L'abitato storico di Grado sorge su un sistema di isole lagunari soggette storicamente al fenomeno dell'acqua alta e all'erosione costiera del mare Adriatico. Per proteggere le pavimentazioni e le abitazioni del castrum romano, già rialzato artificialmente di circa un metro rispetto al piano di fondazione originario per sfuggire al progressivo sprofondamento del suolo, la Repubblica di Venezia dispose a metà del Settecento la costruzione di una barriera difensiva affacciata direttamente sul mare aperto.
Dalle palizzate lignee veneziane al basamento asburgico
Questa struttura primigenia, realizzata conficcando pali di legno e moduli in pietra d'Istria, segnò la nascita di quella che nel dialetto dei graisàni viene tuttora identificata in modo esclusivo come la diga. Con la caduta della Serenissima (1797) e la successiva amministrazione francese, la palizzata lignea originaria si dimostrò insufficiente per contenere la forza del moto ondoso. Le truppe napoleoniche avviarono pertanto la parziale sostituzione del legno con un argine continuo in blocchi di pietra.
Il completamento definitivo dell'opera ingegneristica avvenne tuttavia durante la lunga dominazione dell'Impero Austro-Ungarico nell'Ottocento. Gli ingegneri asburgici consolidarono l'infrastruttura conferendole il caratteristico profilo a "dorso d'asino", calcolato matematicamente per dissipare l'energia cinetica delle onde in frangenza e scaricare le acque di supero senza compromettere la statica del muro di contenimento.
Le bonifiche del 1934 e il collegamento alla Costa Azzurra
L'estensione e l'aspetto attuale del Lungomare Nazario Sauro sono il risultato degli imponenti interventi di riassetto urbanistico eseguiti nel 1934. Fino a quel decennio, il tracciato della diga si interrompeva bruscamente in corrispondenza del canale portuale che fungeva da sfogo diretto tra la laguna interna e il mare. I cantieri degli anni Trenta deviarono il corso delle acque navigabili, interrando il vecchio canale per saldare definitivamente il centro storico con la propaggine sabbiosa occidentale dell'isola, nota oggi come Costa Azzurra. Questa operazione di bonifica ha trasformato l'antica linea di difesa militare in una dorsale pedonale continua.
L'orografia del Golfo visibile dal parapetto
Il camminamento rialzato della diga funge oggi da piattaforma per mappare la conformazione del Golfo di Trieste e dell'Alto Adriatico. Procedendo verso est, la linea dell'orizzonte è tagliata dal promontorio carsico, culminante con il profilo del Castello di Miramare. Nelle giornate limpide in cui i venti di tramontana o bora abbattono l'umidità atmosferica, è possibile tracciare a occhio nudo il crinale della costa istriana croata a sud-est. Volgendo lo sguardo a ovest, si individua invece la striscia di terra della penisola di Lignano Sabbiadoro.
Come arrivare e dintorni
L'accesso a Grado in automobile avviene tramite l'Autostrada A4 (Torino-Trieste). Uscendo al casello di Palmanova, è necessario imboccare la Strada Regionale 352 (SR 352) in direzione sud. Il percorso in rettilineo, lungo circa 28 chilometri, attraversa la Bassa Friulana, supera il ponte translagunare e termina all'ingresso dell'abitato insulare.
Prima di affrontare l'attraversamento della laguna, la viabilità statale taglia in due il sito archeologico di Aquileia, porto fluviale di epoca romana noto a livello internazionale per i pavimenti musivi paleocristiani della sua Basilica Patriarcale. Più a nord, a ridosso dello svincolo autostradale, si staglia Palmanova, città-fortezza fondata dalla Repubblica di Venezia nel 1593 e racchiusa in una rigorosa geometria militare a stella ennagonale.
Coordinate: 45.6756, 13.3855
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