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Diga del Vajont: infrastruttura, viabilità e accessi stradali

Il 9 ottobre 1963 la frana del Monte Toc originò il disastro del Vajont. Ecco la guida ai tracciati stradali della SS251 partendo da Pordenone e dal Veneto.

Diga del Vajont: infrastruttura, viabilità e accessi stradali - Borghi & Città in Friuli Venezia Giulia

Alle ore 22:39 del 9 ottobre 1963, un fronte di roccia spesso oltre 200 metri e dal volume di 260 milioni di metri cubi si staccò dalle pendici settentrionali del Monte Toc, precipitando nel bacino idroelettrico artificiale sottostante. L'impatto sollevò un'onda di 50 milioni di metri cubi d'acqua che superò il coronamento della Diga del Vajont, una struttura ad arco a doppia curvatura alta 261,60 metri, rimasta di fatto intatta. L'onda di fango e detriti cancellò gli abitati del fondovalle veneto, tra cui Longarone, e colpì le frazioni friulane di Erto e Casso, causando 1910 vittime accertate. Per un'analisi storica approfondita, si veda la pagina dedicata al Disastro del Vajont.

Oggi l'infrastruttura segna il confine amministrativo tra la provincia pordenonese e quella bellunese. L'accesso al sito richiede un'attenta valutazione logistica, trattandosi di un ambiente montano servito da una rete viaria soggetta a forti pendenze.

L'asse stradale della SS251: FVG e Veneto

Raggiungere il coronamento della diga in automobile è l'opzione che garantisce maggiore autonomia, ma i tracciati differiscono nettamente a seconda del versante di provenienza.

La viabilità dalla provincia di Pordenone

Chi proviene dalla pianura friulana deve imboccare la Strada Regionale 251 (SR251) in direzione nord verso Montereale Valcellina. Il percorso penetra nella Valcellina costeggiando il bacino idroelettrico di Barcis e superando gli abitati di Claut e Cimolais. La carreggiata affronta poi il valico del Passo di Sant'Osvaldo, a 827 metri di quota, per scendere nella valle del Vajont, incrociando prima Erto e poi Casso. La distanza dal centro di Pordenone è di circa 65 chilometri, con tempi di percorrenza prossimi all'ora e mezza. Presso gli uffici del Parco Naturale Dolomiti Friulane a Erto è possibile raccogliere la documentazione topografica aggiornata.

L'accesso dal versante di Longarone

Il percorso sul lato occidentale prevede l'arrivo nell'abitato di Longarone tramite la SS51 di Alemagna. Dal centro del paese veneto si devia sulla diramazione locale della SS251, che risale verticalmente il fianco della montagna. Il tratto stradale, lungo appena 8 chilometri, colma il dislivello attraverso una serie di tornanti stretti, in gran parte scavati in galleria, richiedendo particolare cautela nella guida.

Logistica su rotaia e linee bus

L'utilizzo esclusivo dei mezzi pubblici interni al Friuli-Venezia Giulia (linee ATAP) per giungere direttamente alla diga è poco funzionale a causa delle coincidenze tra la bassa pianura e le alte valli pordenonesi. La soluzione ferroviaria più razionale sfrutta l'infrastruttura veneta.

È necessario utilizzare la linea regionale Trenitalia (asse Treviso-Ponte nelle Alpi-Calalzo) e scendere alla stazione di Longarone-Zoldo. Dal piazzale adiacente alla stazione ferroviaria operano gli automezzi della società Dolomiti Bus. Le corse coprono il dislivello fino ai parcheggi adiacenti al coronamento, intensificando le frequenze nei mesi estivi e in ottobre, in concomitanza con le commemorazioni storiche dell'evento.

Le visite dirette sulla sommità della diga (quota 722,50 m s.l.m.) sono normate da tornelli e permesse esclusivamente tramite l'accompagnamento delle guide autorizzate del Parco, previa prenotazione.

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