🏘 Borghi & Città · 7 min di lettura

Meduno: borghi storici, il Monte Rushmore e i moti risorgimentali friulani

Cosa vedere a Meduno: il castello medievale, i moti di Navarons con Casa Andreuzzi, Luigi Del Bianco e il Monte Rushmore, il Monte Valinis e la pitina IGP.

Meduno: borghi storici, il Monte Rushmore e i moti risorgimentali friulani - Borghi & Città in Friuli Venezia Giulia

Un paese che ha inciso il Monte Rushmore

Tra le borgate sparse sulle pendici della Val Meduna, in una di quelle case di pietra che nel Friuli pedemontano sembrano tutte uguali, nacque un uomo che avrebbe lavorato su una delle opere più monumentali del Novecento. Luigi Del Bianco era di Meduno. Emigrò in America, come tanti friulani del suo tempo, e arrivò dove pochi avrebbero immaginato: fu il capomastro che diresse i lavori delle sculture del Monte Rushmore, raffiguranti i volti dei quattro presidenti degli Stati Uniti, nel South Dakota.

Un scalpellino friulano che ha modellato la roccia americana. Non è l'unico filo di questo tipo che lega Meduno al mondo: poche decine di chilometri di distanza dal capoluogo, nella frazione di Navarons, nel 1864 si organizzò l'unico moto insurrezionale di ispirazione mazziniana dell'intera regione friulana, con lettere autografe di Mazzini e Garibaldi che transitarono da questo piccolo borgo sotto gli occhi delle autorità asburgiche.

Meduno (313 m s.l.m.) sta all'imbocco della Val Meduna, nel pordenonese, ed è uno di quei comuni che si ramificano in un reticolo di borgate di montagna. Oltre al capoluogo, il territorio comprende la frazione di Navarons e undici borgate tra i 300 e i 555 metri di quota: Avon, Ciago, Cilia, Costa, Del Bianco, Mizzeri, Pitagora, Romanis, San Martino, Sottomonte e Valle. Ognuna ha la sua storia, la sua chiesa, il suo carattere.

Il Castello di Meduno e le radici medievali

Il Castello di Meduno, costruito nel 1136 sul colle omonimo dalla famiglia dei Meduno, vassalli dell'imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, è il segno più visibile delle radici storiche del paese. Il fortilizio fu modificato più volte nei secoli, fino all'abbandono progressivo a partire dagli inizi del Cinquecento e alla definitiva dismissione nel XVII secolo.

Recenti interventi di restauro e valorizzazione hanno consolidato le strutture rimaste e condotto un'indagine archeologica del settore nord che ha permesso di riconoscere cinque fasi di vita distinte, dalla prima metà del XII secolo fino al Seicento. Un racconto stratigrafico che abbraccia cinque secoli di storia locale, leggibile nei materiali e nelle murature recuperate. I ruderi del castello sono oggi visitabili nel parco circostante.

Nel centro del capoluogo, Palazzo Colossis (XVI-XVIII secolo) è l'altra architettura civile di rilievo: ex dimora della nobile famiglia omonima, oggi sede del Comune e della Comunità Montana, ed è anche il punto di ritrovo delle principali manifestazioni locali.

Le chiese: da Pilacorte a Piazzetta

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore ha origini antiche, ma l'aspetto attuale è il frutto di una ricostruzione del 1830 e di restauri post-terremoto del 1976. Lo stile è neoclassico, ma l'interno conserva opere che portano nomi di rilievo: sculture di Giovanni Antonio Pilacorte, il lapicida ticinese che ha lasciato il segno in tutta la pedemontana pordenonese, e dipinti di Gian Battista Piazzetta, pittore veneziano del Settecento tra i più importanti della sua generazione.

Due chiese minori completano il quadro. La Chiesetta di San Martino, lungo la strada comunale che porta al monte Valinis, è attribuita al XII secolo e conserva ancora le linee romaniche originarie nonostante i rimaneggiamenti successivi: un edificio minuto e severo, col carattere delle architetture di montagna medievali. A Navarons, la Chiesetta di San Pellegrino ha l'aspetto attuale risalente al XVIII secolo, ma la sua posizione nella Valle del Risorgimento la rende una tappa del tutto diversa.

Navarons e i Moti del 1864: l'unica insurrezione mazziniana in Friuli

Il borgo di Navarons fu la base logistica e organizzativa dell'unico episodio insurrezionale di ispirazione mazziniana in Friuli, nell'ottobre 1864. Il solo fatto che di qui siano passati lettere e scritti di Mazzini e Garibaldi rende onore a questo paesino che fu, nell'ottobre 1864, il centro della storia friulana.

Alle due e trenta del mattino del 16 ottobre 1864, una banda di circa sessanta uomini comandata da Francesco Tolazzi, con Silvio Andreuzzi, lasciò Navarons in direzione di Meduno e verso le sei del mattino raggiunse Spilimbergo, penetrando nella caserma della gendarmeria, sequestrando le armi. Le autorità austriache proclamarono lo stato d'assedio e procedettero a vasta azione repressiva che comportò l'arresto di 270 sospettati, tra cui la moglie e le figlie di Antonio Andreuzzi. Il moto fallì, ma la sua memoria rimase viva.

Il Museo del Risorgimento Casa Andreuzzi a Navarons documenta questi eventi attraverso cimeli, documenti originali e corrispondenza con i grandi protagonisti del Risorgimento. La mostra permanente raccoglie testimonianze dei rapporti intercorsi tra il patriota Antonio Andreuzzi, suo figlio Silvio e i grandi personaggi della storia risorgimentale italiana come Mazzini e Garibaldi. Una piccola istituzione in un piccolo borgo, ma con una storia che supera di molto le sue dimensioni.

Gli scalpellini di Meduno e Luigi Del Bianco

Meduno fu per quattro secoli patria di scalpellini famosi in tutto il Friuli e nel mondo. La tradizione degli artigiani della pietra risale almeno al XV secolo, quando il passaggio del Friuli alla Repubblica di Venezia aprì nuovi mercati e nuove opportunità per le maestranze locali.

Il più celebre di tutti fu Luigi Del Bianco, nato a Meduno, emigrato negli Stati Uniti e diventato il capomastro dei lavori al Monte Rushmore nel South Dakota, dove sono scolpiti nella roccia i volti dei presidenti Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln. Un friulano che ha inciso nella pietra americana uno dei simboli più riconoscibili del XX secolo. La borgata Del Bianco porta ancora il nome della sua famiglia.

Il Monte Valinis: parapendio e panorami

A nord del capoluogo, il Monte Valinis (1.102 m) è la principale destinazione escursionistica del comune e una delle mete di volo libero più frequentate del Friuli. La straordinaria posizione geografica del Monte Valinis richiama gli appassionati di parapendio e deltaplano da tutto il mondo. L'itinerario verso la "Forchia Piccola" di Meduno è la via classica per salire alla vetta, con panorami che si aprono sulle vallate del Cellina, del Meduna e, nelle giornate limpide, fino alla pianura e all'Adriatico.

Dal Monte Valinis il territorio si apre verso la Val Tramontina e la Val Colvera, ambienti naturali quasi integri con forre, boschi e torrenti di grande bellezza escursionistica. Percorsi pedonali e ciclabili collegano Meduno alle valli circostanti in un reticolo di itinerari adatti a diversi livelli di preparazione.

La Pitina: il salume delle valli pordenonesi

La pitina (detta anche peta, petina o petuccia nelle varianti locali) è il prodotto gastronomico più caratteristico di questa zona montana. Si tratta di un salume antico, nato dalla necessità di conservare la carne nei mesi invernali: carne di selvaggina o ovina tritata, salata, speziata con pepe, finocchio selvatico e altri aromi, poi pressata e affumicata. Oggi è riconosciuta dall'Unione Europea come prodotto a Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Si mangia cruda a fette, soffritta con la cipolla, o come accompagnamento alla polenta: una base calorica e saporita che racconta il clima e la cultura di queste valli di montagna. Nei ristoranti e nelle macellerie del territorio si trova facilmente, spesso accanto al formaggio Montasio, agli insaccati locali, ai mieli di montagna e alla selvaggina.

Incozzati a Meduno e le camminate notturne

A Meduno gli eventi principali si svolgono in estate. Ad agosto, Incozzati a Meduno è la serata gastronomica che si tiene a Palazzo Colossis con un abbinamento insolito: i sapori del mare con quelli della montagna, una formula che attira visitatori da tutta la provincia.

PASSIparole, progetto di camminate notturne gestito dal Consorzio Arcometa e dall'Ecomuseo Lis Aganis, porta ogni estate in diversi borghi della pedemontana, incluso Meduno ad agosto, passeggiate guidate al chiaro di stelle partendo da Palazzo Colossis. Un'esperienza tranquilla e accessibile a tutti, che rivela il territorio in un modo diverso da quello diurno.

Come arrivare

Meduno si trova a circa 50 km da Pordenone lungo la pedemontana occidentale, seguendo la Regionale 251 verso Maniago e poi la strada per la Val Meduna. Ha una propria stazione ferroviaria, a circa 2 km dal centro, sulla linea ferroviaria Sacile-Gemona del Friuli (attualmente con servizi ridotti dopo la frana del 2012: verificare orari aggiornati). In auto è la soluzione più comoda per chi viene da fuori regione.

💬

I commenti tornano presto

Stiamo migrando il sistema di commenti. Torneranno disponibili a breve.