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Marano Lagunare: architettura veneziana e casoni alle foci dello Stella

Marano Lagunare è un'exclave veneziana in Friuli. Scopri la Loggia dei Provveditori, la Torre Millenaria e le riserve naturali della Valle Canal Novo.

Marano Lagunare: architettura veneziana e casoni alle foci dello Stella - Borghi & Città in Friuli Venezia Giulia

Posizionata tra le foci dei fiumi Stella e Corno, Marano Lagunare rappresenta un'anomalia storico-linguistica nel panorama del Friuli meridionale: un'enclave in cui l'architettura civile e il dialetto locale (una variante del veneto lagunare) testimoniano la plurisecolare giurisdizione della Repubblica di Venezia, in netto contrasto con l'entroterra a trazione patriarcale e asburgica.

L'insediamento origina attorno al II secolo a.C. come praedium Mariani, un presidio militare romano eretto a copertura difensiva del porto di Aquileia. Dopo la caduta dell'Impero Romano, il sito fu cinto da mura e operò come piazzaforte per il Patriarcato di Aquileia contro le scorrerie esterne. Il punto di svolta urbanistico avvenne nel 1543 quando, dopo decenni di conflitti con l'Impero Asburgico, Marano passò sotto il controllo definitivo di Venezia, divenendo il baluardo marittimo avanzato della Serenissima contro la minaccia ottomana, ruolo che mantenne fino alla fondazione di Palmanova nel 1593.

L'architettura del potere veneziano: la Loggia e i Provveditori

L'assetto urbano attuale ruota attorno a Piazza Vittorio Emanuele II (nota localmente come la granda), dove si concentrano gli edifici dell'amministrazione veneziana. Il Palazzo dei Provveditori e la Loggia adiacente furono eretti nel corso del Quattrocento: le loro facciate sono scandite dai busti lapidei e dagli stemmi araldici dei governatori inviati da Venezia. In prossimità del palazzo si conserva la Piera dei anzuliti (pietra degli angioletti), un rocchio di colonna, un tempo collocato nella vecchia pescheria, che fungeva da base per la benedizione funebre dei bambini morti prematuramente.

Il lato opposto della loggia è dominato dalla Torre "Millenaria", un mastio in laterizio alto oltre 30 metri che funge da orologio civico. Nonostante la denominazione suggerisca un'origine associabile all'XI secolo (voluta forse dal patriarca Poppone), l'analisi strutturale recente propende per un'iniziale funzione di campanile liturgico a servizio di una chiesa altomedievale scomparsa, successivamente riadattato a torre d'avvistamento per la navigazione lagunare e ricostruito nelle parti sommitali dopo il sisma del 1976.

L'approvvigionamento idrico e la Pieve di San Martino

L'orografia sabbiosa e salmastra della laguna ha storicamente complicato il reperimento di acqua potabile, costringendo i governatori veneti a investire su cisterne pubbliche. Piazza Vittorio Emanuele II ospita il pozzo Priuli (1587), mentre la vicina Piazza Marii conserva il pozzo Contareno (1677), collocato accanto alle basi portastendardo della Serenissima e al Palazzo della Guardia, che oggi espone la statua a figura intera del provveditore Pietro Bernardo Bembo (1678).

Per quanto riguarda l'architettura sacra, la chiesa pieve di San Martino sorge sui resti di un edificio dell'XI secolo dedicato a San Giovanni. Completamente riedificata dal 1752 in forme neoclassiche, presenta una facciata a schema palladiano. L'interno custodisce un organo settecentesco del costruttore veneziano Francesco Dacci, reliquiari trecenteschi di San Vito e tele del pittore clodiense Antonio Marinetti.

L'evoluzione dei reperti d'uso quotidiano della laguna dall'età Neolitica al Rinascimento è invece tracciabile nel Museo Archeologico della Laguna, le cui teche raccolgono le stratificazioni di utensili riemersi dai fondali e dalle barene.

Le due riserve naturali e i casoni lagunari

La laguna di Marano, delimitata verso il mare aperto da cordoni litoranei sabbiosi, è un sistema anfibio regolato dall'escursione di marea (velme e barene) classificato dal 1979 come zona protetta di rilevanza internazionale. La marineria maranese ha un forte indotto basato sulla pesca dell'orata locale e sull'allevamento di bivalvi.

Il territorio comunale gestisce due poli naturalistici distinti. A ridosso del centro urbano si estende la Riserva Naturale della Valle Canal Novo, strutturata su una ex-valle da pesca recintata. Il centro visite è progettato replicando l'architettura dei casoni, le tradizionali abitazioni di pesca in canna palustre e legno. Più a ovest si apre la Riserva Naturale Regionale Foci dello Stella, un'area deltaica umida esplorabile solo via acqua tramite motonavi attrezzate. Qui, il vasto canneto ospita le nidificazioni migratorie (gabbiani, aironi) ed è punteggiato dai casoni originari, rifugi lignei storici utilizzati dai pescatori per il rimessaggio e l'appoggio notturno durante le lunghe battute in mare aperto.

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