I Mosaici di Aquileia: uno spettacolo da non perdere all’interno della Basilica

mosaici di Aquileia
I mosaici di Aquileia

I mosaici di Aquileia sono uno dei motivi più importanti per visitare la città e la sua Basilica. Ogni anno, decine di migliaia di visitatori raggiungono lo splendido complesso architettonico di Piazza Capitolo, per scoprirne il fascino segreto e le suggestive opere d’arte custodite al suo interno. L’immenso pavimento musivo della Basilica e gli splendidi mosaici della Cripta degli Scavi compongono un itinerario storico-artistico tutto da scoprire.

Lo splendido mosaico della Basilica di Aquileia

Il mosaico a pavimento nella Basilica di Aquileia rappresenta, con i suoi oltre 700 mq, la più estesa opera musiva cristiana dell’intero Occidente. Caratterizzato da colori vividi e raffigurazioni in stile di influenza bizantina, il mosaico vanta un equilibrio compositivo che accompagna l’osservatore attraverso le storie che vi sono rappresentate.

L’opera fu realizzata in epoca paleocristiana, nel IV secolo d.C., quando l’evangelizzazione cristiana cominciò a fiorire anche in Italia, favorita dall’editto di Costantino, che sancì la libertà di culto nell’ambito dell’impero romano. E tra le raffigurazioni di maggiore interesse c’è proprio la Vittoria Alata, simbolo dell’ascesa del Cristianesimo nel nostro territorio. Nello stesso filone si inserisce il ritratto di Gesù, raffigurato come Buon Pastore tra le pecore.

Le figure rappresentate nel mosaico a pavimento

Il complesso di questa imponente opera d’arte comprende alcuni ritratti, tra cui quelli dei donatori e, con grande probabilità, quello dello stesso imperatore Costantino e dei suoi familiari. Molto ricorrenti anche le figure floro-faunistiche, simboli e metafore di messaggi religiosi.

Il più famoso è il riquadro raffigurante la lotta tra il gallo e la tartaruga, allegorie della luce e delle tenebre, del bene e del male. Questo ricorrente soggetto, peraltro, è presente anche nei mosaici della Cripta degli Scavi.

Il grande mosaico del corpo principale della Basilica si completa con la saga del profeta Giona, inghiottito da una creatura marina e poi restituito alla terra, come fosse simbolicamente risorto.

I mosaici paleocristiani della Cripta degli Scavi

L’altro capolavoro di arte musiva nel contesto basilicale è custodito nella Cripta degli Scavi. Si tratta del pavimento della prima chiesa costruita in questo sito, successivamente sovrastata e ricoperta dalle fondamenta dell’attuale Basilica e del campanile.

Qui sono rinvenibili soprattutto figure animalesche mentre mancano completamente figure umane. Oltre alla già citata contesa tra il gallo, annunciatore della luce, e la tartaruga che si rifugia nel buio del suo guscio, è presente un bestiario che rimanda alle figure demoniache (asino), alle costellazioni (capricorno, toro) e tutta una serie di figure che racchiudono significati mistici e in parte ancora non codificati. Molto particolare, ad esempio, l’astice poggiato su un albero; quest’ultimo, nella simbologia, rappresenta un periodo di mille anni.

Il contorno di alcune figure, inoltre, è in forma ottagonale, e per alcuni ciò rimanderebbe all’ottavo giorno dopo la creazione, e cioè alla vita eterna. Tutto il complesso mosaicale della Cripta degli Scavi, infatti, sarebbe la rappresentazione del percorso di purificazione dell’anima, dalla vita sulla terra all’ascensione verso il cielo e alla salvezza divina.

mosaici della Cripta
Uno dei mosaici della Cripta degli scavi

Mosaici di Aquileia: come visitarli

La Basilica di Aquileia riserva ai suoi visitatori uno spettacolo artistico di indiscutibile pregio. È possibile ammirare il mosaico presente tra le navate della chiesa da un’apposita passerella, che preserva il capolavoro dai danni dovuti al calpestio. La Cripta degli Scavi, invece, è raggiungibile appena entrati nella Basilica, accedendo alla porta posta sulla sinistra, in prossimità del tempietto del Santo Sepolcro.