🏘 Borghi & Città · 3 min di lettura

San Vito al Tagliamento: le torri difensive e i cicli dell'Amalteo

Posto a 30 metri di quota nella Bassa Pordenonese, l'abitato di San Vito al Tagliamento conserva la cinta muraria, il fossato e i cicli dell'Amalteo.

San Vito al Tagliamento: le torri difensive e i cicli dell'Amalteo - Borghi & Città in Friuli Venezia Giulia

A 30 metri sul livello del mare, posizionato strategicamente sulla riva destra del fiume Tagliamento, l'impianto urbano di San Vito al Tagliamento è delimitato dal vecchio fossato difensivo e dalla cinta muraria medievale. L'accesso al nucleo storico è tuttora vincolato al passaggio attraverso le tre torri originarie sopravvissute alle demolizioni ottocentesche: la torre Scaramuccia, la torre Grimana e la torre Raimonda. Quest'ultima, eretta per volere del patriarca Raimondo della Torre, funge da sede per il Museo Civico Federico De Rocco, un'esposizione che mappa la cronologia locale dai reperti preistorici ai manufatti longobardi, includendo la statuaria lignea quattrocentesca attribuita al maestro Bartolomeo dell'Occhio.

L'architettura civile: Palazzo Tullio-Altan e Palazzo Rota

L'edilizia civile del centro storico è dominata da due complessi residenziali di derivazione nobiliare. Palazzo Tullio-Altan, strutturato nel XVII secolo, si distingue per i soffitti stuccati, gli affreschi parietali e la pertinenza di un rigido giardino all'italiana. Le sue ali laterali ospitano oggi le collezioni etnografiche del Museo Provinciale della Vita Contadina "Diogene Penzi".

Sull'asse viario principale si affaccia Palazzo Rota, sede dell'amministrazione comunale, la cui facciata e gli spazi interni documentano una lunga stratificazione costruttiva intercorsa tra il XIV e il XIX secolo, connettendosi sul retro a un parco botanico caratterizzato dall'innesto storico di essenze arboree esotiche.

Gli affreschi di Pomponio Amalteo e i luoghi di culto

Il baricentro religioso cittadino è il Duomo, il cui impianto odierno deriva da una massiccia ricostruzione operata a metà del Settecento che ha risparmiato unicamente il campanile quattrocentesco e alcune pale d'altare rinascimentali. Tuttavia, il nucleo pittorico di maggior peso storiografico si trova all'interno della chiesetta di Santa Maria dei Battuti (o dell'Assunzione). Superato il portale lapideo di fine Quattrocento, l'abside svela un denso ciclo di affreschi realizzato da Pomponio Amalteo, allievo e genero del Pordenone, che definì gli standard cromatici del manierismo friulano.

A margine del centro abitato sorge il Santuario della Madonna di Rosa, un edificio di culto raso al suolo dai bombardamenti anglo-americani del 1944 e ricostruito integralmente nel dopoguerra per custodire un'immagine devozionale mariana di forte radicamento territoriale.

Il dilettantismo ciclistico e l'arte contemporanea di Palinsesti

Sul fronte degli eventi sportivi, San Vito al Tagliamento è nota negli almanacchi per ospitare ininterrottamente dal 1926 la "Coppa San Vito", la competizione ciclistica più antica del Friuli-Venezia Giulia, riservata alla categoria Under 23. Per quanto riguarda la produzione culturale, dal 2006 il comune promuove "Palinsesti", una rassegna d'arte contemporanea strutturata in collaborazione con l'Università di Udine, che sfrutta gli spazi vuoti dell'edilizia storica cittadina come laboratori per installazioni site-specific.

La gastronomia rurale: la brovada e la focaccia di zucca

Le tavole sanvitesi poggiano sui fondamenti calorici della Bassa Pordenonese, dominata dalle cotture lente. Tra i cardini del ricettario figurano la rassa (l'anatra allevata nei cortili e cotta allo spiedo) e la brovada, una preparazione che richiede la macerazione delle rape rosse nelle vinacce prima della cottura prolungata, storicamente associata al cotechino (musetto). Nella frazione limitrofa di Rosa si tramanda la ricetta del pan-zal (pane giallo), una focaccia dolce povera impastata con la polpa di zucca, a cui viene dedicata un'apposita manifestazione etnografica ogni anno nel mese di ottobre.

Come arrivare e dintorni

L'accesso in automobile a San Vito al Tagliamento avviene sfruttando l'Autostrada A28 (Portogruaro-Conegliano). È necessario imboccare l'uscita Villotta e immettersi sulla Strada Provinciale 1 (SP1) o sulla Strada Regionale 463 (SR463), procedendo verso nord per circa 10 chilometri. Il tracciato di pianura rende l'abitato facilmente raggiungibile senza dover affrontare dislivelli.

La collocazione baricentrica nella Bassa Pordenonese permette di ispezionare, in un raggio di 15 chilometri, altri fondamentali presidi storici: a sud si incrocia il borgo murato di Cordovado e l'imponente complesso monastico dell'Abbazia di Santa Maria in Silvis a Sesto al Reghena, mentre a nord è possibile esplorare l'architettura difensiva del castello di Valvasone.

Coordinate: 45.9156, 12.8580

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.