Ovaro è uno di quei paesi che i turisti in transito verso lo Zoncolan attraversano senza fermarsi. È un errore. Il borgo di 1.900 abitanti nella Val Degano è Borgo Autentico d'Italia, ha una stratificazione storica che comincia in epoca preistorica e non si ferma mai, e custodisce due dei monumenti meno conosciuti e più straordinari della Carnia: un'area paleocristiana del V secolo con un battistero ottagonale sotto il pavimento di una chiesa, e una pieve con affreschi del XIII secolo che rarissimamente compare nelle guide turistiche standard.
In una giornata si vede tutto — e si può salire sullo Zoncolan nel pomeriggio.
L'area archeollogica di San Martino: il paleocristiano sotto i piedi
La prima tappa è fuori dal centro, nei pressi della Chiesa di San Martino. Sotto il pavimento della chiesa gli archeologi hanno scoperto un complesso architettonico paleocristiano del V secolo d.C. di dimensioni notevoli: una vasca battesimale di stile aquileiese, un battistero ottagonale e un edificio a pianta basilicale. Il complesso si estendeva originariamente su 450 metri quadrati e serviva probabilmente come avamposto della Chiesa Aquileiese per la cristianizzazione delle popolazioni alpine della Carnia.
La forma ottagonale del battistero non è casuale: è la tipologia classica dei battisteri della tradizione aquileiese, la stessa che si trova nella basilica di Aquileia e nei grandi complessi episcopali del tardo impero. Trovarne uno in un borgo di montagna della Carnia dice molto su quanto profondamente la cultura cristiana adriatica si fosse spinta verso nord già nel V secolo.
Anche l'iscrizione in caratteri etruschi ritrovata nella zona è testimonianza di presenze ancora più antiche, risalenti all'epoca preistorica. Il paese fu poi teatro di una battaglia tra Romani e Galli Carni prima di entrare a far parte dei domini romani.
La Pieve di Gorto: affreschi del 1200 e l'organo del 1788
La Pieve di Santa Maria di Gorto sorge su un poggio tra Agrons e Cella, di fronte a Ovaro, visibile dalla strada già da lontano. È una delle chiese più antiche della Carnia: la prima menzione documentata risale al 1119 nell'atto di fondazione dell'abbazia di Moggio, ma le origini sono probabilmente del VIII secolo.
L'edificio attuale fu ricostruito dopo un incendio nel 1431 dall'architetto Stefano Simone di Mena, e rimaneggiato nei secoli successivi. Il terremoto del 1976 causò danni significativi, poi restaurati. Quello che i restauri hanno riportato alla luce è il vero tesoro della pieve: gli affreschi del XIII secolo nell'abside, raffiguranti le Vergini Stolte e le Vergini Sagge della parabola evangelica, opera di un artista di formazione austriaca. Sono tra i dipinti murali medievali meglio conservati della Carnia.
Nella pieve si trovano anche una pala d'altare del 1567 firmata da Giuseppe Furnio — seguace di Pomponio Amalteo, il grande pittore veneziano del Cinquecento attivo in tutto il Friuli — e l'organo del 1788 dell'organaro Giovanni Battista de Corte, ancora funzionante, collocato sopra la porta d'ingresso.
Il piccolo museo annesso raccoglie paramenti sacri, busti in tufo di antica origine, reperti archeologici e dipinti dei secoli XVI e XVII. Non è grande, ma è denso.
La Casa delle Cento Finestre
Nella frazione di Mione, il Palazzo Micoli Toscano è conosciuto da tutti in Carnia come la "Casa delle Cento Finestre". Progettato nel 1863 dall'architetto Giovanni Battista Bassi, ha una forma cubica insolita per l'architettura montana, con cento finestre distribuite sui quattro prospetti e un tetto verde che lo rende riconoscibile da lontano.
È un esempio di casa padronale alpina con influenze delle ville venete — la testimonianza di come le famiglie benestanti della Carnia ottocentesca guardassero alla pianura veneta come modello architettonico. Dal palazzo e dal suo ampio giardino si apre una vista sulla valle del Degano che giustifica da sola la deviazione. Accanto si trova un antico fabbricato rurale che completa il complesso.
Casa De Corte e il Mulino di Baus
Nel centro di Ovaro, la Casa De Corte è un esempio ben conservato di casa carnica del XVII secolo: loggiato e portico si affacciano su una corte interna spaziosa, con la struttura tipica delle abitazioni rurali di pregio della Carnia. Non è visitabile internamente ma l'esterno merita una sosta.
Il Mulino di Baus, situato tra Ovaro e Comeglians in località Baus, è ancora in funzione e consente di assistere alla macinatura del granturco. Non è un museo della civiltà contadina — è un mulino che funziona ancora, e la differenza si sente. Vale la pena verificare gli orari di funzionamento prima di andare.
Lo Zoncolan: il versante Kaiser
Ovaro è il punto di partenza del versante di Ovaro dello Zoncolan, quello che i ciclisti professionisti chiamano Kaiser. Il percorso sale per 10,5 km con pendenza media dell'11,5% e punte al 22% — il versante più duro del comprensorio, quello che ha ospitato il Giro d'Italia in più edizioni.
In estate la strada è aperta alle bici e alle auto fino alla vetta a 1.750 m. In inverno gli impianti sci del comprensorio sono raggiungibili anche da Ovaro. Per chi non ha gambe da ciclista professionista, la funivia da Ravascletto — a pochi chilometri — porta in cima senza sforzo.
Come arrivare e informazioni pratiche
Ovaro si trova in provincia di Udine, nella Val Degano in Carnia. Da Udine circa 80 km via A23 uscita Carnia, poi SS52 fino a Tolmezzo e SS52bis verso Comeglians e Ovaro. Da Tolmezzo circa 20 km.
Non ci sono ferrovie. Collegamento autobus regionale da Tolmezzo.
Itinerario consigliato: mattina all'area di San Martino e Pieve di Gorto, pranzo in paese, pomeriggio alla Casa delle Cento Finestre e salita allo Zoncolan per il tramonto. Con una giornata di sole in estate è uno dei giorni migliori che si possono passare in Carnia.
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