A 366 metri di altitudine, Tramonti di Sotto funge da primo sbarramento orografico per chi risale la Val Tramontina lungo il corso del fiume Meduna. Le Prealpi Carniche cingono l'abitato imponendo un secolare isolamento geografico, un fattore che ha preservato intatti i moduli dell'edilizia rurale e le tecniche di conservazione alimentare di sussistenza. La morfologia della vallata è stata radicalmente alterata nel Novecento dalle opere di ingegneria idraulica che hanno sommerso i fondovalle per lo sfruttamento idroelettrico.
L'edilizia in pietra, il mulino di Campone e gli affreschi cinquecenteschi
L'assetto urbano di Tramonti di Sotto e della frazione di Tramonti di Mezzo è dominato dalla pietra viva. Le abitazioni storiche si sviluppano attorno a corti interne ad arcate, raccordate da ballatoi lignei funzionali all'essiccazione dei raccolti. Le pareti degli edifici riportano ancora le tracce della calce prodotta nelle antiche fornaci locali, sparse lungo i sentieri boschivi.
Il fulcro religioso del capoluogo è la Pieve di Santa Maria Maggiore, eretta alla fine del Quattrocento. Nell'antico coro sopravvive un ciclo di affreschi d'inizio Cinquecento attribuito al pennello di Giampietro da Spilimbergo. Spostandosi nella frazione di Campone, si incontra la chiesa di San Nicolò Vescovo e, lungo il letto del torrente Ciarzò, un mulino seicentesco la cui meccanica idraulica viene ancora mossa dalla deviazione della roggia originaria.
I bacini artificiali del Meduna e il borgo sommerso di Movada
La topografia della Val Tramontina è spezzata dalla presenza di grandi bacini artificiali. A sud dell'abitato si estende il Lago di Tramonti (comunemente noto come Lago di Redona), formatosi nel 1952 in seguito allo sbarramento del Meduna. L'innalzamento delle acque sommerse tre antichi borghi contadini (Flors, Movada e Redona vecchia); durante i periodi di siccità prolungata o di svaso tecnico della diga, le rovine in pietra del villaggio di Movada riemergono dal fondale limoso, restituendo la planimetria dell'insediamento scomparso. Risalendo la valle oltre Tramonti di Sopra, la forra si chiude ulteriormente ospitando la diga ad arco del Lago del Ciul, snodo d'accesso per le escursioni verso Tàmar, un villaggio pastorale montano oggi in stato di abbandono.
Conservazione carnica: la pitina IGP e il formai dal cit
L'autarchia alimentare della valle ha generato soluzioni uniche per la conservazione delle proteine. Tramonti di Sotto è il luogo di codifica della pitina (oggi riconosciuta IGP), un insaccato atipico nato dall'esigenza di non sprecare le carni dei camosci, dei caprioli o delle pecore infortunate. La carne viene tritata finemente, addizionata con sale, aglio e pepe, modellata in forma sferica schiacciata, impanata nella farina di mais per allontanare gli insetti e infine sottoposta a una lenta affumicatura al legno di faggio.
A fianco della pitina, le dispense locali tramandano il formai dal cit, nato dal recupero degli scarti di formaggi d'alpeggio fermentati, macinati e amalgamati in contenitori di pietra (il cit) con latte, panna e pepe. La dieta di fondovalle si completava con il pistùm, una preparazione che prevede la macerazione autunnale delle foglie di rapa (le viscje) in tini di legno, per poi essere consumate lesse e insaporite con lardo fuso durante i mesi invernali.
Come arrivare e dintorni
Per raggiungere Tramonti di Sotto in automobile si sfrutta la viabilità della pianura pordenonese. Chi proviene dall'Autostrada A28 deve utilizzare l'uscita Cordenons, imboccare la Strada Regionale 177 in direzione di Sequals e, superato l'abitato, innestarsi sulla Strada Regionale 552 (SR 552) del Passo Rest. La strada si restringe penetrando direttamente nella gola calcarea della Val Tramontina.
Il comune confina a nord con Tramonti di Sopra, punto di partenza per l'esplorazione delle Pozze Smeraldine, mentre tornando verso la pedemontana si incrocia Meduno, base logistica per il parapendio dal Monte Valinis, ed è possibile deviare verso il polo museale delle Grotte di Pradis.
Coordinate: 46.2842, 12.7937
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