🏘 Borghi & Città · 7 min di lettura

Travesio e Toppo: cosa vedere nella Val Cosa in provincia di Pordenone

Cosa vedere a Travesio: gli affreschi del Pordenone a San Pietro, il borgo di Toppo tra i Borghi più Belli d'Italia, il castello, le sagre e il formaggio salato.

Travesio e Toppo: cosa vedere nella Val Cosa in provincia di Pordenone - Borghi & Città in Friuli Venezia Giulia

La Val Cosa, dove il Friuli si racconta a chi sa ascoltare

Ci sono angoli del Friuli occidentale che non fanno rumore. Non si pubblicizzano, non compaiono nelle campagne turistiche regionali, non hanno un brand riconoscibile. Funzionano diversamente: aspettano chi arriva con curiosità e tempo. La Val Cosa, nel pordenonese pedemontano, è uno di questi posti. E Travesio, con il suo comune sparso in frazioni, la sua pieve piena di affreschi rinascimentali e il borgo di Toppo incastonato tra masi in pietra e boschi di castagni, è uno dei modi migliori per entrarci.

Il comune di Travesio si articola in quattro frazioni principali: Molevana, Usago, Zancan e Toppo. Quest'ultima è l'unica ad essere entrata nel circuito dei Borghi più Belli d'Italia, riconoscimento che premia la qualità conservata dell'architettura rurale medievale. Ma anche il capoluogo, con la sua chiesa di San Pietro, nasconde qualcosa che vale da solo il viaggio.

La Chiesa di San Pietro: gli affreschi del Pordenone e le sculture del Pilacorte

La Pieve di San Pietro nel capoluogo è citata per la prima volta nel XII secolo, ma l'edificio che si vede oggi è il frutto di trasformazioni successive, l'ultima delle quali risale a metà Ottocento quando la struttura fu rimaneggiata in maniera consistente. Dall'esterno non anticipa granché. L'interno invece sorprende.

Sulle pareti e nella volta del coro si dispiegano gli affreschi di Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, realizzati tra il 1516 e il 1526. Si tratta degli affreschi di un artista che rivaleggiò niente meno che con Tiziano. Formatosi in ambiente veneto, il Pordenone è pittore complesso, dalle influenze molteplici che vanno da Giorgione a Michelangelo per la monumentalità delle figure. Nei dipinti di Travesio, che hanno per tema la vita dell'apostolo Pietro, colore e senso plastico anticipano il manierismo.

Accanto agli affreschi, la chiesa conserva due sculture di Giovanni Antonio Pilacorte, il grande lapicida lombardo attivo in Friuli tra Quattro e Cinquecento. Il portale interno della sagrestia, datato 1484, è il primo lavoro conosciuto del Pilacorte in Friuli. L'altro pezzo è un fonte battesimale con putti musicanti, del 1490: decorazione festosa e precisa, tipica della mano del Pilacorte.

La pala d'altare raffigurante la Madonna del Rosario con i santi Sebastiano, Rocco e Antonio abate fu realizzata da Pomponio Amalteo, genero del Pordenone, che proseguì e diffuse il linguaggio del suocero in tutta la regione.

La Chiesa di Santa Maria del Latte a Zancan

Nella frazione di Zancan, a pochi minuti dal capoluogo, si trova la Chiesa di Santa Maria del Latte, conosciuta anche come Madonna di Cosa. Qui Giovanni Antonio Pilacorte ha scolpito nel 1505 un magnifico portale, con la stessa cura plastica che caratterizza il suo lavoro nella pieve di Travesio. L'interno conserva pale d'altare seicentesche dei pittori Innocenzo Brugno e Osvaldo Gortanutti, meno noti ma rappresentativi della pittura devozionale friulana del XVII secolo.

Toppo: il borgo dei masi

Percorrendo la pista ciclabile che parte dal Palazzo Toppo-Wassermann attraverso un castagneto, o arrivandoci in auto, si entra in Toppo, la frazione che ha dato il nome a una delle famiglie feudali più longeve del Friuli medievale.

Il nome Toppo, dal friulano Tóp, è un toponimo comparso per la prima volta nel 1186: secondo alcuni indica un grosso tronco d'albero atterrato, secondo altri si riferisce all'orografia del luogo, il dosso su cui sorge il paese, connesso al longobardo tuppaz, "collinetta". Fin dall'inizio il borgo si è sviluppato in due nuclei distinti separati dal rio Gleria: i Masi di Toppo a oriente, con la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, e la borgata di Pino a occidente, ai piedi del castello. Spiccano il borgo Martins con i suoi muri in sasso e il nucleo di via Fornace con le case a corte e i giardini interni. Le vecchie costruzioni in pietra, i portici ad arco, i ballatoi in legno: un'architettura rurale che il tempo ha modificato poco.

Il Castello di Toppo

Sulle pendici del monte Ciaurlèc, sopra il borgo, si levano i resti del Castello di Toppo, uno dei più importanti esempi di architettura fortificata del Friuli del XII-XIV secolo, grazie al suo buono stato di conservazione e al fatto che non ha subito mutamenti dopo il XV secolo.

Il castello fu utilizzato fino al XV secolo, mentre già agli inizi del Cinquecento appare in rovina e non venne più abitato: i signori di Toppo avevano trasferito la loro residenza nel palazzetto costruito ai suoi piedi. Divenuto cava di pietre per le case del borgo, fu poi ceduto alla fine dell'Ottocento al Comune e alla Provincia. Dal 2005 il Comune di Travesio e la Provincia di Pordenone hanno promosso il definitivo recupero, restaurato nel 2012, rendendolo nuovamente visitabile. Una passeggiata di circa 15 minuti nel bosco, su sentiero segnalato, porta dalla borgata ai resti del maniero, con viste sulla piana sottostante.

Palazzo Toppo-Wassermann: la dimora con la frase enigmatica

Ai piedi del castello, nella borgata di Pino, sorge il Palazzo Toppo-Wassermann, edificato nel Cinquecento sul sito di un maso medievale e poi largamente rimaneggiato nel Settecento. Era luogo di villeggiatura e sede amministrativa per gli affari della famiglia Toppo.

Il dettaglio che nessun visitatore dimentica è l'iscrizione latina sull'architrave del portone, datato 1543. La scritta recita: "Vengo aperto perché escano i cattivi. Vengo chiuso perché restino i buoni": un gioco di parole che, letto attentamente, significa l'esatto contrario di quello che sembra. Un benvenuto bizzarro e colto, degno di una famiglia che aveva servito i Patriarchi di Aquileia fin dal XII secolo.

Dal cortile del palazzo si accede alla cappella gentilizia di San Girolamo, che conserva due dipinti settecenteschi, l'acquasantiera longobarda risalente al Mille e la statua di Santa Lucia in pietra dipinta, attribuita a un lapicida medunese del Quattrocento. Oggi il palazzo è sede del Consorzio delle Pro Loco del territorio di Spilimbergo e ospita mostre temporanee e l'esposizione dei reperti archeologici del castello.

Il Puntic e il colle di San Giorgio

Per chi vuole staccare dalla storia dell'arte e camminare, Travesio offre due punti panoramici semplici e accessibili. Il Puntic è un piccolo ponte di massi e laterizi che attraversa il torrente Cosa in località Molevana, considerato il più antico del comune: uno di quegli angoli minuti che il Friuli rurale conserva con naturalezza, senza cartelloni né biglietti d'ingresso. Il colle di San Giorgio, vicino alla piazza principale del capoluogo, porta in cima a una chiesetta alpina che commemora i caduti del paese, con un panorama aperto sulla Val Cosa.

Il formaggio salato della Val Cosa e la tavola locale

Travesio produce una specialità che non si trova facilmente altrove: il formaggio salato della Val Cosa, prodotto nella frazione Molevana. È cremoso, morbido, maturato in una particolare salamoia di acqua, sale, latte e panna, conservata in tini di larice. Il sapore è deciso, salino, con una morbidezza che non ti aspetti da un formaggio così caratterizzato.

Il modo più diretto per assaggiarlo è la frittata con il formaggio salato, piatto tipico locale. Attorno a questo ingrediente ruota anche la Festa della Trota e del Formaggio di luglio, dove il protagonismo del formaggio Montasio e del formaggio salato si alterna con la trota del torrente, i vini autoctoni, concerti e un torneo di scacchi che da anni accompagna la sagra con una nota insolita.

Gli eventi: le sagre e il Festival del Teatro

Il calendario di Travesio ha tre appuntamenti fissi che vale la pena conoscere prima di organizzare una visita. La Sagra delle Rane si tiene tra marzo e aprile nella frazione di Usago: un evento storico, con chioschi, concerti e ballo, dedicato alla specialità delle rane fritte tipica di questa parte del Friuli occidentale.

A luglio c'è la Festa della Trota e del Formaggio già citata. A ottobre, invece, l'Auditorium comunale di Travesio ospita il Festival della Commedia Friulana, con diverse compagnie del territorio che si alternano nelle domeniche del mese. Un evento di nicchia ma con un pubblico fedele, che tiene viva la tradizione teatrale in lingua friulana.

A settembre, a Toppo, si svolge Settembre in Villa, quando alcune case storiche di Borgo Martins e via della Fornace aprono le porte ai visitatori, con il Palazzo Toppo-Wassermann come centro della manifestazione, mercatino e prodotti tipici.

Come arrivare

Travesio si raggiunge da Pordenone in circa 40 km verso nord, seguendo le indicazioni per Sequals poi la Provinciale 34. Da Udine la strada più comoda passa per Fagagna, Spilimbergo e il Tagliamento sulla Provinciale 22: circa 50 km totali. Chi preferisce i mezzi pubblici può prendere la linea 29A dell'ATAP che collega Maniago con Travesio. L'area di accoglienza turistica principale si trova presso Palazzo Toppo-Wassermann a Toppo, con parcheggio disponibile.

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.