La città che forgia lame dal Quattrocento
C'è un filo d'acciaio che attraversa la storia di Maniago ininterrotto dal 1453 a oggi. Quel filo inizia con una roggia: il conte Nicolò di Maniago ottenne in quell'anno dal Magistrato alle Acque di Venezia il permesso di incanalare le acque del torrente Colvera, creando la forza idraulica necessaria ad azionare i primi battiferri. Da quei mulini sono usciti secoli di lame: prima falci e asce per i contadini e i boscaioli delle Prealpi, poi coltelli di ogni tipo per i mercati di mezza Europa, poi commesse internazionali per le produzioni cinematografiche di Hollywood.
La produzione di coltelli di Maniago è riconosciuta in tutto il mondo: le spade di Indiana Jones, Braveheart e Robin Hood sono state prodotte qui. Un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi statistica industriale quanto profonda sia la specializzazione di questo territorio.
Maniago è il maggiore centro della pedemontana pordenonese, allo sbocco delle valli del Cellina e del Colvera, con un centro storico medievale di buona qualità e un territorio che apre verso due ambienti naturali tra i più spettacolari del Friuli: la Riserva Naturale Forra del Cellina verso nord e la Riserva dei Magredi verso est.
Il Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie
Il museo principale di Maniago occupa un luogo simbolico: il grande stabilimento industriale che iniziò la propria attività come Co.Ri.Ca.Ma. (Coltellerie Riunite di Caslino e Maniago) nel 1907, che diede lavoro a centinaia di operai fino alla chiusura nel 1972. Acquistato dal Comune e recuperato dall'abbandono, dal 2009 ospita un percorso espositivo che recupera le radici e gli sviluppi della produzione locale di oggetti da taglio.
Il patrimonio della città inizia con quella roggia del 1453 e arriva fino all'industria contemporanea. Il museo raccoglie strumenti e ambienti di lavoro, macchinari imponenti, materiali e tecnologie che raccontano lo sviluppo industriale di questa comunità. Il percorso si articola in sezioni che vanno dalla formazione dei primi battiferri alla bottega artigiana familiare, dall'insediamento delle prime officine all'alba del Novecento fino al design contemporaneo del coltello.
Orari: lunedì e da mercoledì a domenica 10.00-13.00 e 14.30-17.30, martedì solo mattina 10.00-13.00. Chiuso il mercoledì e nelle principali festività. Indirizzo: Via Maestri del Lavoro 1. Il museo dispone di materiali informativi anche in lingua tedesca.
Il centro storico: dal castello al Duomo gotico
La prima menzione scritta di Maniago risale al 12 gennaio 981, quando l'imperatore Ottone confermò al Patriarca di Aquileia Rodoaldo il possesso di alcune terre inclusa la corte di "Maniacus". Il centro storico che si visita oggi porta ancora i segni di quella lunga storia medievale.
Il Castello di Maniago, la cui costruzione iniziò nell'XI secolo, fu modificato più volte fino agli inizi del Cinquecento, quando cominciò il suo progressivo abbandono. Del maniero rimangono oggi ruderi consolidati e visitabili, con il parco circostante che ne accompagna la visita. La cinta muraria medievale che originariamente proteggeva il castello e poi l'abitato circostante è ancora visibile in tratti significativi lungo le vie del centro.
Il Duomo di San Mauro Martire, eretto nel 1488 sui resti di un precedente edificio di origine longobarda, è uno dei più importanti esempi di architettura tardo gotica del Friuli Venezia Giulia. L'interno conserva la complessità stilistica di un edificio che ha stratificato secoli di interventi e arredi.
In Piazza Italia si affaccia Palazzo d'Attimis-Maniago, residenza settecentesca del casato con un affresco di Pomponio Amalteo sulla facciata: un nome che torna spesso nei borghi della pedemontana pordenonese, dove questo pittore cinquecentesco ha lasciato il segno in chiese e palazzi di tutta la zona. La Loggia del 1661, nella stessa piazza, era in origine sede del tribunale e del mercato cittadino e oggi è dedicata ai Caduti di tutte le guerre.
L'ex filanda come biblioteca e il Teatro Liberty
Due edifici industriali riciclati con intelligenza completano il ritratto del centro storico. L'ex filanda della metà dell'Ottocento, interessante esempio di archeologia industriale, ospita oggi la biblioteca civica: un uso che mantiene viva la funzione pubblica dello spazio senza snaturarne il carattere architettonico.
Il Teatro Giuseppe Verdi ha una storia ancora più stratificata: nasce come filanda del Settecento, poi diventa circolo per le prime proiezioni cinematografiche e le feste da ballo, e infine teatro vero e proprio. Gli affreschi in stile Liberty del 1922 che decorano l'interno sono il documento di questa trasformazione, un momento in cui la città stava diventando qualcosa di diverso da quello che era stata.
La Forra del Cellina: il canyon più grande della regione
A nord di Maniago, seguendo il torrente Cellina verso la Valcellina, si entra in uno degli ambienti naturali più spettacolari del Friuli. La Riserva Naturale Forra del Cellina è un incredibile canyon formato da ripide rocce che precipitano verticalmente nel torrente dalle acque cristalline, tra quiete e bellezza. La riserva interessa la parte più significativa della grande incisione che il torrente ha scavato negli strati calcarei fra Barcis e Montereale: l'aspetto geomorfologico è quello tipico di un grande canyon, il maggiore della regione e uno dei più spettacolari in Italia.
Il punto più emozionante è il ponte tibetano costruito in acciaio in località Ponte Antoi a Barcis. Inaugurato nel 2016, domina la Forra del Cellina con un percorso che permette di attraversare il canyon godendo di una veduta unica. Si tratta di un'emozione sospesa a 55 metri di altezza con visione a 360° sull'ambiente circostante. I visitatori vengono dotati di imbragatura, casco e ganci, con personale addestrato sempre presente.
La Vecchia Strada della Valcellina, percorribile a piedi da Barcis, è l'itinerario classico per avvicinarsi alla forra: una strada dismessa che costeggia le pareti di roccia e le acque smeraldine del Cellina, chiusa al traffico nei mesi invernali.
I Magredi: la steppa friulana
Verso est, il paesaggio cambia completamente. La zona dei Magredi è costituita da una grande "V", ben visibile dalle immagini satellitari, disegnata nell'alta pianura pordenonese dai corsi dei torrenti Cellina e Meduna. Le acque dei due torrenti, sprofondando e scorrendo nel sottosuolo, lasciano secchi gli alvei, dei quali resta una vasta distesa di sassi bianchi e levigati. Il terreno, estremamente permeabile, presenta caratteristiche uniche a livello nazionale che ricordano quelle della steppa.
In primavera i Magredi raggiungono il massimo splendore con una fioritura unica: tra le tante varietà, è qui che germoglia la brassica glabrescens, un delicato fiorellino giallo che cresce esclusivamente in questo posto e in nessun altro luogo al mondo. Fauna selvatica, rapaci, risorgive: un ambiente che vale una visita dedicata, lontano dall'idea convenzionale di paesaggio friulano.
Coltello in Festa e il Carnevale dei Ragazzi
Due eventi scandiscono il calendario di Maniago con appuntamenti di richiamo regionale. Coltello in Festa, manifestazione di tre giorni a luglio, è la mostra mercato del coltello artigianale che accompagna la Fiera di San Giacomo: laboratori, esposizioni, visite alle officine, enogastronomia. Un'occasione per vedere da vicino i coltellai al lavoro e capire cosa significa ancora oggi il mestiere in questa città.
Il Carnevale dei Ragazzi è invece una delle sfilate di Carnevale più importanti del Friuli Venezia Giulia: maschere, costumi, carri allegorici e musiche su un tema diverso ogni anno, con una partecipazione popolare che trasforma il centro cittadino.
Come arrivare
Maniago si trova lungo la pedemontana occidentale friulana, a circa 45 km da Pordenone seguendo la Regionale 251 verso nord-est attraverso San Martino di Campagna. Da Udine la strada passa per Spilimbergo e il Tagliamento. In autobus, la linea ATAP 13R collega Pordenone a Maniago passando per Aviano. Per chi ama i treni storici, la ferrovia turistica pedemontana Sacile-Gemona include Maniago tra le stazioni principali con un calendario di treni storici aggiornato annualmente: verificare su fondazionefs.it.
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