Inaugurato il 19 giugno 1979 sull'ansa idrografica sinistra del fiume Tagliamento, il Parco Zoo Punta Verde occupa 10 ettari di superficie nella propaggine occidentale della penisola di Lignano Sabbiadoro. L'area, originariamente una distesa di sterpaglie e rovi estesa per 16 ettari a nord della zona costiera di Lignano Riviera, ha subito una radicale trasformazione botanica a partire dal 1972. In quell'anno, un progetto privato mirava al recupero del terreno in disuso per la costituzione di un vivaio dedicato alle essenze autoctone del litorale alto-adriatico.
Dal vivaio botanico allo sviluppo zoologico
L'impianto del vivaio previde lo scavo di un laghetto artificiale, dimensionato per far fronte alle necessità idriche della piantumazione intensiva. Questo bacino di raccolta divenne un polo di attrazione imprevisto per l'avifauna selvatica locale, favorendo lo stanziamento spontaneo di una numerosa colonia di anatre e altre specie di palude. Il mutamento della fauna spinse i fondatori a riconfigurare l'assetto del progetto agricolo originario: la densa alberatura del vivaio venne convertita nell'infrastruttura di base per un giardino zoologico, appositamente progettato per sfruttare l'isolamento acustico fornito dalle barriere vegetali e l'apporto idrico derivante dal bacino del fiume Tagliamento.
I protocolli EAZA e la conservazione genetica
L'area ospita oggi oltre 1.000 esemplari appartenenti a centinaia di specie classificate tra mammiferi, uccelli e rettili. L'evoluzione ingegneristica e veterinaria della struttura l'ha portata a distaccarsi dal concetto di serraglio espositivo per allinearsi ai rigidi protocolli scientifici internazionali. Il parco è membro permanente della EAZA (European Association of Zoos and Aquaria) e della WAZA (World Association of Zoos and Aquariums), partecipando attivamente agli EEP (European Endangered Species Programmes) per la conservazione genetica di taxa a rischio di estinzione. I fondi raccolti tramite le attività di osservazione mirata vengono dirottati al sostegno di programmi in situ. Tra le specie sottoposte a programmi di tutela internazionale spiccano il leopardo delle nevi, il puma, il caracal, il panda rosso, la giraffa e specifiche colonie di lemuri originarie del Madagascar.
Ricostruzione degli habitat e percorsi etologici
La logistica interna del sito è strutturata per abbattere lo stress animale attraverso la ricostruzione dei rispettivi biomi di provenienza, fondendo la flora ripariale autoctona friulana con specie tropicali resistenti al microclima della Bassa Friulana. L'illuminazione e i percorsi di visita sono calibrati per permettere l'osservazione etologica non invasiva delle specie: i percorsi crepuscolari guidati sfruttano le ore di abbassamento termico e luminoso per l'analisi comportamentale dei grandi felini asiatici e africani, il cui picco di attività e movimento coincide fisiologicamente con l'imbrunire. Le installazioni didattiche si appoggiano ai dipartimenti di biologia e scienze naturali delle università regionali per la mappatura genetica e lo studio ex situ.
Come arrivare e dintorni
L'accesso al Parco Zoo Punta Verde in automobile richiede l'utilizzo dell'Autostrada A4 (Torino-Trieste). L'uscita di riferimento è il casello di Latisana, dal quale è necessario immettersi sulla Strada Statale 354 (SS 354) percorrendola interamente in direzione sud verso la foce del Tagliamento per circa 18 chilometri. Raggiunto il tracciato della viabilità urbana di Lignano Sabbiadoro, si devia lungo le arterie locali di Lignano Riviera, procedendo in direzione ovest verso l'argine fluviale fino ai parcheggi della struttura.
Risalendo la statale verso l'entroterra friulano si intercetta il comune di Latisana, antico nodo commerciale di origine romana sul Tagliamento, mentre spostandosi verso est lungo la Strada Statale 14 (SS 14) si raggiunge l'abitato di Muzzana del Turgnano, nei cui dintorni si estendono i boschi planiziali di Baredi e Selva di Arvonchi, rari relitti forestali dell'antica Pianura Padana preistorica.
Coordinate: 45.6596, 13.0664
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