scorcola.
Per i passeggeri è il momento più cinematografico del viaggio: la carrozza sale quasi verticalmente rispetto alla città, il Golfo di Trieste si allarga sullo sfondo, e il meccanismo che lavora sotto i piedi si sente chiaramente.
Superata la salita funicolare il tram rientra nel regime tranviario normale e prosegue fino al capolinea di Villa Opicina a 329 metri di quota.
Cosa fare ad Opicina: la Strada Napoleonica
Opicina in sé è una piccola frazione, ma è il punto di partenza per una delle passeggiate più belle della zona. Dalla fermata dell'Obelisco inizia la Strada Napoleonica: un percorso pedonale panoramico di circa 5 km costruito durante l'occupazione francese di Trieste (1809-1813) che costeggia il bordo del Carso con vedute a 180 gradi sul Golfo di Trieste, Miramare e, nelle giornate limpide, fino all'Istria.
I primi 2 km sono nel bosco senza vista aperta — poi il panorama si apre e non si chiude più fino alla fine. Il percorso è in leggera discesa verso Prosecco, dove si prende l'autobus per tornare a Trieste. Le pareti carsiche nella parte finale sono usate come palestra di arrampicata dai locali.
Informazioni pratiche per chi vuole salire
Biglietto: il tram di Opicina è un mezzo di trasporto pubblico ordinario. Il biglietto è lo stesso degli autobus urbani di Trieste, acquistabile in tabaccheria o alle edicole vicino alla fermata. Esiste anche un tour speciale con guida e gadget gastronomici, a prezzo superiore.
Partenza: Piazza Dalmazia, con lo stand visibile che pubblicizza la linea. Seguire i binari.
Frequenza: con il servizio a pieno regime circa una corsa ogni 28 minuti. Nei weekend in alta stagione le carrozze si riempiono rapidamente: consigliato salire in settimana o nelle prime corse del mattino.
Durata: circa 20-25 minuti da Piazza Dalmazia a Opicina.
Nota importante: il tram ha una storia di interruzioni per lavori e guasti. Prima di pianificare la visita verificare lo stato del servizio sul sito di Trieste Trasporti (triestetrasporti.it) o chiamando direttamente. Al momento della scrittura di questo articolo la linea è in stop per revisione tecnica con riapertura prevista nella primavera 2026.
Il tram come esperienza: perché vale il viaggio
Il New York Times ha inserito il Tram di Opicina tra i migliori itinerari tramviari del mondo. Non è una valutazione arbitraria: il percorso combina storia industriale, ingegneria unica, paesaggio naturale e quel carattere autentico che i mezzi di trasporto storici hanno solo quando sono ancora davvero in uso.
Salire sul tram di Opicina non è visitare un museo. È prendere lo stesso mezzo che i triestini usano da 120 anni, con le stesse carrozze azzurre, lo stesso rumore del funicolare che si aggancia in salita, lo stesso panorama sul Golfo che compare oltre il bosco.
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